Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 248.270.717
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
Scritto Venerdì 28 agosto 2020 alle 09:41

Papa Francesco e Mario Draghi, due visioni a confronto?

Pochi giorni fa abbiamo assistito sui grandi media nazionali ad un balletto di opinioni, in gran parte entusiastiche, sull'intervento di Mario Draghi al meeting di Rimini, annuale raduno promosso da CL.

Non tutti però avranno avuto la fortuna di vedere le immagini ma soprattutto le accorate parole di Papa Francesco durante l'udienza settimanale di mercoledì 19 agosto. Perché accosto questi due avvenimenti non solo mediatici ? Perché ritengo assai importante cercare di rilevare le assonanze ma soprattutto le eventuali differenze di pensiero, ma anche di azione, di questi autorevoli protagonisti dei giorni nostri, indiscutibilmente fonti di riferimento valoriali per molte persone. La maggiore caratteristica che accomuna i rispettivi interventi sembrerebbe essere il forte richiamo di entrambi alle dimensioni etiche del nostro vivere. Ma ad una più attenta lettura non possono, a mio avviso, sfuggire alcune profonde differenze sia di ordine morale che sociale con in primo piano le loro connessioni con gli aspetti economici della nostra convivenza civile. In estrema e pur necessariamente semplificata sintesi : Draghi sembrerebbe mosso da genuina passione per ciò che conta, o per meglio dire dovrebbe contare, nella vita delle nostre società e cioè la centralità della Persona ma poi, in realtà, sostanzialmente giustifica la dimensione dell'economia di mercato attuale pur in qualche modo definendola migliorabile e comunque mantenendosi all'interno del quadro delle sue stesse logiche. Papa Francesco invece non si limita a indicare una dimensione etica che metta realmente al centro l'Uomo integrale e le sue varie dimensioni ma, contrariamente a Draghi, denuncia apertamente (e non certo da ora, basta leggere quello che viene definito il suo "documento programmatico" del 2013 e cioè l'esortazione "Evangelii gaudium" e la più recente "Laudati sii") le contraddizioni di un sistema che, usando le sue stesse parole scolpite nell'E.G, è condizionato da una "dittatura di una economia senza volto e senza uno scopo veramente umano", e sollecitando più recentemente (quest'altro mercoledì) a non essere inerti di fronte a un'economia definita da lui "semplicemente come malata". E non è un caso che proprio Papa Francesco abbia voluto e continui a voler contribuire alla ricerca di modelli economici più umani promuovendo ad esempio l'evento rivolto soprattutto a giovani, economisti ed imprenditori che si svolgerà a novembre ad Assisi : "un patto nello spirito di S. Francesco perché l'economia di oggi e di domani sia più giusta, fraterna, sostenibile e con un nuovo protagonismo di chi oggi è escluso". A mio avviso, a mo' d' esempio, una delle specifiche differenze tra le due "visioni" emerse negli interventi sopra citati è rappresentato da quello che Draghi ha definito un "debito buono" perché reso sostenibile da "fini produttivi"( quello pubblico degli Stati destinato a crescere molto a causa delle conseguenze della pandemia) mentre, all'opposto, sarebbe considerato un "debito cattivo"quello derivante da "fini improduttivi". Qui il riferimento negativo ad un eccesso di misure assistenzialistiche è evidente. Ma l'ambiguità, mi sembra , sta proprio in questo lasciar identificare, più o meno consapevolmente e pur anche in un contesto keynesiano, "l'improduttività" con la doverosa attenzione che ogni società veramente umana dovrebbe avere nei confronti dei bisogni primari di ogni suo componente a partire dai più svantaggiati. Infatti la ragion d'essere degli Stati dovrebbe proprio risiedere in questa funzione riequilibratrice ( sia a livello nazionale che planetario) delle differenze sociali ed economiche che si possono indurre soprattutto a causa di sbilanciati rapporti di forza tra i propri membri. Ma cos'è veramente "produttivo" per una società che non voglia solo definirsi ma realmente essere civile e solidale ? E per dirla come Francesco : vale più l'incremento di 2 punti di borsa o la dignitosa sopravvivenza di persone in difficoltà ? Naturalmente questo non vuol dire consentire atteggiamenti parassitari da parte di nessuno, a partire però da chi può godere di una condizione di maggior ricchezza e pur ovviamente in un contesto di diritti e doveri per tutti. Insistere invece troppo spesso sui "parassitismi dei livelli più bassi" può rappresentare il peggior alibi per non mettere mano ai ben più cospicui privilegi e rendite di posizione dei piani alti della società. Si arriva ad esempio ad inculcare in modo martellante nei giovani, da parte di eminenti "opinion leaders", l'idea che il loro futuro sarebbe pesantemente condizionato dal debito prodotto da improvvide politiche "improduttivo/assistenzialistiche" mentre non si accenna quasi mai al vero vulnus alla radice dei tanti mali di questa società globalizzata e cioè la iniqua distribuzione delle ricchezze, peraltro in costante aumento. Altro capitolo sarebbe poi l'analizzare i meccanismi spesso iniqui alla base della formazione dei debiti sovrani come anche i pilastri asimmetrici e quasi esclusivamente monetari che, quantomeno con miopia, si è auto assegnata la cosiddetta "architettura europea" di cui Draghi è stato eminente ed a volte pur apprezzato paladino. Ben altra consapevolezza invece semina papa Francesco quando, in apertura dell'udienza del 19 scorso, chiedendo di andare oltre la pur necessaria assistenza , denuncia : "La pandemia ha messo allo scoperto la difficile situazione dei poveri e la grande ineguaglianza che regna nel mondo. Il virus, mentre non fa eccezione tra le persone, ha trovato nel suo cammino devastante grandi disuguaglianze e discriminazioni e le ha aumentate ..." e successivamente sollecitando " un'economia che non ricorra a rimedi che in realtà avvelenano la società come i rendimenti dissociati dalla creazione di posti di lavoro dignitosi. Questo tipo di profitti è dissociato dall'economia reale, quella che dovrebbe dare beneficio alla gente comune e inoltre risulta a volte indifferente ai danni inflitti alla casa comune ...". Ed allora, alla luce di queste consapevolezze, ben altro significato avrebbe la "preghiera per la serenità" di Karl Paul Reinhold Niebuhr citata da Draghi del suo intervento ! Una preghiera "che chiede al Signore : <<Dammi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare le cose che posso cambiare, e la saggezza di capire la differenza>>.

Qui i due interventi

https://www.youtube.com/watch?v=wTRdYpAtjSQ

https://www.linkiesta.it/2020/08/mario-draghi-discorso-meeting-rimini/
Germano Bosisio
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco