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Scritto Sabato 24 giugno 2017 alle 18:37

Lario Reti in 'A2A': ma i sindaci dei comuni soci sanno che fanno i vertici della Holding?

Mentre i vertici di Lario reti stanno definendo il maxi accordo per unirsi alla municipalizzata quotata in Borsa A2A sul tema interviene il consigliere regionale Mauro Piazza che attacca frontalmente il PD.



Il consigliere Mauro Piazza
Lario Reti Holding è interessata da scelte di carattere straordinario in merito ad ipotesi di alleanze, fusioni e/o cessioni di asset nell'ambito di un accordo che vede coinvolte altre società pubbliche di servizi del nord della Lombardia, il tutto sotto la regia di A2A. Un passaggio estremamente critico per i Comuni soci del nostro territorio, che debbono prestare la massima attenzione affinché il solido e fruttuoso patrimonio costruito in questi decenni non vada disperso o anche solo diminuito.

In questo quadro così delicato il Partito Democratico - o per meglio dire qualche modesto "capataz" in cerca di ruolo post parlamentare - ha evidenziato una conduzione padronale e settaria dell'azienda, intesa come affare di taluni anziché di tutti: ha infatti provveduto a nominare l'organismo di revisione contabile mettendoci come presidente un commercialista chiaramente e storicamente riconducibile alla sua parte politica (persona sulla quale non nutro alcun dubbio circa l'altissima professionalità, tanto quanto non dubito in merito alla sua appartenenza). A nulla sono valse le richieste di qualche Sindaco circa la possibilità di un rinvio, anche in ordine ad un minimo di galateo istituzionale nei confronti di alcuni Comuni comaschi interessati al voto in queste ore. Nisba. Si intuisce come ci sia fretta di avere saldamente in mano tutto, specie i luoghi deputati al controllo, in vista delle prossime decisioni. E tutto è saldamente in mano: un consiglio di amministrazione a prevalente trazione PD, la presidenza del Comitato dei Sindaci e ora, dulcis in fundo, il Collegio dei Revisori. E tutto sta, in prospettiva, sotto le stelle di A2A, straordinaria azienda i cui maggiori soci sono due comuni del PD (Milano e Brescia). En plein, verrebbe da dire, se sul tavolo vi fossero le fiches e non i soldi dei cittadini.

Credo che, in vista di passaggi così complessi e dove ci sono in gioco importi così rilevanti, sarebbe stato meglio per tutti, specie per i Sindaci soci (e quindi per i cittadini), poter contare su un organismo di verifica e di controllo con i crismi dell'assoluta imparzialità politica e, quindi, ben oltre la consolidata - e per me sacrosanta - prassi che nel Lecchese ha sempre visto un'alternanza politica tra organo di governo (cda) e organo di controllo (revisori). Questa situazione necessitava uno sforzo più ampio: e non ci sarebbe voluto molto a chiedere una rosa di nomi all'Ordine dei commercialisti lecchesi e scegliere tra essi ovvero cercare una figura anche fuori provincia con l'ausilio di qualche società di revisione specializzata.

Questo scelta, un po' arrogante e un po' scarsa, richiede ora un supplemento di attenzione. Richiede un supplemento di attenzione da parte dei Sindaci volonterosi, e da parte di tutti, nei confronti dell'operazione con A2A che richiamavo all'inizio. Affinché sia una scelta in favore del nostro territorio, dei Comuni, della qualità dei servizi erogati ai cittadini. E non in favore di una parte politica. Richiede un supplemento di analisi su un'operazione che, a mio giudizio, è colma di criticità e ombre.

Qualche punto su cui torneremo nei prossimi mesi.

L'accordo è in fase molto avanzata, quasi di closing. Il presidente di A2A Valotti ha parlato due giorni fa di accelerazione e di dead line per il 31 luglio. Da noi, mi pare, si conosce poco, troppo poco. Alzi la mano il Sindaco che, magari interpellato da un suo cittadino, saprebbe dare oggi qualche elemento di quelli che da mesi stanno girando sui tavoli dei piani alti. Sarebbe spiacevole mettere i primi cittadini davanti ad un progetto già definito e dare loro pochi giorni per valutarlo, un po' sullo stile "nomina revisori dei conti".

Le trattative relative a questo accordo sono oggi condotte dal vice presidente di LRH Canzi. Tuttavia, lo stesso, se fosse formalmente in possesso delle specifiche deleghe per queste operazioni straordinarie, ricadrebbe nella stessa condizione di illegittimità segnalata da Anac per il presidente Cavalier, essendo egli stato amministratore pubblico prima della sua nomina in LRH.

La nuova società che si andrebbe a creare con A2A potrebbe avere un profilo di erogazione dei servizi molto confuso (alcune società conferirebbero servizi - come la raccolta dei rifiuti - che nel Lecchese facciamo già con una società distinta da LRH): un minestrone di competenze e duplicazioni che sarebbe davvero utile al nostro territorio?

Ancora: un'operazione straordinaria di questa portata aprirebbe lo scenario per alcuni soci di esercitare la facoltà di recesso?

E per finire: a seconda di come finiranno le elezioni comunali di domenica 25 giugno, cosa diranno le nuove amministrazioni di Monza e di Como in merito a questo progetto qualora cambiassero le attuali maggioranze?

Tanti sono i temi da affrontare nel dettaglio e con la massima prudenza, considerando anche la grande attenzione delle autorità competenti (una simile operazione nel sud della Lombardia ha subìto una solenne bocciatura formale) e delle magistrature contabili. Sarebbe stato meglio affrontare questo tema in un clima di massima neutralità, senza forzature e occupazioni, e lo dico con la sincerità di chi ha sempre cercato - al di là delle appartenenze - di far prevalere uno spirito costruttivo e di responsabilità nei confronti delle società pubbliche che, ne sono convinto, restano un orgoglio del nostro territorio.

Mauro Piazza

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