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Scritto Sabato 11 aprile 2020 alle 12:06

E' Pasqua e anche noi risorgeremo!

Domani è Pasqua.
Suoneranno a festa le campane ma non ne udrò l'eco. Molti, forse troppi, sono diventati sordi a quel suono che invita alla preghiera e non prestano più attenzione.
Quest'anno nessuno è per le strade. Chiuse al popolo le chiese. Pure parchi, cimiteri.
Solo i piccioni sono i liberi padroni di svolazzare e posarsi ovunque.
Quasi dispettosi passano più volte davanti alla finestra oscurandomi per un attimo il sole. Meno male che almeno lui ogni giorno imperterrito sconfigge la notte, rischiara e ci dà calore.
E' quasi sera e qui sul balcone rincorro gli ultimi raggi di sole prima che scende dietro la casa di fronte.
Sono qui da settimane chiuso in casa perché, giustamente, per legge onde evitare dei contagi, non posso uscire.
A conferma di ciò più volte la sirena della ambulanza mi scuote.
Suono che, due o tre volte la settimana, anche il mio paese convalida col tocco funesto di persone che dopo un ricovero urgente non abbiamo più visto ne' salutato e mai più non rivedremo.
C'è chi prega e spera rivolgendosi al suo Dio ma anche chi grida al cielo e dalla preghiera passa alla imprecazione che sfiora la bestemmia : "Dio dove sei Padre buono! Perché non odi il lamento di chi è nella prova; e che prova! Non tendi il Tuo braccio soccorrevole alle nostre preghiere ?!. Non vedi la colonna di camion militari che portano via troppe bare di persone, figli Tuoi e nostri fratelli, che non hanno avuto un minimo conforto di un famigliare!?
Dove sei Dio che hai provato ad essere uomo fra gli uomini, hai visto la nostra debolezza, le contraddizioni del genere umano, le chiusure delle nostre ottusità, ed hai aiutato chi si rivolgeva a te come Maestro e Medico prodigo di consolazione.
Dio vivente, luminoso in ogni sua parte, che hai vinto la storia della morte risorgendo guarda a chi si trova come su una montagna di ghiaia scivolosa sopra un baratro. Come cerca di risalire scivola in basso e inerme guarda implorante alzando le braccia al cielo
Tu che hai provato ad essere uomo fra gli uomini; Maestro e Medico prodigo ascolta il nostro mendicare un Tuo aiuto. Dacci sollievo e conforto
Conosco il silenzio inerme delle stelle e ne ammiro lo splendore ma Tu non guardare il mio puerile cristianesimo. Quel Credo che ha e deve avere ragione d'essere nonostante mi chiedono: "ma tu come fai a credere ancora? Persino il buon Samaritano soccombe!".
Mentre scrivo la nipotina mi osserva. Quasi turbata mi tira la giacca: "nonno cos'hai?". Un ipocrita sorriso è la mia risposta. "dai gioca con me" nonno. Mi inginocchio sul pavimento. So che poi farò fatica ad alzarmi. Aderisco al suo gioco facilitandone la sua vittoria. Lei è radiosa. Sono sereno nell'essere un perdente per amore.
Sorride. Sorrido anche se si vede poco perché indosso una mascherina che copre naso e bocca. Mi rialzo a fatica. Rido. Barcollo e per poco quasi cado. Fingo accentuando la scampata caduta. Si appannano gli occhiali. Un sorriso contagioso coinvolge pure figlia e genero. Tutti sorridiamo.
Il sole è tramontato. Accendo la luce ... anche questo giorno mendica la sua sera ... anche se la mia quaresima continua domani è Pasqua ! Alleluia ! Anche noi risorgeremo.
Benvenuto Perego
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