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Scritto Martedì 28 maggio 2019 alle 16:20

Casatenovo: contro il valore di una Persona, anche i simboli perdono

Semmai ce ne fosse ancora bisogno, Filippo Galbiati è la prova vivente - ma con lui Antonio Rusconi di Valmadrera e numerosi altri neo eletti sindaci meno noti - che nelle comunali il simbolo perde forza e appeal per dare spazio al valore della persona. Al di là della sua appartenenza. Certo ci sono momenti nella storia politica - vedi il 1994 con l'exploit di Forza Italia - dove qualunque candidato passasse per caso sarebbe stato eletto. Un po' come è accaduto a livello nazionale col Movimento 5 Stelle che ha persino faticato a trovare un numero sufficiente di candidati e quelli indicati dalla rete raccoglievano sì e no il voto dei parenti stretti.

Ma alla lunga questa cooptazione, del tutto priva di precondizioni, mostra i suoi limiti e, soprattutto sul territorio l'elettorato ci mette un amen a dimenticare questa sottospecie di imbucati di lusso.

Filippo Galbiati, esponente di centrosinistra, di grande notorietà personale e familiare, ha confermato la tesi che i cittadini apparentemente sono disinteressati alla cosa pubblica, disertano incontri, commissioni e consigli comunali, ma chiamati alla prova della delega quinquennale, danno subito dimostrazione di essere tutt'altro che sprovveduti. Da lontano, magari attraverso i giornali o il più classico passaparola - dubitiamo dei social, notori strumenti di distrazione di massa e autentiche cloache digitali - sanno valutare le persone cui debbono affidare la parte pubblica - cioè gran parte del vivere quotidiano - per i prossimi cinque anni.

Il riconfermato sindaco di Casatenovo partiva da una posizione estremamente critica: il centrodestra unito, col traino del biturbo leghista aveva appena chiuso le europee incassando 4.160 voti poco meno del 60%. Chiusa la scheda delle elezioni per il parlamento europeo, l'elettore casatese ha aperto quella comunale. Il marchio "Più Casatenovo" - versione casatese del logo ideato da Massironi a Merate nel 2014 - assieme al nome Pellegrini sindaco riportava in bella vista i simboli della Lega e di Forza Italia. Gli stessi partiti che con Fratelli d'Italia avevano convinto il 60% dei votanti casatesi. Invece no: il 52% di essi ha messo la croce su Filippo Galbiati. Nel giro di pochi istanti Marco Pellegrini - che peraltro ha ottenuto un risultato migliore rispetto al passato - ha perso all'incirca 1.400 voti. Il calcolo preciso è impossibile a causa delle numerose liste minori ma i differenziali sono chiari: il centrodestra è passato da 4.160 a 2.874 voti; il centrosinistra da 2.355 a 3.780. Di mezzo 139 voti sparsi tra formazioni civiche e di estrema destra.

Il Medico di medicina d'urgenza e pronto soccorso del Niguarda resta dunque alla guida di Casatenovo. Sicuramente una buona notizia per il territorio sia distrettuale sia provinciale. Galbiati è anche presidente della conferenza dei sindaci e, soprattutto, è un grande esperto di problematiche socio-sanitarie. E il bacino meratese-casatese con il presidio ospedaliero San Leopoldo Mandic, l'azienda speciale pubblica Retesalute che si occupa di servizi alla persona per tutti i comuni soci e FareSalute, altra eccellenza del volontariato locale che opera a livello clinico e psicologico nel settore oncologico, ha assoluto bisogno di una grande competenza che possa coordinare con i vertici dell'Ats, dell'Asst e degli altri due Enti la rete integrata di servizi nell'ambito di una continuità assistenziale che fanno del bacino stesso un esempio per tutta la Regione.

L'auspicio ora è che il neo sindaco di Merate Massimo Panzeri, come il suo predecessore, confermi l'asse con Filippo Galbiati - e non solo per quanto riguarda l'ospedale - al fine di rilanciare una più stretta collaborazione tra i comuni del distretto, a tutti i livelli: dalla viabilità ai trasporti pubblici, dalla scuola all'ambiente. Ognuno mantenga la propria municipalità. Ma i problemi comuni - e sono quasi tutti ormai - li si discutano assieme. Distinti e distanti da eventuali pressioni esterne.

La vicenda di Retesalute insegna. Qualcuno fino all'ultimo ha prestato orecchio al partito - il PD nella fattispecie - qualcun altro ai reali interessi del proprio territorio. E alla guida di questi altri c'era proprio Filippo Galbiati.

Claudio Brambilla
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