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Scritto Sabato 21 settembre 2019 alle 10:50

Serrande giù per l'Iva al 22%. Rampin (Unasca), da autoscuole a negozi di patenti?

Serrande abbassate mercoledì mattina in molte autoscuole del lecchese e di tutta Italia, che hanno deciso di sospendere le proprie lezioni e l'ordinaria attività per protestare contro l'introduzione dell'IVA al 22% sulle patenti a partire dal 3 settembre scorso e il recupero retroattivo dell'imposta su tutti i corsi per le patenti già conseguite sino al 2014.

Le immagini della manifestazione svoltasi mercoledì mattina a Roma organizzata da Unasca e Confarca

Un cambio di regime fiscale sulle attività formative deciso dall'Agenzia delle Entrate con la Risoluzione 79 del 2 settembre scorso. Il Fisco ha infatti recepito la sentenza della Corte di Giustizia Europea del 14 marzo di quest'anno che nega che l'insegnamento delle autoscuole abbia gli stessi requisiti di scuole o università e che, perciò, debba essere sottoposto all'imponibilità IVA, chiedendo però un'integrazione delle dichiarazioni dei redditi sulle ultime cinque annualità fiscali aperte. L'esenzione IVA era in vigore dal 1972.

Mercoledì mattina UNASCA (Unione Nazionale Autoscuole e Studi di Consulenza Automobilistica) e Confarca (Confederazione Autoscuole Riunite e Consulenti Automobilistici) hanno incontrato i propri associati e non, in un confronto con esperti tributaristi e legali che si è svolto al centro congressi dell'hotel Barcelò Aran Mantegna di Roma.
A tutelare gli interessi del territorio lecchese era presente la casatese Rosanna Rampin, segretaria provinciale UNASCA. ''E' stato un incontro positivo, con almeno un migliaio di persone intervenute, fra le quali molti politici di schieramenti diversi, anche perchè la questione è davvero sentita. Tutti hanno assicurato che faranno la propria parte per affrontare questo problema, che rischia di mettere a repentaglio l'attività di tantissime autoscuole in tutta Italia'' ci ha spiegato la delegata, esternando la preoccupazione che la accomuna a tanti colleghi.

Le autoscuole si chiedono infatti come riusciranno a far fronte alla minaccia del recupero di cinque anni di IVA mai incassata. La stima, al ribasso, è di circa 110 mila euro per ciascuna delle 7 mila autoscuole attive in Italia. Con la retroattività invece saranno coinvolti quasi quattro milioni di conducenti che già hanno conseguito le patenti. Cittadini che - come ha rilevato Paolo Colangelo, presidente della Confarca - potrebbero vedersi richiedere all'improvviso l'Iva per il conseguimento del documento di guida.
Alla mattinata era presente il dottor Massimo Corsaro, commercialista e consulente UNASCA, oltre ad una serie di fiscalisti e tributaristi che si stanno interessando alla questione.

Sul fronte politico invece, oltre alle interpellanze prodotte in modo trasversale dai gruppi parlamentari nei giorni scorsi, all'incontro di mercoledì c'erano il Sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento Gianluca Castaldi, il senatore Luciano
Rosanna Rampin
D'Alfonso della Commissione Finanze e Tesoro di Palazzo Madama, l'onorevole Marco Osnato della Commissione Finanze della Camera dei deputati. E ancora, gli onorevoli Deborah Bergamini, Elena Carnevali, Diego De Lorenzis, Roberto Novelli e il Vice presidente della Camera Fabio Rampelli.
Se già nella prossima Finanziaria potrebbe essere eliminata la retroattività, per il ripristino dell'esenzione dell'IVA è necessaria una legge, con tempi che potrebbero farsi anche lunghi, mentre nel frattempo i costi per il conseguimento della patente sono destinati ad aumentare per l'utenza.
''L'IVA al 22% è troppo alta: la patente non può essere considerata un bene di lusso, al contrario ha una valenza sociale soprattutto in un territorio come il nostro nel quale avere l'auto è fondamentale'' ha aggiunto Rosanna Rampin che mercoledì mattina ha abbassato la saracinesca della propria attività, ponendo una X rossa sulla scritta ''scuola'' che campeggia sulle auto utilizzate per le lezioni di guida. ''La situazione è ancora in evoluzione, ma noi confidiamo nel lavoro del nostro segretario nazionale UNASCA Emilio Patella e della segreteria nazionale che sta lavorando 24 ore su 24. Come segreteria provinciale di Lecco abbiamo chiesto anche il parere del dottor Renato Portale, secondo il quale il principio della retroattività non può essere applicato e anche l'introduzione dell'IVA al 22% dall'inizio di settembre è contestabile'' ha concluso Rosanna Rampin.
G.C.
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