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Scritto Martedì 14 maggio 2019 alle 00:57

Cassago: affidamento in prova per Ivano Perego, fuori dal carcere da mesi

Ivano Perego in
un'immagine di repertorio
Ha ottenuto il cosiddetto ''affidamento in prova'' Ivano Perego, l'ex patron dell'azienda edile di famiglia, la Perego Strade che aveva sede a Tremoncino. Dalla scorsa settimana il cassaghese - che si trovava agli arresti domiciliari da ottobre dopo un nuovo periodo di carcerazione scattato nel febbraio dello scorso anno - è tornato in libertà, potendo così scontare la pena residua senza più restrizioni. Una possibilità che gli è stata concessa in considerazione della buona condotta tenuta in questi anni, sia in carcere, sia ai domiciliari, ovvero nelle fasi che si sono alternate durante i procedimenti penali che lo hanno visto protagonista e nei quali è stato assistito dagli avvocati Marcello Elia e Barbara Belloni del foro di Milano.
Da ottobre Ivano Perego ha ottenuto la possibilità di lavorare; il giudice aveva infatti stabilito per lui, in regime di arresti domiciliari, il permesso di poter tornare a svolgere un'occupazione.
La sua carcerazione è durata quindi meno di un anno; nel febbraio del 2018 il cassaghese era rientrato a Pescarenico non appena era diventata definitiva la condanna a due anni per la violazione della normativa sui rifiuti speciali al termine del procedimento avviato a Lecco al cospetto del giudice Enrico Manzi. Una pena che era stata messa in continuazione con i dieci anni e undici mesi sentenziati a suo carico a Milano nell'ambito dell'indagine Infinito-Tenacia, a seguito della quale Perego era finito in carcere nel luglio 2010, accusato di vari reati fra i quali il concorso esterno in associazione mafiosa.
Ma già dopo quattro anni e tre giorni di carcerazione preventiva a Perego erano stati concessi gli arresti domiciliari. Una possibilità divenuta reale a seguito della riqualificazione del capo d'imputazione, il 28 giugno 2014. In quella data infatti la Corte d'Appello di Milano aveva ridotto la sua pena di tredici mesi (la condanna in primo grado era stata infatti a 12 anni di reclusione), facendo cadere l'imputazione di associazione per delinquere di stampo mafioso, riconoscendo unicamente il concorso esterno nel reato associativo.
Con la condanna passata in giudicato, nel giugno 2015 Perego era stato tradotto di nuovo in carcere, dove era rimasto alcuni mesi, avendo ormai scontato più della metà della pena. Ci aveva fatto ritorno nel febbraio 2018, una volta diventata definitiva la condanna per i rifiuti pronunciata a Lecco. Da ottobre l'ex imprenditore - dichiaratosi sempre una vittima del sistema mafioso - è tornato a casa; il fine pena per lui è previsto entro la fine di quest'anno.
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