Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 204.849.559
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
ozono
Valore limite: 180 µg/mc
indice del 29/06/19

Lecco: V.Sora: 169 µg/mc
Merate: 172 µg/mc
Valmadrera: 172 µg/mc
Colico: 135 µg/mc
Moggio: 191 µg/mc
Scritto Martedì 27 novembre 2018 alle 09:44

In regione si scelgono i top manager della sanità. Ma sull’imparzialità della selezione qualche dubbio permane

Gerolamo Corno alla presidenza di Faresalute è una garanzia. Cominciamo le due note sulla sanità con questa ottima notizia. Se aggiungiamo che il vice è un mastino come Marco Panzeri e il direttore scientifico resta l'anima dell'associazione di volontariato Carla Magni possiamo concludere che finalmente sì, Faresalute è ora al sicuro da sospette manovre atte a ridimensionarne l'attività. Manca la nomina del presidente di Retesalute che è nella penna di molti, ma non di tutti, per poi tirare un sospiro di sollievo sullo sviluppo futuro anche della nostra Azienda speciale pubblica che si occupa oggi di servizi alla persona e domani anche di integrare la propria attività con quella sanitaria.

Meno buone, invece le notizie, meglio le indiscrezioni che arrivano da Milano. La Commissione di esperti incaricata di selezionare 100 manager dei 250 curricula presentati da altrettanti direttori generali, amministrativi, sanitari e sociali e aspiranti tali ha quasi concluso i colloqui. Dalla prossima settimana e entro il 10 dicembre i tre saggi - Luigi Macchi, storico numero due della Sanità lombarda al fianco di Carlo Lucchina, tra il 2010 e il 2015 nonché ex direttore generale del Policlinico in rappresentanza della Regione, Cristina Masella, ingegnere gestionale e docente del Politecnico per le Istituzioni Scientifiche e Massimo Tarantino, esperto in consulenza e formazione già nelle commissioni di valutazione di altre Regioni italiane (Veneto, Liguria, Sardegna, Molise, Calabria, Puglia) per conto dell'Agenas - presenteranno la short list alla Giunta Lombarda la quale dovrà scegliere 37 nomi (non si rinnovano i vertici di Areu e Ats Valpadana) da mettere a capo dell'Aziende Socio-Sanitarie Territoriali (Asst) e delle Agenzie di Tutela della Salute (Ats) per i prossimi cinque anni.

La scelta dei colloqui anziché dei test/quiz come nel 2015 è già stata contestata da una parte del Consiglio regionale e un emendamento delle opposizioni rimetterà in campo i test anonimi per la prossima tornata. Effettivamente l'esito di un colloquio è per sua natura discrezionale nell'ambito di una valutazione di merito. Il candidato è di fronte, quindi salta il concetto di valutazione nell'anonimato, con tutto il suo bagaglio di conoscenze dirette e indirette. Però anche il quiz proposto in passato non è indenne da critiche anche perché implicava un uso ottimale del pc e risposte fulminanti più da ''Avanti un altro'' che da esame di un soggetto da mettere a capo di aziende con migliaia di dipendenti e centinaia di milioni di fatturato. Peraltro il colloquio può prevedere domande non in linea con la preparazione del candidato. Ci spieghiamo: domandando a un dirigente amministrativo approfondimenti sulle broncoscopie qualche problema si pone così come chiedere a un dirigente sanitario, un chirurgo per esempio, il significato di ratei e risconti è quanto meno improprio.

La terza via potrebbe essere un doppio passaggio con test anonimi di preparazione generale e un colloquio con una sola domanda da sviluppare. Esempio: "Come aggregare le strutture complesse in un'area dipartimentale", con budget, utilizzo risorse umane, organizzazione del dipartimento eccetera.

Ma il tutto partendo da un dato di base: il curricula del candidato, creando indicatori di merito atti proprio a dare un peso specifico all'attività pregressa e ai ruoli rivestiti dal candidato stesso. Un quiz si sbaglia anche per la fretta, un colloquio può essere influenzato dall'emotività, il curriculum parla con assoluta chiarezza della persona e di quanto ha fatto. Il "peso" di un curricula sezionato con efficaci indicatori di merito può valere assai più dell'esito del colloquio e dei test, diciamo 70 a 30.

E, per ultimo, gli uscenti che secondo alcune fonti dovrebbero essere tutti riconfermati per non contraddire le scelte fatte tre anni fa, andrebbero valutati in base a quanto hanno fatto per applicare concretamente la legge regionale 23/2015 che indica come tema portante l'integrazione del sociale col sanitario. In quante aree sono stati attivati i Presidi Socio-Sanitari territoriali? Come sta funzionando la presa in carico dei cronici con ciascuno il proprio Piano di Assistenza Individualizzato (PAI)? In che misura sono stati coinvolti i medici di medicina generale sia nei Presst sia nei reparti di pronto soccorso per la gestione dei codici bianchi e verdi? E i Presidi Ospedalieri territoriali (POT) sono decollati in alternativa alla chiusura dei nosocomi minori?

Ecco, forse ampliando la modalità di selezione si riduce il dubbio di una scelta "..questo sì, questo no" che pur nella serietà della Commissione, umanamente può starci. Oggi, francamente, parlare di sola selezione di merito è, a nostro parere, piuttosto difficile.
Claudio Brambilla
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco