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Scritto Martedì 02 aprile 2019 alle 15:47

Teleriscaldamento deve stare al centro del dibattito elettorale

A volte si dice che l'agenda del dibattito elettorale non tenga conto dei problemi reali dei cittadini ma  rischi spesso di perdersi in convenienze d'immagine, contrapposizioni aprioristiche e personalismi.

Proprio per evitare ciò anche questa tornata elettorale dovrebbe potersi concentrare su questioni rilevanti per la Collettività.

In questo senso ritengo che doverosamente ogni candidato sindaco, e le annesse forze sostenitrici, non possano ignorare la vicenda del Teleriscaldamento, in imminente fase d'avvio.

E la questione, per tutti i delicati aspetti che coinvolge, è troppo rilevante per essere liquidata con frasi  ad effetto o promesse da marinaio ne tanto meno con ambigue pubbliche esternazioni : occorre una chiara presa di posizione che consenta alle varie cittadinanze della Provincia, in particolare quelle più direttamente interessate  dalla ricaduta dei fumi dell'inceneritore di Valmadrera, di orientare il proprio consapevole voto.

Ovviamente, come ben si intuisce, questa è tutt'altro che solo una questione elettorale – ci sono associazioni e gruppi della società civile, oltre che qualche illuminato sindaco, che da anni si battono per concreti percorsi alternativi all'incenerimento, peraltro già praticati con successo in vari altri territori – ma questo passaggio del maggio 2019 può e deve rappresentare una svolta nella gestione provinciale del ciclo dei rifiuti e delle varie questioni connesse.

Ed allora le varie forze che si contrappongono, specie quelle che si autodefiniscono portatrici di un auspicabile cambiamento, si pronuncino esplicitamente e tempestivamente sul fatto di voler immediatamente fermare l'anacronistico progetto del Teleriscaldamento, che ormai appare a tutti come un semplice “escamotage” per prolungare di decenni la vita del forno inceneritore la cui riconversione secondo i canoni di una vera economia circolare andrebbe invece avviata da subito, previa un adeguato piano di fattibilità.

Peraltro esiste un vero e proprio progetto che descriva in modo adeguato le strutture del Teleriscaldamento e ne renda preventivamente valutabile l'effettiva congruità rispetto alle apparenti affermazioni  di chiusura a tempo (peraltro senza fissare una specifica data) dell'inceneritore ? Ad esempio è realmente dimostrata l'intercambiabilità strutturale tra alimentazione prodotta dalla combustione dei rifiuti (sistema “centralizzato”) e quella da altre fonti “pulite” (sistema di “prossimità”), peraltro quali ?

Una solo presunta intercambiabilità visto che fa dire pubblicamente, ad esempio, a Legambiente che i progetti che verranno presentati nelle proposte di finanza dovranno essere in grado di dimostrare di svincolarsi dalla termocombustione di rifiuti o da qualsiasi altro combustibile fossile, pena la revoca immediata della concessione allo sfruttamento del sottosuolo.

L'auspicio è quindi quello che il dibattito, da condurre tutt'altro che in modo ideologico da parte di tutti , possa consentire il formarsi di approfondite opinioni della popolazione.

In questo senso non potrà costituire un aspetto secondario la comparazione, con quello commissionato da Silea, dello studio indipendente ed autofinanziato relativo alle zone di ricaduta fumi dell'inceneritore affidato dal CLRZ (Coordinamento Lecchese Rifiuti Zero, composto da numerose realtà della società civile) ad una prestigiosa società del settore e presentato pubblicamente il 30/11/18 a Lecco.

Le cospicue differenze riscontrate, congiuntamente ad alcune preoccupanti risultanze – perlomeno doverosamente degne di approfondimento -  dello studio epidemiologico elaborato sulle mappe prodotte da Silea, non possono non far scaturire  in tutti i sindaci (attuali e futuri) dell'ampia zona circostante all'inceneritore , primi responsabili della salute pubblica dei loro cittadini, un' ineludibile esigenza di chiarezza e di rimozione di ogni qualsiasi dubbio di natura sanitaria.

Peraltro basterebbe una semplice “gita documentativa” a Treviso (consorzio “Contarina”) per verificare di persona la credibilità e praticabilità di percorsi alternativi virtuosi all'incenerimento.

Percorsi di riscontrabile convenienza anche economica per i cittadini oltre che forieri di incrementi occupazionali per i lavoratori preposti e di relativi benefici in termini di non distruzione dei materiali e soprattutto di eliminazione dei rischi per la salute.

Quindi le alternative praticabili da subito ci sono, occorre avere solo la volontà politica di avviarle senza rimandi e ambiguità !
Germano Bosisio, cittadino
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