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Scritto Mercoledì 31 ottobre 2018 alle 13:29

Spacciano i magrebini ma acquistano insospettabili italiani. Grazie ai sindaci per le 'sollecitazioni'

Il Questore Filippo Guglielmino e il Commissario Capo Danilo Di Laura

Non ha usato giri di parole il Questore di Lecco Filippo Guglielmino. Del resto il concetto espresso è anche piuttosto lapalissiano: la nostra provincia continua a essere interessata dal fenomeno dello spaccio non solo perché ci sono soggetti - in prevalenza magrebini - che qui hanno stabilito il loro centro di interessi ma anche e soprattutto perché qui la domanda di stupefacente è pressante, in un'ampia fetta della popolazione. Tra i mille clienti, italiani, di "Ronni" e compagni non figurano infatti solo tossicodipendenti già noti alle forze dell'ordine ma anche insospettabili professionisti e lecchesi, più o meno giovani, con il "vizietto" della coca se non - in misura minore - dell'eroina. Persone che, assunto lo stupefacente, con un quantitativo di principio attivo tale da non "mandare in botta", tornano poi alle loro attività, magari mettendosi pure al volante, con quell'apparente carica in più data dalla "polvere bianca" pagata 40 euro la dose, prezzo in linea con quello applicato mediamente sul territorio ma comprensivo della "garanzia" di essersi riforniti da venditori "affidabili" che già si sono fatti un nome in Brianza come appunto di fratelli El Kholti, così per come descritti dal Commissario Capo Di Laura, a capo della Squadra Mobile lariana, ormai specializzata nel "dare la caccia" a chi immette droga sul mercato locale. Le operazioni in questo campo, si susseguono da anni, in una perenne lotta con i mulini a vento, non cessando la richiesta e dunque con un continuo ricambio di pusher pronti a tuffarsi, anche per brevi periodi, andando e tornando dai loro Paesi d'origine, in un business fiorente. "Appare verosimile che siano gruppi di bassa manovalanza in contatto con i grossisti operanti a Milano, città che da sempre rifornisce il lecchese e la Lombardia in generale" è stato altresì precisato, rimarcando come fortunatamente, almeno nel corso di questa operazione, non si sia riscontrato, sul versante degli acquirenti, la presenza di minori, come invece emerso lo scorso anno nell'ambito dell'inchiesta etichettata col nome "Ferriera", sempre finalizzata dalla "bonifica" di un'ulteriore piazza di spaccio, a due passi dal centro di Lecco, avente però un "giro" diverso, con ragazzini pronti a metter mano al portafogli per assumere poi marijuana. Ricordando dunque come si stima che il 50% della popolazione faccia uso o comunque abbia provato nella propria vita dello stupefacente, il Questore non ha mancato di evidenziare come ci sia droga e droga, elogiando il "pregevole lavoro" svolto dai 20 investigatori della Squadra Mobile che tra il 2016 e la primavera scorso hanno lavorato per arrivare alle 9 ordinanze di custodia cautelare autorizzate dal GIP, dimostrando "impegno, perseveranza e tenacia". "Vorrei cogliere l'occasione per ringraziare anche i sindaci dei comuni interessati: nei mesi scorsi avevano chiesto un incontro con il Prefetto lamentando la recrudescenza del fenomeno dello spaccio. Pensiamo di aver dato oggi loro una risposta, una risposta che non poteva essere immediata visto il modus operandi dei soggetti coinvolti che ha richiesto mesi di lavoro, una risposta che ad ottobre è però arrivata. L'allarme lanciato era fondato, è stato recepito, andando fino in fondo".

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