Cassago vuole davvero uscire dal Consorzio Villa Greppi? Se è così, si può sapere per quale ragione?


"Non è che la gente la cultura se la mangia": è la frase attribuita all'allora ministro delle Finanze Tremonti. L'avrebbe detta in CdM al collega Bondi (Beni Culturali), spazientito per una richiesta di fondi. Ma era il 2010, Tremonti (assai di recente) l'ha smentita, bisognerebbe accedere ai verbali, e comunque c'era il IV Governo Berlusconi, ere geologiche fa. L'avrà detta davvero? Vai a sapere.
Certo quella frase infelice è tornata in mente a chi scrive sabato, mentre bevendo il caffè stava leggendo un po' di stampa locale ed è saltato (sempre chi scrive) sulla sedia davanti a un articolo in cui era ventilata l'intenzione del Comune di Cassago di uscire dal Consorzio Brianteo Villa Greppi. Articolo quantomai netto: la Sindaca Marabese "ha palesato in maniera esplicita i propri dubbi rispetto alla permanenza del proprio Comune in Villa Greppi" perché, lo chiarisce sempre l'articolo, "le proposte culturali dell'ente sono quasi tutte di livello alto e dunque non per tutti".
Beh, questa è buona: bisognerebbe dunque che le iniziative fossero "basse"? Oh, magari sì, è vero, magari quelli parlano solo di meccanica quantistica e incisioni rupestri nella Cina del V secolo a.C.; a me interesserebbero anche quelle, ma meglio andare a verificare: in fondo basta poco e con internet lo si può fare in tempo reale.
Fatelo anche voi: vedrete che tra le iniziative ci sono film (non muti o sottotitolati in bulgaro, film di ottimo successo) concerti, mostre, libri (non di gente sconosciuta: da Gadda a Montale a Svevo a Manzoni, per dirne solo quattro) Memoria (con la maiuscola) approfondimenti di storia locale, artisti e scrittori ospiti (anche di gran nome) e soprattutto la Brianza, perché al Consorzio parlano di Brianza in tutte - ma proprio tutte - le salse, da quelle più impegnate a quelle più leggere, toccando paesaggi rurali, filande, ville, antiche industrie, chiese e cappelle: ma la Sindaca Marabese e la sua maggioranza non dovrebbero forse essere quelli che "il territorio, il territorio, il territorio"? Mah.
Anche perché, scusate: la Brianza è un territorio "ricco", e non è una mera questione di soldi. È ricco di energie, di intraprendenza, di vitalità imprenditoriale e di voglia tanto di costruire quanto di lavorare: si merita forse qualcosa di meno che "alto"? Si merita cose "basse"? Sul serio la nostra Sindaca considera la gente brianzola "non all'altezza"?
E poi, ci sia consentito: la Sindaca di Cassago non è forse la stessa che porta come un fiore all'occhiello della nostra comunità, e giustamente, le iniziative dell'Associazione Sant'Agostino? Perché certo non si può dire che gli approfondimenti culturali del meritorio gruppo presieduto dal Prof. Beretta siano di "livello basso", e dunque "per tutti". Oppure le cose difficili (o presunte tali) lì vanno bene, ma con Villa Greppi no?
In definitiva, a stupire di più è una frase della Sindaca messa tra virgolette nell'articolo e dunque - si ritiene - letterale, quella in cui dice che "Nel mio gruppo di maggioranza c'è chi non è soddisfatto dell'attività del Consorzio" perché, vedete, sempre chi scrive a qualche "attività del Consorzio" ci va e... beh, esponenti della maggioranza che amministra Cassago non ricorda mica di averne visti poi tanti, o poi tanto spesso, se non per le iniziative realizzate nel nostro paese e dunque scelte proprio da Marabese e dalla sua Giunta (e sia dato, qui, a Monica Conti il merito che indubbiamente ha avuto).
Quindi, alla maggioranza cassaghese chiederemmo tre cose. Uno: ma davvero non solo non volete implementare la nostra presenza nel Consorzio, ma addirittura uscirne? Due: ma sul serio la ragione è questa, che la cultura sarebbe troppo... culturale? Tre: ma non è che se l'intenzione è veramente questa, ne direste ai cittadini, per favore, le vere ragioni? Farebbe piacere aver risposta.
Progetto Cassago Democratica
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