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Scritto Martedì 10 dicembre 2019 alle 19:20

Bosisio: Cgil chiede un incontro ai vertici de La Nostra Famiglia. ''Il lavoro dei medici è sempre più svalutato, manca attrattiva''

E' un ''grido di allarme'', come lo ha definito il segretario generale di FP Cgil Lecco, Catello Tramparulo, quello lanciato nelle scorse ore dai medici dell'Istituto Eugenio Medea di Bosisio Parini, gestito dall'associazione La Nostra Famiglia. A fronte di un lavoro di ricerca e un'offerta in campo riabilitativo tra i più eccellenti in Italia, le condizioni contrattuali dei professionisti che lavorano presso il centro di via Luigi Monza, secondo i sindacati, non sarebbero sufficientemente valorizzate. A preoccupare l'ambiente, oltretutto, ci hanno pensato le dipartite di alcuni medici e soprattutto di un primario. ''Sul polo di Bosisio parliamo di una quarantina di medici, distribuiti per la maggior parte sull'istituto di ricerca, cioè l'attività di punta che l'associazione La Nostra Famiglia gestisce'' ha spiegato Tramparulo. ''Ci rendiamo conto che abbiamo di fronte un'eccellenza a livello nazionale. Parliamo di una cosa molto seria, e proprio per questo il nostro, quello dei medici che rappresentiamo, è un vero e proprio grido di allarme. Vogliamo chiedere all'associazione di aprire in maniera costruttiva un confronto per trovare insieme delle soluzioni in particolare ad alcune problematiche''.

Tramparulo ha detto che, chiaramente, FP non si aspetta di poter risolvere le lacune contrattuali dovute ad un contratto nazionale che, per i medici privati, non viene rinnovato da 14 anni. ''Vogliamo capire, ad esempio, come vengono distribuiti i carichi di lavoro - ha proseguito - Non solo la ricerca deve andare avanti, ma deve essere sostenuta in termini economici. Di conseguenza c'è bisogno di più medici, che devono essere valorizzati nella struttura di Bosisio, se l'associazione non vuole perderli. Molti di loro negli anni, oltre ad essersi molto legati alla struttura, si sono fortemente specializzati. L'associazione, a nostro avviso, deve perciò mettere in campo delle strategie sia per attrarre nuove risorse ma anche per tenersi questi medici iper specializzati. Vogliamo dunque un confronto che tenda ad aumentare la qualità e la valorizzazione dei servizi che vengono erogati''.

Di seguito il comunicato integrale diffuso dalle sigle sindacali:
I medici della Associazione La Nostra Famiglia e dell’IRCCS E. Medea segnalano il perdurare da anni di una condizione professionale che ha visto una richiesta sempre maggiore di impegno e responsabilità a fronte di un mancato
riconoscimento non esclusivamente economico, ma anche professionale e di compartecipazione alle strategie gestionali che l’associazione intende perseguire nel breve/medio periodo.
Alla luce di un contratto nazionale scaduto da 14 anni il comparto medico si è visto aumentare i carichi di lavoro e di assistenza attiva in un contesto di sempre maggiore complessità, con affidamento di responsabilità operative aggiuntive.
La mancata sostituzione del personale dimissionario o trasferitosi, non accompagnata dalla necessaria comunicazione del significato di tale scelta, genera il legittimo dubbio di trovarsi di fronte all’obbiettivo unico di sostenibilità economica della associazione a scapito dei valori che la mission della associazione stessa ha sempre sostenuto in condivisione con l’operare quotidiano dei propri dipendenti.
La figura del medico ha un ruolo determinante nella gestione del paziente. Tale ruolo è stato progressivamente svalutato, privato di rilevanza e trattato come elemento marginale mai concretamente riconosciuto come portante forza lavoro del sistema.
In 14 anni di mancato rinnovo del contratto segnaliamo l’assenza di iniziative finalizzate ad un oggettivo riconoscimento della qualità del lavoro.
Nonostante ciò la centralità del paziente e della sua famiglia hanno avuto la priorità di intervento e salvaguardia ed è stata sino ad oggi garantita una presa in carico e in cura con il massimo della professionalità e delle energie disponibili.
A fronte di tale condizione lavorativa, peggiorata dagli ultimi eventi accaduti, chiediamo quindi all'Ente quali strategie vuole mettere in atto per garantire degli standard qualitativi elevati.
Come FP CGIL di Lecco, chiediamo all’associazione di aprire un tavolo di confronto al fine di ricercare congiuntamente e in modo costruttivo soluzioni a livello aziendale al fine di dare una risposta immediata al personale medico, è necessario rimettere al centro della discussione la valorizzazione delle professionalità e l’incentivazione delle carriere.

FP Cgil Lecco
Ovviamente lo spazio resta a disposizione per eventuali precisazioni o repliche.
A.S.
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