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Scritto Martedì 20 agosto 2019 alle 07:25

Ore 8 di martedì 20 agosto: 4 priorità per un nuovo governo!

Questo pomeriggio si saprà finalmente quale sarà lo sbocco di questa surreale crisi di governo.
Al di là del colore politico che potrà assumere la nuova compagine governativa, come cittadino mi augurerei queste 4 priorità, ben oltre la bagarre mediatica in cui siamo immersi.

Una seria lotta alle disuguaglianze
Lo sforamento del vincolo europeo del deficit del 3%
Un piano Marshall per l'Africa
Un'effettiva azione rispetto alla questione ambientale (a partire dalla gestione dei Beni Comuni)

4 aspetti tra di loro interconnessi ( più altri collegati) da una logica unitaria : l'avvio di una seria messa in discussione dei dogmatici parametri del sistema neoliberista che ci sovrasta.
Un modello di sviluppo planetario (sarebbe meglio dire di inviluppo) che non regge più rispetto alla basilare esigenza secondo cui dovrebbe essere forgiato ogni sistema socioeconomico che serva realmente l'Uomo.
Un sistema che sempre più nitidamente appare preordinatamente al servizio di pochissimi e a svantaggio di moltitudini. Un sistema che nelle sue varie articolazioni, da quello globale a quello locale, condiziona a cascata quasi tutti gli aspetti del nostro vivere quotidiano.
Si tratta per questo di cambiarne profondamente i paradigmi perché dal di dentro non è più riformabile. Basterebbe solo considerare quella che viene definita la dittatura della finanza speculativa che ha legittimato il far soldi coi soldi (e non con il lavoro) che tiene costantemente "sottoschiaffo" le sorti di interi popoli, avendone spesso soggiogato le rispettive democratiche espressioni istituzionali. O l'utilizzo bulimico delle risorse di tutti inseguendo una innaturale crescita illimitata o una inumana competitività al ribasso.

Quindi questo nostro martoriato Paese potrebbe essere un'apripista di un inizio d'implementazione di una nuova mentalità che attende solo di essere sdoganata in un'Europa che ha perso i propri principi ispiratori sociali e che potrebbe saldarsi con analoghi percorsi di altri.

Quindi ad esempio mettendo in campo una seria lotta all'evasione fiscale ma che parta dall'alto dei grandi capitali e non si scarichi strumentalmente sui piccoli produttori di reddito. La stessa cosa riguardante una selettiva patrimoniale che prelevi risorse in modo effettivamente proporzionale alle ricchezze, tutelando i ceti più bassi (Addirittura arrivano segnali di questo tipo, certamente interessati ma significativi : "da oltre 200 grandi aziende americane: stop a profitti ad ogni costo, prima i lavoratori e l'ambiente").
Una finalizzazione di quote cospicue per investimenti che producano lavoro e non si lascino intrappolare da parametri europei tutt'altro che oggettivi e riproponenti logiche d'austerità, miseramente sconfessate addirittura da chi le ha partorite.
Una messa in discussione selettiva delle congruità del debito pubblico e la sua graduale "riappropriazione" da parte dei cittadini, sottraendosi al ricatto dei "mercati", con emissioni di BOT a breve incentivati, certamente più consoni alla tutela del risparmio delle famiglie che alla speculazione operata dai cosiddetti investitori internazionali attraverso i BPT a lungo termine.
Un tentativo serio di contribuire a rimuovere le cause strutturali dei fenomeni migratori basato non solo su aiuti interessati ma su rapporti commerciali più equi per i popoli africani. Un solo dato per dimostrarne l'assoluta percorribilità reale, in presenza di effettive volontà politiche : tra il 2008 e il 2012 la Commissione europea ha approvato aiuti di Stato a favore delle banche per 4.500 miliardi di euro (malgrado in tutti gli altri settori dell'economia siano vietati per non influenzare la presunta concorrenza).
Nel campo dei segnali d'inversione strutturale dei paradigmi della gestione dei Beni Comuni basterebbe approvare la riforma della ripubblicizzazione del sistema idrico ....

Sarebbero questi alcuni esempi qualificanti nei fatti, e non nelle pure dichiarazioni di facciata, l'operato di un governo realmente votato a cambiamenti strutturali e direi di portata storica.

Germano Bosisio
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