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Oratorio di Valaperta
C’era una volta e c’è ancora
C'era una volta e c'è ancora un paesello che a noi pare tanto bello. Si chiama Valaperta anche se i giovani d'oggi, per darsi una tonalità, preferiscono chiamarlo "Openvalley", per ragioni di modernità. Il suo nome deriva probabilmente dal fatto di essere situato all'imbocco di una aperta vallata; infatti questa borgata, targata tredicesimo secolo, era citata, nei documenti dell'epoca, con voce appropriata: "Vallis aperta" e successivamente "Valle Averta". Agli inizi degli anni sessanta contava, con l'abitato di Rimoldo, abitanti seicentocinquanta e nel 1996 giunse, senza far scintille, a quota mille. La tendenza, al momento, è verso un progressivo continuo aumento, perchè questa terra, un tempo tanto amorevolmente coltivata e gelosamente preservata dai contadini e disdegnata dai cittadini, fa oggi gola a lontani e vicini ed è un territorio di graduale assalto urbanistico, pur non avendo al momento ancor perso il suo volto caratteristico. E' interessante il fatto, che può sfuggire al distratto, che Valaperta è anche un cognome: infatti i "Valaperta" erano una nobile famiglia di setaioli e di patrioti milanesi, insediatisi anche nella verde landa di Erba, dove possedevano pure una filanda. La zona di Erba era infatti tra le maggiori produttrici di seta. Inoltre, la rocca su cui sorgeva l'antico castello medioevale di Erba, andato poi distrutto e che sovrastava, al di sopra di tutto, un'ampia distesa di colline e conche lacustri, fu comprata, agli inizi del 1900, da una famiglia milanese sempre dei Valaperta, che ha costruito qui, lasciando tutti a bocca aperta, la propria villa per la residenza estiva, entro un'area verde estensiva. Non si può di certo escludere che i possedimenti dei Valaperta, che interessavano tutta la zona che va da Milano fino ad Erba, comprendessero anche il nostro paesello, che allora era un piccolo cascinale, sperso in mezzo alla fitta boscaglia. Il cognome Valaperta è tuttora presente in Lombardia, particolarmente nella bergamasca.
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