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Scritto Mercoledì 17 aprile 2019 alle 16:30

Cassago: dopo 15 anni Paolo Amati lascia il consiglio. Un bilancio della sua esperienza

Sono diverse le novità di queste elezioni amministrative a Cassago Brianza. Sia nel centrosinistra, sia nel centrodestra: a fine maggio infatti, sulla scheda non ci sarà la lista Obiettivo Cassago Futura (già Cassago Cambia) con il suo capogruppo e ex candidato sindaco Paolo Amati che la sua scelta di fare un passo indietro ed allontanarsi dalla politica locale, l'ha annunciata ufficialmente nello scorso consiglio comunale.

Paolo Amati

-Dopo quindici anni da consigliere comunale, coerentemente sempre sui seggi dell'opposizione, come mai ha preso questa decisione?
Prevalentemente per motivi personali legati al lavoro e alla famiglia. Dopo tanti anni, una pausa credo possa anche farmi bene. Ho detto pausa perchè le passioni affievoliscono, ma di certo non si cancellano.

-Oltre agli ufficiali motivi famigliari, la sua scelta non ha proprio nulla a che fare con la nuova lista Lega-centrodestra?
Assolutamente niente. Hanno cercato di coinvolgermi, ma io non ho cambiato idea.

-Come lei, anche gli altri consiglieri di "Obiettivo Cassago futura" hanno deciso di non far parte della nuova lista. C'è qualche altro motivo alla base della mancata convergenza tra la nuova lista e il vostro gruppo?
La scelta di prendersi una pausa e di non ricandidarsi è alla base di tutto.


CARRIERA POLITICA A CASSAGO

-Per 15 anni si è impegnato nelle elezioni amministrative e poi, da sconfitto, ha portato avanti le sue idee dai banchi dell'opposizione. Quali sono i momenti che più le sono rimasti impressi nella memoria?

Sicuramente è stata un'emozione il primo consiglio comunale da new entry. Poi le varie battaglie alle elezioni e infine la scelta di candidarmi a sindaco. Sentivo la stima del gruppo ed è stato un bel momento, un po' meno essere battuto sonoramente dall'avversaria Rosaura Fumagalli. In generale però, è ogni campagna elettorale ad avermi lasciato un bel ricordo, facendomi incontrare nuove persone con cui sono scaturite anche belle amicizie.

-Quali sono state le sue "battaglie", i temi più importanti che ha cercato di portare avanti e sostenere dai banchi dell'opposizione?
Scuola, famiglia, parchi giochi e bilancio. Avrei voluto avere la dimostrazione di scelte lungimiranti su questi temi ma non è mai stato così: tutte le amministrazioni con cui ho dovuto confrontarmi in tutti questi anni pensavano solo all'immediato. Tranne per l'unica volta che c'era da pensare al futuro in cui hanno fatto la scelta peggiore per Cassago Brianza: il nuovo municipio.

-Cosa si rimprovera di non aver ottenuto, per colpa "sua" o per le chiusure della maggioranza?
Mi rimprovero di non essere riuscito ad attirare nuove persone e di non essere stato capace di far vedere quanto fosse importante avvicinarsi alla politica, anche solo per Cassago Brianza. Alla maggioranza critico invece, la sordità: non hanno mai ascoltato un nostro consiglio e hanno sempre fatto di testa loro, anche quando era evidente che le nostre proposte andassero nell'interesse dei cassaghesi.

-Secondo lei quali sono i temi su cui si dovrà impegnare di più la futura amministrazione?
Dovrà avere una programmazione e una visione della Cassago del futuro. Se le cose ordinarie sono l'ovvietà, quello che e' sempre mancato alle amministrazioni di Cassago Brianza invece, è una seria pianificazione degli obiettivi sia in termini di edilizia, visto che con un po' di coraggio si potevano concentrare scuole e servizi, che di sviluppo economico sociale. Sono convinto infatti, che il paese stia diventando sempre più un paese dormitorio ed anche il tessuto imprenditoriale non è adeguatamente monitorato e sostenuto come dovrebbe essere.

-La sua prima elezione risale al 2004. Come hai visto cambiare la scena politica locale?
Direi che non è mai cambiata veramente: fino all'ultimo strappo nella maggioranza, ci sono stati sempre i soliti nomi e personaggi. Ora invece, la scena politica è decisamente più interessante anche se i soliti nomi e i soliti personaggi ci sono ancora.

IL CONSIGLIERE PAOLO AMATI

-Nel corso dell'ultimo Consiglio Comunale, ha voluto citare la Sua famiglia e I colleghi di lista presenti e passati. Com'è nata la Sua passione per la politica? Chi ha avuto un'influenza maggiore?
Bè sicuramente ha aiutato il fatto di aver sentito parlare di politica fin dai tempi della Democrazia Cristiana, con cui mio papà è stato vicesindaco qui a Cassago Brianza. E ciò ha influito sulla capacità di stare di fronte ad un pubblico, mentre la passione di voler fare qualcosa per il mio paese ha fatto il resto. Il sostegno di tante persone, alla fine di un percorso, ha portato anche alla mia candidatura a sindaco.

-Quali sono state le sue figure politiche di riferimento? Sia a livello nazionale che locale?
Ho iniziato a frequentare il centro destra nel Popolo della Libertà: ovviamente, il mio riferimento era Silvio Berlusconi e ancora di più alcuni giovani che ruotavano attorno al centro destra (Comi, Gelmini, Nava, Piazza). Oggi invece, dopo le lotte intestine nel centrodestra della provincia, sono rimasto al margine. A livello nazionale invece, ho un'ovvia simpatia per la Lega e Fratelli d'Italia mentre sono fortemente critico nei confronti di Forza Italia per non essere stata capace di crearsi un futuro e andare oltre Berlusconi. Oggi apprezzo più chi è in grado di fare più che criticare o rimanere nell'autoreferenzialità.

CENTROSINISTRA A CASSAGO

-Da sempre si è impegnato politicamente a Cassago Brianza dove alle amministrative da anni vince il centrosinistra mentre alle politiche, solitamente, è il centrodestra a affermarsi. Come mai? Cos'è mancato nell'offerta politica, almeno a livello amministrativo, del centrodestra per cui è stato candidato in tutti questi anni?

E' la domanda con la d maiusola. Cambiare significa rischiare, cambiare significa sperimentare cio' che non si conosce. A Cassago Brianza invece, è mancata la voglia di andare oltre un sistema ben collaudato che però, alla fine, ha di fatto ingessato il paese e ha imposto una visione politica solo parziale. A mio parere invece, un'alternanza avrebbe contribuito ad esprimere una visione diversa, non solo quella del centro sinistra.

-Quest'anno è stato spettatore della divisione della lista avversaria, Progetto Cassago Democratica, che a maggio si presenterà divisa. Che opinione ti sei fatto al riguardo?
Che ci fosse qualcosa che non andava tra le file della maggioranza era evidente anche nel corso dei consigli comunali. ‘Era ora' mi viene da dire: almeno ci sarà un po' di sana competizione. Ed è una strana sensazione essere spettatore dopo tanti anni, proprio in questa occasione ma ho deciso di essere coerente con le mie scelte. Devo ammettere che tutti mi hanno chiesto di ripensarci e di valutare qualcosa di diverso. Ora vedremo cosa decideranno i cassaghesi anche se credo che il risultato sarà incerto fino alla fine.

Paolo Amati con i colleghi di minoranza M.Luisa Valnegri, Samanta Puricelli e Andrea Fumagalli

-Se il centrodestra non dovesse farcela neppure questa volta, con la divisione del centrosinistra, di chi sarebbe la responsabilità?
Anche con la divisione del centrosinistra, la sfida rimane comunque dura. Non dimentichiamoci che Cassago è un paese dove il centrodestra vince sempre alle politiche ma poi alle comunali stravince il centrosinistra. Bisognerà capire quanto i cassaghesi abbiano voglia di cambiamento e come giudicheranno le varie liste dal punto di vista delle persone impegnate in ciascuna.

Alessandro Pirovano
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