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Scritto Sabato 07 dicembre 2019 alle 18:19

Crisi aziendali: vittime e co-artefici di questo sistema economico?

Assisto in tv all'ennesimo caso di crisi aziendale, con ormai i suoi stanchi riti, le sue "comparse" divise per ruoli rigorosamente prestabiliti : ci sono i politici, gli economisti, gli intellettuali, i commentatori e le immancabili vittime del sistema "espulsivo" spesso messe lì per assicurare l'immancabile effetto pietistico strappalacrime ...
Mi ritornano alla mente i ricordi personali della chiusura, che continuo a ritenere funzionale anche se non soprattutto ad interessi immobiliari, della mia ex fabbrica, la Leuci.
Sono ormai passati anni ma come non mai riemerge ogni volta un problema di fondo che collega tutte le vicende analoghe a partire da quella dell'ex Embraco, oggetto del servizio televisivo fac-simile, che della ex Ilva e purtroppo via di seguito. Un "indicatore" trasversale che accomuna tutte le situazioni critiche del nostro sistema produttivo : la sottomissione ideologico culturale alle logiche di mercato erette ad indicatore assoluto delle nostre vite !
Logiche di mercato spesso ciniche e strumentali ad interessi di pochissimi e quindi tutt'altro che orientate all'interesse comune.
La nostra Costituzione ed i suoi principi ispiratori sono ancora lì invece ad indicare l'indispensabile "movente" di ogni attività sociale ed economica: l'interesse collettivo e l'effettiva funzione sociale, oltre che quella individuale.
Ma allora perché il legislatore e la Politica non prevedono leggi e norme specifiche di fondo per perlomeno limitare effettivamente lo strapotere del cosiddetto "libero mercato" ( mai in effetti peraltro tale) e soprattutto quello dei capitali finanziari ormai, come è noto, predominanti sull'economia reale del Lavoro ?
Continuiamo tutti a praticare "pannicelli caldi" che alimentano solo alibi ad un sistema strutturalmente iniquo e sbilanciato sullo strapotere di un' economia senza un vero volto umano.
Un sistema che con regole e paradigmi produce effetti devastanti sul piano sociale, economico, ambientale ma anche culturale perché ormai entrato in vena a tutti, grazie anche alla gran parte del "circo mediatico" a lui asservito.
A quando scrollarci di dosso questo sistema e quell' insopportabile qualifica di vittime e contemporaneamente co-artefici di esso?
Germano Bosisio
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