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Scritto Mercoledì 17 ottobre 2018 alle 17:41

Dolzago: assolto l'unico candidato della lista di Lanfranchi ancora a processo per un presunto volantino diffamatorio

Il tribunale di Lecco
Assolto perchè il fatto non sussiste. La sentenza pronunciata alle ore 16 di quest'oggi dal giudice monocratico del tribunale di Lecco Enrico Manzi, ha messo la parola fine alla vicenda giudiziaria scaturita dal volantino diffuso nel maggio 2014 a poche ore dalla chiusura della campagna elettorale per la corsa alla conquista del Comune di Dolzago.
Era stato infatti il candidato sindaco Piergiorgio Panzeri a presentare denuncia-querela nei confronti di tutti i componenti di una delle due liste avversarie, Impegno Comune per Dolzago (guidata dal rivale, nonchè attuale sindaco in carica Paolo Lanfranchi ndr) per diffamazione. Al centro delle indagini affidate alla Digos della Polizia di Lecco, sfociate poi in un fascicolo giudiziario, alcune delle dichiarazioni contenute nel volantino, ritenute da Panzeri denigratorie rispetto all'attività politica di sindaco di Dolzago condotta nel quinquennio 2004/2009.
Se la posizione della quasi totalità dei componenti della lista era stata stralciata in una delle prime udienze del procedimento - avendo concordato con la parte offesa un risarcimento del danno, con la conseguente estinzione del reato - l'istruttoria è proseguita unicamente in relazione alla posizione di Roberto Molteni, il solo ad aver preferito affrontare il dibattimento, convinto di poter dimostrare la propria estraneità ai fatti che gli venivano contestati.
Nelle precedenti udienze era stato il querelante ad esporre la propria versione dei fatti, oltre all'escussione dei testi citati da accusa e difesa, mentre questa mattina prima della chiusura del dibattimento ha voluto prendere la parola l'imputato - difeso di fiducia dall'avvocato Giuseppe Visconti - rendendo spontanee dichiarazioni. ''Non ho avuto alcun ruolo di vertice nella lista e nemmeno nella campagna elettorale, ma soltanto una posizione marginale'' ha detto Molteni, indicando nell'attuale sindaco Lanfranchi e negli assessori Beatrice Civillini e Dario Monti - già componenti dell'amministrazione del sindaco Adelio Isella, dal quale si erano poi separati alle successive elezioni - i ''trascinatori'' del gruppo. ''Il mio ingresso in lista è avvenuto nella fase finale della campagna elettorale, condividendo parte del programma del gruppo e in particolare due temi: l'ipotizzato gemellaggio con un paese di lingua tedesca, avendo io svolto l'Erasmus in Germania e il recupero dell'area ex Passerini, azienda storica di Dolzago che era recentemente fallita e che conoscevo perchè l'abitazione dei miei genitori si trova nelle vicinanze''.
Molteni ha poi negato le affermazioni rese in aula da Panzeri - costituitosi parte civile tramite l'avvocato Marcello Lorusso - secondo il quale il suo ruolo nella formazione politica sarebbe stato quello di ''leader'', avendo parlato per parecchio tempo di fronte ai cittadini-elettori durante la serata di presentazione della lista (circostanza da lui respinta a più riprese).
Venendo invece al volantino e quindi al motivo per cui insieme agli altri colleghi era stato querelato dal candidato sindaco della compagine avversaria, l'imputato ha ripetuto più volte di ''non averlo mai visto, nè ideato, nè distribuito'', ricordando che in quegli ultimi giorni di campagna elettorale era impegnato in una gravosa questione lavorativa, che non gli concedeva tempo per dedicarsi ad altro.
''Da parte di Panzeri c'è stato un accanimento eccessivo nei miei confronti: la mia posizione in questa vicenda è stata drammaticamente accentuata. In questi mesi mi sono sentito in forte imbarazzo per essere rimasto coinvolto in questo procedimento e ho dovuto sopportare tensioni morali forti'' ha aggiunto Molteni, avvocato di professione, ribandendo la propria estraneità ai fatti e motivando la scelta di andare avanti nel dibattimento, sentendosi ''nel giusto''. ''Per me è stato un dovere morale e anche verso la mia professione procedere in questo senso perchè non ho fatto nulla di sbagliato''.
Alla richiesta di assoluzione avanzata dal vice procuratore onorario Pietro Bassi - in rappresentanza della pubblica accusa - non essendo stata raggiunta a suo dire la prova sufficiente a dimostrare l'eventuale responsabilità penale dell'imputato, ha fatto seguito invece la richiesta di condanna della parte civile. Rifacendosi al contenuto a suo dire diffamatorio del volantino e alla mancata possibilità di replica concessa al suo assistito - persona stimata in paese e additata con accuse che non gli appartenevano - l'avvocato Lorusso ha chiesto la condanna di Roberto Molteni al risarcimento del danno (quantificato in 8mila euro), oltre che al pagamento di una provvisionale immediatamente eseguibile.
E' stata però accolta dal giudice Enrico Manzi - che ha fatto ritorno in aula alle ore 16 al termine della camera di consiglio - la tesi esposta dal difensore Giuseppe Visconti: assolto quindi perchè il fatto non sussiste Roberto Molteni, con le spese legali da compensare fra le parti.
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G.C.
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