Scritto Domenica 30 maggio 2021 alle 08:58

Oggiono: il cuscino anti stress e postura ideato da un team di studenti al Bachelet

Il FantaPillow si è aggiudicato il primo premio al concorso "Innovazione - Idea Impresa", promosso dalla Camera di Commercio di Como e Lecco e rivolto agli studenti che sviluppano idee innovative. A realizzarlo è stato un gruppo composto da sei studenti della classe terza Sia (sistemi informatici aziendali) dell'istituto Bachelet di Oggiono che hanno seguito il laboratorio di economia aziendale e informatica sotto la guida della professoressa Giusy Vezio, docente tecnico pratico di informatica. Il team di lavoro "FantaSIA" è costituito da Ramon Colombo, Antonio L'altrella, Alessandro Pirola, Fabiola Riva, Luca Tornaghi e Giulia Viganò.

I ragazzi, facendo tesoro dell'esperienza pandemica che li ha visti costretti a seguire le lezioni da casa rimanendo per tante ore davanti al cmputer, hanno pensato a un cuscino in grado di favorire una seduta differente rispetto ai prodotti già in commercio, combattendo lo stress e l'insorgenza di problemi postulai. "L'idea è nata interamente dai ragazzi che hanno pensato alle difficoltà avute con la didattica a distanza (Dad) - spiega la docente - Hanno pensato che sarebbe stato utile creare un cuscino per affrontare lo Smart Working e la Dad in maniera più funzionale, visto che entrambi continueranno in qualche modo a far parte delle nostre vite. Man mano che hanno portato avanti il progetto, hanno individuato altri target". L'utilizzo è infatti pensato anche per altre categorie, come autisti di piccoli e grandi mezzi o persone in carrozzina.
Il prodotto, pensato per i dolori alla colonna vertebrale e per lo stress da lavoro correlato, è progettato a forma di ferro di cavallo: garantendo il supporto alla schiena, permette di tenere sollevato il coccige durante la seduta. È costituto da quattro materiali differenti (memory forma, gel, gommapiuma e lattice) per fare in modo che siano garantiti supporto alla muscolatura, freschezza al tatto, agevolazione della circolazione sanguigna, facilità di pulizia e igiene. Le dimensioni sono ridotte (45x7x35 cm) mentre una batteria al litio integrata consente la trasportabilità. Sono presenti sensori capacitivi, mentre un'applicazione per smartphone consente di monitorarne l'utilizzo. Il prezzo di vendita, secondo le stime del progetto, potrebbe aggirarsi intorno a 130 euro.

"Abbiamo iniziato il progetto da aprile con un carico di lavoro elevato - prosegue la docente - Hanno capito che era un bel progetto serio e oltre a lavorare a scuola, si sono impegnati anche a casa. Abbiamo discusso e ci siamo confrontati su quello che hanno sperimentato durante gli scorsi mesi e hanno persino portato avanti un'indagine di mercato per capire se simili prodotti erano già presenti sul mercato. Hanno anche fatto un lavoro di analisi dei materiali, impegnandosi in qualcosa di non semplice. Hanno toccato con mano la parte di laboratorio e sono stati coinvolti: hanno usato abilità che a scuola non sempre emergono". Dopo la premiazione, i ragazzi erano felicissimi, ma anche la docente è molto soddisfatta del lavoro: "Sono stati molto bravi perché hanno trovato un buon equilibrio per lavorare e poi sono andati a fondo nell'idea. Avevo già detto loro che, al di là dell'esito del premio, ero contenta di come hanno affrontato il lavoro e di come si sono messi in gioco: hanno accettato la sfida e hanno risposto bene".

La dirigente scolastica Anna Panzeri ha espresso viva soddisfazione per il successo della proposta: "Sono ovviamente soddisfatta del riconoscimento, ma soprattutto dell'opportunità offerta agli studenti di misurarsi in un project work mettendo in campo conoscenze e competenze acquisite in classe. Nonostante le difficoltà di questo anno scolastico, con l'alternanza di lezioni in presenza e a distanza, hanno saputo collaborare e coordinarsi come un vero team".
M.Mau.
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