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Scritto Sabato 12 gennaio 2019 alle 10:56

Casatenovo: il problema del male tema della serata con don Marco

Una sala affollata ha ascoltato la prima relazione di don Marco Rapelli sul problema del male organizzata giovedì sera a Villa Farina dall'Università per tutte le età, iniziando dal tema del ''mistero del male nella Bibbia''.
"La domanda iniziale, da cui si è sviluppato il discorso è stata: perché il male in generale e il dolore innocente in particolare? Nell'antichità: c'è un Dio buono, autore della vita e un Dio malvagio che manda disgrazie. I problemi iniziarono con il popolo ebraico che pian piano, nel suo percorso, è arrivato alla conoscenza e all'accettazione di un unico Dio, per cui non può essere che l'Unico Dio l'autore del bene e del male: è Sua volontà. Dio premia i buoni e manda il male come castigo per il peccato, per cui il male è una conseguenza del peccato. Il problema comincia sorgere nel momento in cui una persona si scopre senza peccato eppure subisce il male e si chiede: ma che male ho fatto per meritare questo?''.



Un paio di immagini della serata con don Marco Rapelli

Riassumere in poche righe lo sviluppo del ragionamento esposto è estremamente difficile perché si perderebbero dei passaggi essenziali. Alcuni esempi illustrano questa difficoltà. ''Resta però ancora senza risposta la domanda, perché lo scoglio non da poco da superare è quello dell'onnipotenza divina: se Dio è buono e onnipotente, cioè può tutto, perché permette il male?''.
E' stato introdotto ed analizzato il Libro di Giobbe, e tanti altri passi evangelici, con un leit-motiv di fondo. ''Al tempo di Gesù predominava la spiritualità farisaica che Gesù demolirà pezzo per pezzo e che era impostata sulla teologia del merito. L'uomo, secondo il suo comportamento, o meritava il premio da parte di Dio o meritava, per le sue colpe, il castigo. Gesù demolisce tutto questo. Il Dio di Gesù non concede il suo amore come un premio per i meriti delle persone, ma come un regalo per i loro bisogni, perché i meriti non tutti ce li possono avere mentre i bisogni ce li hanno tutti quanti. Ma soprattutto Gesù distrugge l'immagine del castigo mandato da Dio per le colpe''.
La conclusione finale di don Marco è aperta. ''Però, dopo questa analisi, il perché del male rimane un problema irrisolto. E qui deve entrare in gioco la teologia. Di per sé la domanda "perché il male" deriva da una visione secondo cui esisteva un paradiso perduto, un passato perfetto. In realtà la descrizione nel libro della Genesi della creazione non è quella di un paradiso perduto, ma la profezia di un paradiso da costruire. In sei giorni Dio fa il mondo, poi si riposa il settimo, e da ciò deriva l'osservanza del comandamento del sabato. Gesù trasgredisce questo comandamento e quando gli chiedono perché risponde: "Il padre mio lavora sempre e anche io lavoro" (Gv 5,17). Con queste parole Gesù afferma che la creazione non è un opera completata che poi gli uomini hanno guastato, ma un'opera continua. Per cui il male nel mondo, le malattie, le sofferenze, sono il segno di questa creazione che ancora non è arrivata al suo compimento. "Svegliatevi, perché la creazione stessa attende che voi vi riveliate come figli di Dio. Sappiamo bene infatti che tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto; essa non è la sola, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l'adozione a figli, la redenzione del nostro corpo" (Rm 8, 19-22).

Per chi volesse approfondire questo primo incontro, la dispensa, che è servita da traccia, è disponibile presso la segreteria UTE: segreteria@utecasatenovo.it, o richiederla direttamente a don Rapelli: drap@tiscali.it
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