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Scritto Giovedì 13 agosto 2020 alle 13:33

Monticello: il ''made in Italy'' al TG2 con chef Dario Origgi

''Dalla terra alla tavola'' è il leit motiv dello chef monticellese Dario Origgi, che nei giorni scorsi è stato ospite di una puntata di TG2 Post, intervistato dal giornalista Stefano Fumagalli.
Nel servizio il titolare de Il Portico, situato in località Prebone, parla della filosofia del proprio ristorante affrontando l'attualissimo tema del prodotto Made in Italy, ritornato in voga e all'attenzione dell'opinione pubblica negli ultimi mesi soprattutto in senso positivo, con il fine di sostenere l'acquisto e il consumo di prodotti interamente italiani.

Lo chef Dario Origgi e accanto un'immagine del suo ristorante

Origgi ha spiegato che il 60% di quello che viene servito sulle tavole del suo locale è infatti ricavato dalle produzioni agricole e dagli animali dei quali Dario stesso si prende cura, in modo da evitare ulteriori passaggi intermediari tra l'estrazione delle materie prime e il loro consumo, privilegiando e portando avanti con orgoglio l'idea del Km0.
''Pur di portare in tavola qualità e benessere sono disposto a spendere qualcosa in più per potermi prendere cura nel migliore dei modi delle coltivazioni e degli animali. Quando parliamo di prodotto italiano stiamo parlando di qualità e salute e di conseguenza aggiungere passaggi inutili per poter portare il cibo in tavola rovina la materia prima iniziale già di per sé genuina. Una volta portato in cucina, mi piace poi armonizzare i diversi prodotti in base alle sensazioni e alle suggestioni che la natura stessa mi offre in modo da offrire al cliente un'esperienza il più possibile vicino alla terra'' ha spiegato lo chef, accompagnando l'intervistatore anche nelle nuove sale esterne del ristorante, più a contatto con la natura e l'ambiente circostante.

VIDEO



https://www.youtube.com/watch?v=623prIxFqDs&t=46s

Nel servizio si è anche discusso della proposta avanzata dalla ministra Teresa Bellanova negli ultimi giorni, relativamente al bonus da 5.000 euro a fondo perduto per i ristoratori con lo scopo di connettere la filiera ristorazione-produttori e dare ossigeno anche al mondo dell'agricoltura. Quest'ipotesi è stata giudicata positivamente dallo chef Dario, che ha però affermato che questi tipi di aiuti non dovrebbero rimanere interventi una tantum, ma dovrebbero invece essere continuativi nel tempo per incentivare al meglio la scelta del prodotto italiano da parte degli italiani stessi.
Per uscire dalla crisi in corso inoltre - ha concluso l'intervistato - servirebbe alleggerire il carico fiscale sulla ristorazione per aumentare gli incentivi ad assumere perché il lavoro di ristoratore è fatto di sacrifici e di impegno e servono persone con la voglia di mettersi in gioco e di ''sporcarsi le mani''.
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