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Scritto Lunedì 01 luglio 2019 alle 08:16

Mambretti: a Oggiono il centrodestra ha perso per le divisioni nella Lega. A Casatenovo la Giunta uscente era inespugnabile


Beppe Mambretti
Giuseppe Mambretti, Beppe, per tutti, cinquantenne, una vita intrecciata a filo doppio con la politica. A 15 anni milita nei giovani del Movimento Sociale Italiano, una militanza difficile e pericolosa. Un passato di assessore al comune di Lecco, un presente nelle file di Forza Italia, ma di quella Forza Italia che attraverso Giovanni Toti, governatore della Liguria, vuole cambiare. E, forse, vuole diventare adulta, staccandosi ogni giorno di più dal suo fondatore.

Dunque Mambretti conferma che la sua collocazione politica attuale è su Forza Italia, che pure non brilla né nei sondaggi né nelle urne?
"Sì, Forza Italia perché dopo un lungo peregrinare resta l'unico contenitore che raggruppa popolari liberali e riformisti, nonostante questa necessita un radicale cambio di regole al suo interno se non vuole sparire".

Quali leader ha oggi Forza Italia a livello provinciale?
"La consapevolezza di affrontare sfide e soprattutto momenti difficili ha portato due mondi ad unirsi in un'operazione quasi impensabile. Credo che questo abbia incoronato quali leader Mauro Piazza e Il coordinatore provinciale Davide Bergna, il quale in controtendenza con l'humus nazionale che sta collassando il partito ha voluto aprire e lavorare insieme ad altre persone che hanno fatto della dedizione la loro mission; ne cito due su tutti Umberto Locatelli e Matteo Manzoni che in momenti di magra ha portato alcune realtà della Valsassina sopra il 20%, facendo ritornare Forza Italia protagonista, per non parlare di successi inaspettati di nuovi dirigenti come Simone Tavola regista della conquista di Airuno o di Alessandra Hofmann neo coordinatore del casatese di FI e neo sindaco di Monticello. Mi corre l'obbligo qui di ringraziare coloro che ci hanno accolti senza egoismo in Forza Italia. E tra questi Francesco Silverj, Luigi Valsecchi, Antonio Tallarita e Oscar Arrigoni".   

In passato Forza Italia appariva dilaniata da una lotta interna con scambi di accuse e sarcasmi tra l'on. Vittoria Brambilla e l'ala composta da "azzurri" di lungo corso e di primo piano come Mauro Piazza. E' ancora così?
"Non vedo alcuna ala o alcuna frizione tranne qualche sporadico e marginale episodio di chi non ha capito che l'aria è veramente cambiata ma comunque marginale e residuale"

Nel complesso come vede il partito di Berlusconi sia sul piano nazionale sia su quello provinciale e locale?
"Sul piano nazionale il segnale che ci hanno dato gli elettori, in particolare con le elzioni europee, nonostante l'ammirevole e grande sforzo di generosità del Presidente Berlusconi, è che occorre un grande atto di responsabilità da parte di tutti. Sono reduce dall'incontro di sabato dove 700 persone in un caldo torrido si sono ritrovate sfidando anche qualche attrito di chi al cambiamento preferisce lo status quo, per ricordare ai maggiorenti ed in particolare a Silvio Berlusconi che la classe dirigente di un partito deve essere scelta in base a 3 criteri: merito, territorialità ed elezione dal basso. Purtroppo la classe dirigente finora nominata ha solo cercato di vivere di rendita della generosità del grande Capo,  quindi grazie a Toti che ha voluto lanciare un grido di allarme mettendosi per primo in discussione tale messaggio verrà ancor più amplificato nella manifestazione di sabato prossimo a Roma, dove amici,  con la tessera e non, chiederanno primarie a tutti i livelli per ricostruire questo partito dal basso verso l'alto. Perché riteniamo che questo strumento sia doveroso, in particolar modo nei confronti di quei mondi che abbiamo perso a causa di una classe dirigente che essendo nominata é diventata autoreferenziale e soprattutto crediamo sia il miglior modo di onorare la generosità e il lavoro del nostro Presidente. I "figli" meritevoli non sono coloro che giurano la falsa fedeltà al Padre per poter vivere di rendita, ma quelli che pur essendo giudicati magari ribelli si rimboccano le maniche e lavorano affinché il patrimonio di famiglia possa proliferare e non sperperato, come è avvenuto. Se questo appello non verrà ascoltato sarà purtroppo la fine. A livello locale riteniamo sia giusto, con gli stessi metodi, tonificare l'assetto che ci ha visto uniti negli ultimi mesi, con le primarie, con un congresso che veda anche l'apertura a tanti amici ed amministratori. Il gruppo valuterà inoltre incarichi e conferme per il bene del partito ".   

Avete vinto a Merate e perso a Oggiono e Casatenovo. Qual è la sua analisi su questi risultati? 
"Sono tre situazioni completamente diverse. A Merate dopo che gli amici di "Più Merate" hanno deciso di fare un passo indietro era inevitabile riprodurre un'alleanza come quella che governa la Regione e che a livello provinciale quando ha trovato persone di buona volontà ha dato ottimi successi: la Presidenza Nava lo insegna. A Oggiono l'impostazione del sindaco uscente non del tutto inclusiva ha creato reazioni umane e naturali, che hanno spaccato la Lega a livello locale e allontanato i moderati. Purtroppo la staffetta che c'è stata a Merate grazie alla nostra disponibilità non è' stata contraccambiata a Oggiono ed è accaduto quello che era prevedibile accadesse: la sconfitta. La divisione ha fatto vincere il centro sinistra. Ma guardiamo avanti e ognuno faccia tesoro degli errori. A Casatenovo l'amministrazione uscente era quasi inespugnabile. ci abbiamo provato e abbiamo 5 anni di tempo per ricostruire sia Forza Italia con chi c'è sempre stato e con chi arriverà per poter tornare ad essere protagonisti".  

A Merate, per quanto in maggioranza, Forza Italia appare subordinata alla Lega che, nella passata consigliatura era all'opposizione. Qualcosa non ha funzionato nelle trattative preelettorali?
"In parte le ho già risposto sopra. Resta il fatto che in Forza Italia non vedo una posizione minoritaria. I consiglieri di riferimento sono a favore della Lega solo per un discorso di unità e comunque a parità di preferenze. Mi spiace solamente per l'amico Ruggero Riva che a causa del posizionamento nella lista non sia riuscito ad entrare in consiglio. In giunta abbiamo applicato quel metodo che vorremmo si applicasse anche a livello nazionale. Infatti nella quota non leghista troviamo 1'esponente di un partito satellite, come vice sindaco", una 'civile' cioè più civica che di Forza Italia come Fiorenza Albani e un esponente marcatamente di partito come Alfredo Casaletto, dimostrando ancora una volta che abbiamo guardato più al merito e alla rappresentatività piuttosto che al timbro del dazio o alla marcatura della scuderia".      

A Lecco si vota il prossimo anno. Qual è il suo giudizio sulla seconda consigliatura Brivio?  
"Brivio mi appare stanco e in preda ad un congresso permanente all'interno del Pd, insidiato dalle ambizioni del capo della lista alleata, Corrado Valsecchi. La macchina comunale va completamente ricostruita e la città totalmente ripensata con progetti a lungo termine ma anche attenzione alle piccole cose. Il gazebo della piazza è la cartina di tornasole di una politica che ha fatto un passo indietro. I parcheggi chiusi durante lo shopping serale sono la dimostrazione di un'amministrazione che non funziona più. I Lecchesi ci chiedono discontinuita".  

Sono già aperti i negoziati tra partiti o al momento ognuno pensa a come predisporre una propria lista?  
"Quando ci si incontra per strada tra i vari esponenti si parla. Ma la nostra responsabilità è sempre più forte quando incontri la gente, preoccupata che non si rifacciano gli errori del passato e del passato-presente, visto anche quanto accaduto ad Oggiono. Per quel che riguarda le liste sogno anch'io oltre a quella di partito o di area una lista che io chiamo dei "senza alibi" con i rappresentanti dei corpi intermedi dell'associazionismo, dell'arte e della cultura che insistentemente chiedono un cambiamento".   

Lei preferisce un candidato della cosiddetta "società civile" per quanto di orientamento centro-destra o un candidato già attivo in politica?    
"Nell'ultima tornata elettorale sono stato onorato di rappresentare la nostra area come responsabile degli enti locali. Credo che oggi non esista più la suddivisione tra società civile e uomini di partito soprattutto nel candidarsi a ricoprire determinati incarichi. Esiste il merito al volere civile di candidarsi a guidare le nostre amministrazioni senza soldi, con pochi mezzi e poco personale".  

Se la Lega imporrà un proprio uomo in virtù dell'attuale rapporto di forze ha già in mente un candidato che potrebbe essere accettato anche da Forza Italia?  
"Imposto non c'è nessuno, proposto li valutiamo tutti".    

E' un periodo di notevole fermento sul fronte dei media. Ci sono politici molto attivi nel favorire questo o quel mezzo di comunicazione, Confcommercio addirittura è socio di un portale. Ma che cosa sta succedendo: politica e imprese sono di nuovo interessate ai media?
"Avendo pagato sulla mia pelle tanta censura sono per il finanziamento pubblico di ogni organo di informazione degno di chiamarsi tale, purché questo porti pluralità e strumento di democrazia. Mi vergogno di vivere in un paese che ha tolto i finanziamenti pubblici a Radio Radicale non fosse che per il loro ingente patrimonio storico e politico custodito in archivio. Ben venga una libera informazione e competitiva senza per questo far diventare tv private locali tv di stato e lo stesso vale per gli online e la carta stampata. Non essendo un associato a Confcommercio non deve certamente la stessa rendere conto a me". 
Claudio Brambilla
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