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Scritto Domenica 23 giugno 2019 alle 15:26

Brainart: al via il piano di formazione per operatori RSA e CDI

Definire lo stato dell’arte neuroscientifico e tecnologico sui fronti di ricerca, clinica e sviluppo, e contemporaneamente favorire la nascita di nuove soluzioni di cura e accompagnamento, il tutto grazie al coinvolgimento diretto degli operatori di Residenze sanitarie assistenziali (Rsa) e Centri diurni (Cdi) del territorio. Questi gli obiettivi del piano di formazione messo a punto nell’ambito di BRAINART, il progetto Interreg Italia-Svizzera che vede come capofila il Crams di Lecco e che grazie alla partecipazione di Need Institute di Milano, Ats Brianza, Dipartimento della Sanità e della Socialità del Canton Ticino, Museo Nazionale Vincenzo Vela di Ligornetto e Fondazione Pro Senectute intende sviluppare innovative metodologie per favorire l’inclusione sociale di soggetti affetti da patologie dementigene.



Un piano che ha preso il via a giugno 2019 e che ha visto la partecipazione, gli scorsi mercoledì 12 e 19 giugno, di una quindicina di operatori Rsa provenienti da otto diverse strutture del territorio, nello specifico RSA Borsieri di Lecco, RSA IRAM Airoldi e Muzzi di Lecco, RSA Frisia di Merate, RSA OPM di Valmadrera, CDI L’Arcobaleno di Lecco, CDI Alzheimer di Monza, CDI Cascina S. Paolo di Monza e RSA Villa dei Cedri Merate. Due primi incontri di un’intera giornata, pensati per porre le basi teoriche per una successiva fase due, maggiormente operativa e in programma da settembre.
Sotto la guida e la supervisione di ATS e del responsabile scientifico Dr. Enzo Turani, i due incontri hanno visto intervenire tre relatori di provata esperienza scientifica nel campo: si tratta del neuroscienziato e ricercatore in Neuroscienza della Musica Danilo Spada, del neuropsicologo del Dipartimento di Scienze Neuroriabilitative del CCP Milano Matteo Sozzi (che ha approfondito i disturbi comportamentali legati all’Alzheimer) e dell’informatico multimediale Stefano Fumagalli (che ha parlato dei serious games, attività ludiche finalizzate a sviluppare nuove modalità riabilitative).



Un primo passo, quindi, in un più ampio progetto formativo e di sperimentazione, che attraverso la presenza di scienziati e tecnici e grazie al coinvolgimento, nei prossimi mesi, anche di operatori museali e artisti intende favorire la diffusione sul territorio italiano e svizzero – partner in BRAINART – di una metodologia di riabilitazione, stimolazione e mantenimento delle capacità cognitive di persone affette da demenza basata sulle nuove tecnologie e sull’arte.
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