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Scritto Martedì 11 giugno 2019 alle 09:23

Dopo la scalata, il vuoto e la subalternità a Lecco. E’ tempo che i commercianti del Distretto scelgano: o autonomi o altrove

La mirabile ricostruzione della straordinaria scalata dei meratesi ai vertici di Confcommercio rievocata dal nostro Alberico Fumagalli - il Signore lo conservi a lungo e, soprattutto, gli restituisca la voglia di scrivere - ci offre l'occasione per riflettere su uno dei temi principali che la nuova Amministrazione sta affrontando: il rilancio del tessuto commerciale cittadino.
Il vice sindaco Giuseppe Procopio ha già un piano che, partendo da un miglior coordinamento con le associazioni locali, mira a redigere un calendario di manifestazioni finalizzate a richiamare più gente in città.
Una ricetta non nuova, naturalmente che può dare qualche risultato soltanto a condizione che il calendario eviti sovrapposizioni e che gli eventi siano davvero originali.
Ma la questione del commercio nel distretto 5 di Merate non riguarda solo la città ma tutti i comuni che compongono tale distretto.
E qui è inevitabile porsi la prima domanda: ma che cosa fa Confcommercio per il distretto di Merate? Praticamente nulla, al di là di gestire paghe e contributi e qualche corso di formazione, servizi facilmente reperibili sul mercato.
Confcommercio sta a Lecco e, come ogni struttura lecchese, pur avendo una sede secondaria in città, opera in maniera leccocentrica. In altre parole accade come nella sanità: il Manzoni è il presidio principe, il Mandic una subordinata.
Nel commercio è la stessa cosa. Prendiamo la rassegna "Leggermente 2019" X edizione da poco conclusa. In cartellone ci sono stati 113 eventi. Ebbene di questi 96 si sono svolti a Lecco, 3 a Mandello, 1 a Barzanò, 2 a Valmadrera, 1 a La valletta, 1 a Garbagnate Monastero, 1 a Molteno, 1 a Santa Maria Hoé, 2 a Merate, 2 a Sirone 1 a Bosisio, 1 a Olginate e 1 a Calolzio.
Se questo esempio può già rispondere alla prima domanda, del resto la totale assenza dell'associazione nel meratese è del tutto evidente, si pone la seconda: ma perché i commercianti meratesi non si organizzano diversamente dando vita ad una propria associazione autonoma o associandosi con quella di Vimercate?
La riorganizzazione per confini delle aziende socio-sanitarie locali è in corso è molto probabilmente il meratese col suo ospedale sarà unificato all'ASST di Vimercate-Desio. Diventerà l'ASST della Brianza, un territorio molto più omogeneo, mentre l'Asst di Lecco o resterà autonoma o sarà riaggregata con Como.
Perché i commercianti non dovrebbero seguire la stessa strada?
Se davvero si vuole rilanciare il commercio locale non basta attendersi manifestazioni promosse da sodalizi volontari o dal Comune. E' indispensabile che gli esercenti il commercio più giovani e dinamici si uniscano per dare vita ad un'associazione autonoma.
Ma, giusto per cominciare, eleggendo un Consiglio che sia espressione vera e dinamica dei commercianti. L'esempio della Nostra Mela che ha agito distinta e distante dall'associazione deve essere da guida ad una nuova classe dirigente.
Interpellato sulla partecipazione societaria in un'attività di stampa Luigi Perego, rieletto a marzo presidente del distretto prima ha negato di esserne al corrente poi, forse preferendo il rimbrotto dei colleghi alla figura del pollo ha spiegato che sì, qualcosa sa di questa anomala iniziativa ma che non può dire. Chissà magari pensa si tratti di una operazione sotto copertura, che sfugge ai radar del Cerved. Più esplicito invece Alberto Riva che con tono e frasario poco consono al direttore di Confcommercio ha commentato che l'associazione investe dove vuole e siccome oltre che di commercio si occupa anche di editoria ne consegue, per la proprietà transitiva che tutti gli altri giornali sono "concorrenti".
E qui sorge la terza e ultima domanda: è così? Confcommercio Lecco può decidere senza interpellare gli associati come e dove investire i quattrini che, pochi o tanti sono di tutti i soci?
Ecco il dualismo si manifesta anche in queste piccole cose; piccole ma emblematiche di come la Brianza storicamente la vera fucina di iniziative sia poi subalterna ad un capoluogo sciatto, prepotente e incapace di grandi progetti. Valgono per tutti gli esempi di Retesalute, la società che eroga i servizi alla persona e Faresalute che si occupa dei malati oncologici. Gioielli meratesi che Lecco o cerca di sabotare o tenta di fagocitare. Ma che di sicuro non riesce a imitare.
Possibile che i commercianti non siano in grado di fare altrettanto?
La storia che ci ha raccontato Chicco Fumagalli rappresenta l'esempio di come l'unità del commercio locale possa fare raggiungere grandi traguardi e conseguire indubbi benefici per tutta la categoria.
Perché non ritentare di percorrere la stessa strada o, in alternativa di rivolgersi altrove, dove poter ottenere pari dignità e trattamento?
Claudio Brambilla
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