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Scritto Martedì 18 ottobre 2016 alle 17:00

Costa M.: droga prodotta in casa e rinvenuta nell'armadietto comunale dalla GdF. Lo stradino Donghi condannato a 5 anni

Cinque anni di reclusione, oltre al pagamento di una multa del valore di 14mila euro. Una pena pesante quella che il giudice delle udienze preliminari Massimo Mercaldo ha inflitto stamani a Benedetto Donghi, il 45enne operatore ecologico in servizio presso il Comune di Costa Masnaga, finito in manette nel marzo scorso con l'accusa di coltivazione e detenzione ai fini di spaccio, di sostanza stupefacente.
Un'operazione condotta dai finanzieri della Compagnia di Lecco che, a seguito di un'accurata indagine, avevano rinvenuto nell'armadietto in uso a Donghi - nel locale messogli a disposizione in municipio - 2 chilogrammi e mezzo di "fumo" suddiviso in ovuli da una decina di grammi e panetti da un etto e 650 grammi di "erba".

Alcune immagini diffuse dalla Guardia di Finanza a seguito dell'arresto

Nell'abitazione di Castello Brianza allora occupata dal 45enne, le Fiamme gialle avevano invece scoperto una sorta di laboratorio ''clandestino'' con tutto il necessario per produrre la sostanza stupefacente: coperte termiche per rivestire le pareti, irrigatori, umidificatori, ventilatori e addirittura lampade a infrarossi. Un sistema totalmente automatizzato con timer, igrometri e termometri per permettere ad un centinaio di piantine di cannabis di svilupparsi.
In camera da letto poi, erano stati trovati stendi biancheria utilizzati per l'essicazione degli steli e delle foglie; in cucina tre freezer e due lavatrici a mano che gli servivano per l'estrazione del principio attivo dalla marijuana.

Benedetto Donghi nel periodo in cui è stato costretto a dormire in auto a Castello Brianza

Stamani l'operatore ecologico ancora in forze presso il Comune di Costa Masnaga - ma attualmente sospeso dal servizio in virtù del procedimento penale che lo riguarda - è comparso in tribunale a Lecco al cospetto del Gup Massimo Mercaldo. Accompagnato dal proprio difensore di fiducia, l'avvocato Girolamo Alfieri del foro di Como, Donghi ha scelto di avvalersi del rito abbreviato, che consente di beneficiare dello sconto di un terzo della pena.
Nella sua requisitoria il pubblico ministero Cinzia Citterio - titolare del fascicolo d'indagine - ha chiesto la condanna dell'operatore ecologico masnaghese a cinque anni e quattro mesi di reclusione, pena poco più elevata di quella effettivamente inflitta a Donghi dal dottor Mercaldo al termine di una lunga camera di consiglio.
Cinque anni di reclusione e il pagamento di una multa di 14mila euro è quanto ha sentenziato il Gup del tribunale di Lecco, tenendo conto della recidiva specifica reiterata dovuta ad una precedente condanna per il medesimo reato.
Il giudice ha altresì chiesto la trasmissione degli atti alla Procura per valutare un ulteriore episodio di cessione di stupefacente che sarebbe emerso successivamente, non contemplato quindi nel fascicolo d'indagine.
Ha invece presentato nuovamente istanza per la modifica della misura cautelare dell'obbligo di dimora oggi applicata a Donghi, l'avvocato Aliferi. Essa non gli consentirebbe infatti di mettersi alla ricerca di un altro eventuale impiego lavorativo, stante la condizione attuale che lo vede sospeso dall'incarico presso il municipio masnaghese. Solo tra qualche giorno si potrà conoscere dunque l'esito della richiesta presentata dal difensore del 45enne, tornato a vivere di recente nel proprio paese di origine, Costa Masnaga.


Costretto a lasciare l'appartamento di Castello Brianza che occupava da qualche anno in affitto, quest'estate lo stradino aveva dormito per diversi giorni all'interno della propria autovettura, posteggiata giorno e notte in Via Valmara, a pochi passi dal municipio. Una situazione di difficoltà estrema - conseguenza del provvedimento dell'obbligo di dimora e della mancanza di risorse economiche sufficienti a pagare un ulteriore canone d'affitto - superata nelle scorse settimane, quando Donghi ha potuto tornare a vivere in un piccolo appartamento di sua proprietà divenuto oggetto di una procedura esecutiva da parte del tribunale di Lecco. Una situazione abitativa temporanea concessagli dal custode dell'immobile sino alla vendita dello stesso.
Tornando invece alla sentenza pronunciata stamani dal giudice Massimo Mercaldo, l'avvocato Girolamo Alfieri ha annunciato l'intenzione di ricorrere in Appello una volta decorsi i termini per il deposito delle motivazioni.
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G.C.
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