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Scritto Sabato 16 maggio 2020 alle 16:22

Concessionarie: perdite record nei due mesi del 'lockdown'. Ripresa delle vendite, ma l’auto nuova ora non è la priorità

Nel distopico mondo in cui ci ha catapultati la battaglia contro il coronavirus c'è spazio anche per il paradosso di un settore come quello dell'automobile, rimasto a tutti gli effetti ''a piedi'' negli ultimi due mesi. Decisamente poco ciò che le concessionarie hanno racimolato tra marzo e aprile, mesi considerati tra i più favorevoli - ce lo hanno raccontato gli stessi rivenditori - per il mercato alimentato da chi cambia la loro propria autovettura, oppure la moto. La situazione che descrivono i titolari è pressoché la medesima in ogni concessionaria: perdite che sfiorano una variazione percentuale quasi assoluta (ovviamente in negativo) rispetto allo stesso periodo degli anni precedenti e una ripresa che per il momento non promette nulla di buono. 

Cog. Car. Motor di Merate

''Se nei primi dieci giorni di marzo qualcosa eravamo riusciti a fare, ad aprile siamo rimasti completamente immobili'' è il commento di Silvia Colombo, titolare di Cog.Car in via Buozzi a Merate. ''Abbiamo dovuto rimandare alcune vendite e ci sono di conseguenza rimaste delle auto nuove da targare, essendosi fermata anche la motorizzazione. Ha potuto rimanere aperta soltanto l'officina, ma sono stati veramente pochi i clienti che hanno avuto bisogno. Ora che stiamo riprendendo ci siamo anche noi dovuti misurare con tutte le protezioni del caso oltre che mettere in campo un sistema di igienizzazione. Non sarà facile riprendere''.   In alcuni casi, come quello di Penati Auto (con sedi a Casatenovo, Merate, Cernusco e Arcore), la scelta di chiudere tutto ha riguardato in un primo momento anche il reparto delle riparazioni. 

''Nonostante si potesse tenere aperto, inizialmente abbiamo deciso di tenere chiusa anche l'assistenza, invitati anche dalle associazioni di categoria. Abbiamo deciso di farlo per senso civico, cercando di fare in modo che la gente non si muovesse per niente'' ha raccontato il titolare Luca Penati. ''Tempo qualche giorno abbiamo tuttavia intercettato il bisogno di alcune associazioni del soccorso di riparare le ambulanze e ci siamo messi a disposizione. A poco a poco abbiamo quindi riaperto l'officina anche per i nostri clienti e dal 4 maggio ripreso finalmente l'attività di vendita. Non c'è da nascondere che nei pochi giorni che siamo riusciti a lavorare tra aprile e maggio abbiamo raccolto giusto qualche briciola. Per la riapertura abbiamo messo in atto tutto ciò che prevede il protocollo di sicurezza diramato dal Ministero dell'Interno. Se c'è un tema delicato per noi concessionari è quello del test drive. Ancora non abbiamo compreso a fondo in che modo è possibile praticarlo. Per il momento sono stati pochi i casi di clienti che lo hanno richiesto, e lo abbiamo autorizzato solo a chi conosciamo e sappiamo essere realmente intenzionato all'acquisto. Chiaramente subito dopo il veicolo è stato interamente igienizzato. La sensazione per i prossimi mesi non è affatto positiva, ma è un mio parere personale. Recuperare ciò che si è perso a marzo e aprile sarà impossibile''.  


Laconico, ma sulla falsa riga dei colleghi che lo hanno preceduto, il titolare di Auto Moto Crippa di Barzanò. ''Dal 10 marzo al 4 maggio abbiamo sfiorato il 95% delle perdite. Non abbiamo venduto nulla e sono 15 giorni che lavoriamo per lo Stato, nel senso che ci stiamo preparando il più possibile per affrontare questa ripresa, acquistando mascherine, prodotti igienizzanti e chi più ne ha e più ne metta, anche se ho il timore che sarà comunque un bagno di sangue. Non posso però dire cosa succederà, non ho la bacchetta magica'' le parole di Gabriele Crippa.   ''Siamo rimasti chiusi anche noi circa 50 giorni e non si è potuto sviluppare nulla se non rispondere alle mail dei clienti interessati alle vetture, anche usate, che era possibile visualizzare sul portale della nostra concessionaria'' è il racconto di Enrico Redaelli, titolare del rivenditore F.lli Redaelli con sedi a Casatenovo e Sirone.  


''Non si è potuto fare molto, del resto erano bloccate anche le procedure di immatricolazione e i passaggi di proprietà. Per la riapertura ci siamo preparati per  presentare degli spazi a norma, con tutte le protezioni del caso. Esclusi i primi due giorni dove abbiamo riscontrato ancora strascichi del blocco, da metà fine settimana scorsa qualche contatto lo abbiamo avuto. Insomma, qualcosa ha incominciato a muoversi. Abbiamo purtroppo perso uno dei periodi per noi più pieni, anche per quanto riguarda l'aziendale. Le persone solitamente si muovono con anticipo per avere l'auto nuova in primavera, in previsione dell'estate. Per i test drive stiamo seguendo le indicazioni delle case automobilistiche, evitando di effettuare quelli in modalità che chiamiamo 'taxi' e cioè accompagnando il cliente posizionandoci nei sedili posteriori, sul lato destro. Sui sedili vengono applicate delle coperture monouso che andiamo poi a buttare, così come il cellophane con cui viene avvolto il volante e il pomello del cambio. L'auspicio è ovviamente quello di riprendere al più presto, ma abbiamo dubbi soprattutto per quanto concerne le porte aperte dei fine settimana. Molto dipenderà anche dalle stesse case, che al momento stanno rimandando le nuove presentazioni''.   ''Sicuramente il settore dell'auto potrebbe risultare uno dei più penalizzati. Vendiamo beni durevoli che implicano una spesa non indifferente per qualsiasi famiglia'' è quanto raccontatoci da Roberta Sala, titolare del concessionario Opel Sala con sede a Merate e Lecco.  

Opel Sala Luciano a Lecco


''Però quello che si prospetta è un futuro in cui alla mobilità individuale verrà data una certa priorità e questo potrà essere un incentivo verso l'acquisto di un'auto. Molto dipenderà dall'interesse dello Stato nel mettere a disposizione delle agevolazioni e dei sostegni per chi compra una vettura nuova. Non dimentichiamoci infatti che il parco circolante in Italia è tra i più vecchi in Europa, composto da parecchie automobili maggiorenni, come le chiamo io. Le associazioni di categoria, come Federauto, da tempo caldeggiano il Governo a fornire incentivi statali per sostenere la domanda di acquisto dell'auto, e questo potrebbe di sicuro scongiurare una crisi del settore. Per quanto ci riguarda, avevamo anticipato la chiusura degli showroom e delle officine di qualche giorno rispetto a quanto poi indicato dal Presidente del Consiglio. Alla riapertura, il servizio di assistenza non ha subito alcun contraccolpo. Ce lo aspettavamo, in fondo, perchè in due mesi le necessità dei clienti sono rimaste invariate. Con le vendite siamo ripartiti timidamente, con qualche cliente che si è affacciato già settimana scorsa per richiedere un preventivo. Ma io nonostante tutto resto fiduciosa: non avremo una ripartenza lampo come la abbiamo avuta per le officine, ma in qualche modo ripartiremo. Per quanto concerne il discorso sicurezza, abbiamo iniziato a muoverci nelle prime settimane di aprile. Abbiamo individuato dei percorsi di entrata e di uscita e in ogni ufficio a contatto sensibile con il cliente, dall'accettazione dell'officina, all'ufficio del rivenditore fino alla reception abbiamo predisposto delle barriere in plexiglass. In ogni punto di accesso mettiamo a disposizione guanti e gel lavamani. Sin dall'inizio, soprattutto per i meccanici, abbiamo diversificato gli orari di ingresso e uscita per evitare assembramenti. Negli spogliatoi non è consentito entrare in più di due alla volta. Ogni dipendente indossa ovviamente mascherina e guanti e due volte al giorno igienizza la propria postazione. Per quanto riguarda le auto che arrivano in assistenza ogni volta scatta la procedura di disinfezione con un prodotto igienizzante che viene nebulizzato con apposita pistola, in grado di abbattere la carica batterica. Ciò avviene quando l'auto ci viene consegnata dal cliente e anche prima di riconsegnarla''.  

''La prima decade di marzo era partita già a rallentatore'' racconta Fabio Canella, direttore della sede lecchese di Autoserratore. ''Perciò possiamo dire che abbiamo raggiunto perdite pari al 95%. Le ripercussioni che abbiamo avuto le suddividerei sulle due attività che contraddistinguono la concessionaria, ovvero l'assistenza e la vendita. Nel primo caso non ci sono stati particolari problemi, anche perché in realtà non ha mai veramente chiuso. Per maggio abbiamo l'agenda piena fino a fine mese, tant'è che nessun operatore è in cassa integrazione. Per quello che riguarda la vendita, i primi dati di maggio indicano che rispetto all'anno scorso viaggiamo intorno al 50%. Non possiamo far altro che attendere la ripresa vera e propria, nel frattempo abbiamo adottato tutti i protocolli di sicurezza sia a livello di assistenza che nello showroom. Un aspetto che non abbiamo avuto particolari problemi a gestire avendo un salone di oltre 100 m2''.
A.S.
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