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Scritto Domenica 29 ottobre 2017 alle 18:57

Dolzago: Nicole Orlando racconta quanto è bella la diversità. ''Non bisogna mollare mai''

L'associazione dolzaghese "Il Girasole" ha saputo valorizzare la bellezza della diversità presentando alla cittadinanza due ragazze, decisamente al di fuori dall'ordinario, per raccontare le loro rispettive esperienze: l'una nel mondo dello sport, l'altra in quello della fede.

Nicole Orlando tra l'assessore Beatrice Civillini e il sindaco Paolo Lanfranchi

Entrambe le protagoniste sono affette da sindrome di down, diffusa condizione genetica caratterizzata dalla presenza, in chi ne è affetto, di un cromosoma in più rispetto alla maggior parte delle persone. Questa alterazione si è però rivelata un nulla rispetto alle potenzialità di Nicole Orlando, ventitreenne piemontese, attualmente detentrice di alcuni record nell'atletica.

Al microfono Cristina Acquistapace

Fin da piccola l'amore per lo sport l'ha contraddistinta ed è proprio per questa ragione che mamma Roberta e papà Giovambattista l'hanno affidata alla guida di Anna Miglietta, medaglia di bronzo ai mondiali del 1971 di ginnastica ritmica a Cuba. La ginnastica è stato il primo approccio insieme al nuoto - disciplina che ancor oggi la ragazza pratica tre volte a settimana - a seguire Nicole si è cimentata in quelli che attualmente sono i suoi cavalli di battaglia: 100 e 200 metri, lancio del giavellotto, salto in lungo e triathlon.


Tra le innumerevoli gare e le medaglie vinte, Nicole ricorda con emozione i mondiali del 2015 a Bloemfontein in Sudafrica. "Quando sono salita sul podio ho dedicato la vittoria alla mia nonna che mi manca tanto" ha detto la giovane.

A destra Pierluigi Manzoni, presidente de ''Il Girasole''

Ed è proprio in occasione di questa competizione che il volto di Nicole iniziava ad essere conosciuto in Italia - diffuso anche dall'ex premier Matteo Renzi sui canali social - al punto tale da portare programmi televisivi, testate giornalistiche e perfino Papa Francesco a chiedere di poterla conoscere.
Lasciata la parola al pubblico, la prima a porre una domanda a Nicole è stata l'altra ospite, Cristina Acquistapace interessata a comprendere il titolo ed il contenuto del libro che vede la ventitrenne atleta, protagonista. "L'ho intitolato ‘Vietato dire non ce la faccio' perché è il mio motto - ha spiegato Nicole - non bisogna mai mollare nella vita!".


Al di fuori dello sport la campionessa è una ragazza come tante: si dedica alla cura della casa quando i genitori lavorano ed ama trascorrere il tempo in compagnia dei fratelli. Non nasconde di voler lavorare con i bambini in futuro.
Tra le emozioni della giovane e gli applausi del pubblico la parola è stata ceduta nuovamente a Cristina che ha ripercorso il suo cammino di vita. Dalla felice infanzia e dalla serena adolescenza, la quarantacinquenne valtellinese ha riportato pensieri profondi ed insegnamenti di vita. "Per fortuna non sono come Nicole - ha esordito - se il mondo fosse pieno di persone tutte uguali, tutte con gli stessi talenti e tutte con le stesse capacità sarebbe una noia. Viva la diversità!".


A 19 anni, dopo un corso in Croce Rossa, Cristina è partita alla volta dell'Africa e lì è stata - come lei stessa ha raccontato - "raggiunta dal Signore", visto negli occhi di una bambina. Dalla vocazione, è partita per Assisi con la parrocchia del paese ed al ritorno ha annunciato alla famiglia la volontà di consacrarsi, obiettivo poi raggiunto nel 2006.


Lo spazio conclusivo è stato dedicato alle mamme, donne presentate come pilastri portanti della vita di ogni giovane. In particolare la madre di Cristina ha raccontato la propria esperienza di genitore con figlio down negli anni '70. "Mio marito lavorava in un centro per disabili e io mi chiedevo spesso per quale ragione i ragazzi con la sindrome di down fossero lasciati in quella struttura da soli, con visite 2 o 3 volte all'anno. Venendo a contatto con quel mondo mi ero detta: se mai dovessi avere un figlio down, stravolgerei tutto questo sistema".


Il pomeriggio si è concluso con un aperitivo all'interno della palestra comunale e con i ringraziamenti del numeroso pubblico presente, a Nicole e Cristina, per il loro esempio.
Angelica Badoni
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