Cesana: introduce l’Irpef e la minoranza lascia il consiglio

L’amministrazione comunale di Cesana Brianza introduce l’addizionale Irpef che viene contestata dal gruppo di minoranza. Nella seduta di sabato 23 dicembre è stata approvata l’istituzione e l’approvazione del regolamento comunale per la disciplina dell’addizionale comunale all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef): Cesana era uno dei pochi comuni della provincia di Lecco a non aver ancora introdotto questa forma di tassazione. 

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Il minuto di silenzio in aula

Dopo aver osservato un minuto di silenzio per ricordare il giovane Simone Negri, mancato a 23 anni in un incidente stradale a Eupilio, si è aperto il consiglio con le prima delibera, riguardante la nomina del revisore dei conti: per il biennio 2024-2026, secondo l’estrazione effettuata in Prefettura, assumerà l’incarico il dottor Michele Pavone. Votato questo punto all’unanimità, ha preso la parola la consigliera di opposizione Silvia Galli. “Abbiamo ripetutamente chiesto di non indire i consigli al sabato mattina e infatti in prima battuta avevo detto che non ci sarei stata, a maggior ragione in una giornata particolare come quella di oggi. Tuttavia, guardando l’ordine del giorno, abbiamo ritenuto importante esserci e annullare i nostri impegni. Non ci fermeremo però per tutta la seduta: faremo la nostra dichiarazione e ce ne andremo”.

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I consiglieri di minoranza

Il collega di minoranza Piergiuseppe Castelnuovo è andato al sodo: “Ci riferiamo all’addizionale Irpef, che il comune mette per la prima volta. Abbiamo sempre parlato di un bilancio molto rigido: quando il comune iscrive decine di immobili tra le proprietà, qualche alienazione deve essere fatta. Devono essere messi sotto controllo gli immobili, come villa Borroni, dove c’è una passività che verrà sanata negli anni. Bisognava presentare un piano di riferimento dei costi. Nonostante il bilancio 1.200.000 euro, solo 7-800.000 euro sono  disponibili”.

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Primo da sinistra l'assessore al bilancio Carlo Valsecchi

A questo punto i componenti del gruppo di minoranza si sono alzati e, per protesta, hanno lasciato l’aula. Si stavano già allontanando dalla loro postazione mentre il sindaco Luisa Airoldi replicava alle parole, invitandoli a fermarsi “ad ascoltare le motivazioni dell’introduzione dell’Irpef, se ci tenete al vostro comune”. L’assessore al bilancio Carlo Valsecchi ha poi ricordato le parole espresse dalla minoranza nel consiglio del 2019: “Silvia Galli diceva che prima o poi saremmo stati costretti a mettere l’Irpef. Il fatto che attacchino e non accettino di ascoltare la replica, deontologicamente non è corretto”. 

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Al centro il sindaco Luisa Airoldi

L’assessore è in seguito entrato nel merito dell’argomento in trattazione, parlando di “una tassa aggiuntiva all’imposta sul reddito che contribuisce al finanziamento diretto degli investimento locale e svolge un ruolo cruciale nei comuni per fornire servizi. L’Irpef non è solo una misura fiscale, ma una fonte di finanziamento vitale per contribuire al benessere della comunità. Il costo della vita è aumentato, mentre le entrate pro capite sono rimaste invariate. L’Irpef include tutto: mensa scolastica, trasporto scolastico, asfaltature. Servizi che, se lasciati in carico alla collettività, difficilmente ciascuna famiglia può coprire con il proprio reddito”. L’assessore ha quindi elencato tutti gli aumenti a cui, in un solo anno, l’amministrazione ha dovuto fare fronte tra energia, incrementi Istat per gli appalti dei servizi sociali, assistenza minori, contributi ai fragili, trasporto scolastico e mancata copertura dello stato per coprire le spese delle utenze. L’incremento complessivo di spesa è di 167.000 euro. “La legge di bilancio statale dice che non è più possibile usare l’avanzo di amministrazione al bilancio per supplire agli incrementi di spesa - ha spiegato l’assessore Valsecchi - Abbiamo compiuto una valutazione e tutte le spese si sono mantenute invariate. Una parte dei costi l’assorbiamo con politiche di risparmio ma gli aumenti non sono più sostenibili con il risparmio. L’Irpef ci permette di finanziare servizi che migliorano la vita di noi cittadini e la sua introduzione non è dovuta a un lavoro di mala gestione sul bilancio. Come amministrazione siamo consapevoli che la parola tassazione può sollevare domande e per questo sollecitiamo a una partecipazione attiva nel processo decisionale, come quella che oggi non c’è stata. Tutti noi abbiamo diritto di comprendere come le tasse contribuiscono al benessere della comunità. L’Irpef non è solo un onere fiscale, ma un investimento collettivo per il presente, ma soprattutto il futuro nostro e dei nostri figli”.

Il sindaco Luisa Airoldi ha aggiunto: “É stata una decisione molto importante e la nostra è un’amministrazione coraggiosa. Abbiamo deciso l’introduzione dell’Irpef all’unanimità come gruppo, discutendo profondamente. Riteniamo che, a differenza delle persone che si alzano senza discutere, siamo persone coraggiose che sanno fare il loro lavoro e prendere decisioni. Loro (il gruppo di minoranza, ndr) sanno dare solo giudizi senza interessarsi profondamente alla vita comunale. Questo coraggio dimostra che siamo uniti e vogliamo mantenere gli obiettivi. Se abbiamo resistito senza mettere l’Irpef fino a oggi è perché ci abbiamo messo impegno: non significa che non abbiamo saputo gestire il bilancio. Le dichiarazioni della minoranza sul nostro bilancio passivo sono infondate. Dai consiglieri di opposizione sono state proposte soluzioni che la legge non prevede. Quando ho fatto domande sulle proposte, non sono stati in grado di chiarire e questo significa che le loro idee non sono chiare”. 

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I banchi vuoti della minoranza

A partire dal 1 gennaio 2024 verrà calcolata l’imposta sul reddito che entrerà effettivamente in vigore nell’annualità 2025. L’amministrazione ha deciso di applicare l’aliquota fissa allo 0,35% con l’esenzione per redditi sotto 15.000 euro. L’imposta inciderà per 4 euro al mese per redditi sopra 15.001 euro. 6,73 euro per redditi sopra 25.000 euro e 13,46 euro per redditi che superano i 50.000 euro.
M.Mau.
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