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Scritto Mercoledì 08 luglio 2020 alle 18:40

Maresso: a 8 mesi dall'esplosione resta chiusa Via don Biffi. Il Comune vuole intervenire

Dovrebbero prendere il via entro la fine di luglio i lavori per la messa in sicurezza dell'immobile situato all'intersezione fra Via don Biffi e Via Manzoni, a Maresso di Missaglia, scenario dell'esplosione avvenuta lo scorso 1 novembre e causata da una fuga di gas in uno degli appartamenti.
Ad occuparsene potrebbe essere direttamente il Comune di Missaglia, deciso a garantire la riapertura della strada il prima possibile, con i costi delle opere che saranno posti poi a carico del 48enne residente, iscritto nel registro degli indagati dalla Procura (quale atto dovuto) per l'ipotesi di reato di costruzioni o altri disastri dolosi, secondo quanto previsto dall'articolo 434 del codice penale.

L'intervento dei vigili del fuoco lo scorso novembre a Maresso

Un'ordinanza firmata dal responsabile dell'ufficio tecnico a inizio febbraio invitava infatti il proprietario dell'appartamento nel quale si era verificata la deflagrazione, a presentare un progetto relativo alla sistemazione dello stabile per poter dare il via il prima possibile ai lavori. L'iter però si era bloccato: in prima battuta per l'emergenza Covid e a seguire a causa dell'impossibilità da parte del soggetto destinatario dell'ordinanza ad adempiere a quanto gli era stato richiesto, ovvero a presentare un progetto di recupero e soprattutto a sostenere economicamente i lavori previsti.
''Non possiamo più aspettare'' ci ha detto il sindaco Bruno Crippa, riferendosi alla necessità di riaprire il prima possibile Via don Biffi anche per consentire il passaggio dei mezzi di soccorso in caso di emergenze, che allo stato attuale avrebbero non poche difficoltà. L'arteria è infatti chiusa al transito pedonale e veicolare dal novembre scorso, con inevitabili disagi per i residenti, mentre l'area risulta ancora transennata, con macerie e vetri sull'asfalto, nonchè parte dell'immobile sottoposto a sequestro penale dai carabinieri della stazione di Casatenovo su disposizione appunto della Procura. Il pubblico ministero Giulia Angeleri in realtà aveva già acconsentito al dissequestro dell'immobile, subordinandolo però alla messa in sicurezza dello stesso, ad oggi non ancora avvenuta.

Il Comune di Missaglia nelle scorse settimane aveva incaricato l'ingegner Mario Invernizzi di redigere una perizia sulla base dei danni subiti dai diversi alloggi coinvolti nell'esplosione, che risultano attualmente inagibili, con l'impossibilità ad occuparli da parte degli altri residenti sino a quando non saranno effettuati dei lavori di sistemazione per raggiungere tutti i requisiti di sicurezza richiesti.
Con un'ordinanza emessa in questi ultimi giorni a firma del sindaco Bruno Crippa, l'ente ha nuovamente intimato al proprietario dell'abitazione scenario del sinistro di provvedere ad un urgente intervento di messa in sicurezza dell'edificio finalizzato alla riapertura dell'arteria. In caso di inosservanza della stessa (ipotesi per la verità molto probabile), sarà dunque il Comune a provvedere a proprie spese ai lavori, ricorrendo poi al recupero coattivo delle spese sostenute, che si stimano intorno al 10mila euro circa. Si dovranno rimuovere le parti pericolanti, mettere in sicurezza l'intonaco e le facciate dell'edificio, liberare la carreggiata dalle macerie e provvedere all'installazione di un'idonea segnaletica stradale, solo per citare alcuni degli interventi richiesti.
G.C.
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