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Scritto Venerdì 30 ottobre 2020 alle 11:52

Bosisio: le 2 minoranze su palazzo Appiani. ‘Il sindaco sapeva? Siamo aperti sul futuro’

Il sindaco Andrea Colombo, una decina di giorni fa, in occasione dell’ultimo consiglio comunale in cui era emerso il tema del futuro dell’ex ospedale Appiani a Bosisio Parini, aveva risposto di avere avviato “da tempo contatti con i proprietari” (CLICCA QUI). Nulla più. Pochi giorni fa, la notizia dell’alienazione, tramite asta, del palazzo sito in via Appiani (CLICCA QUI). La scelta, peraltro non nuova, della vendita è di ATS, ente proprietario legittimato ad assumere la decisone in relazione al futuro dello stabile secondo le valutazioni compiute.


L'ex ospedale Appiani

Dai due gruppi di minoranza, però, si levano le voci dubbiose: l’ex ospedale è al centro dello scontro politico in paese da anni, a partire dagli anni Duemila quando le attività dell’allora Asl nello stabile sono definitivamente cessate. Entrambe le squadre si chiedono quindi se il primo cittadino, due settimane fa, fosse a conoscenza di questa volontà.
Paolo Gilardi, capogruppo
di Bosisio nel Cuore
“La notizia della vendita all'asta dell'immobile dell'ex Ospedale di Bosisio giunge inaspettata – dichiara il capogruppo di Bosisio nel Cuore, Paolo Gilardi - Proprio nell'ultimo consiglio comunale, meno di 15 giorni fa, ho posto la questione di Palazzo Appiani in consiglio comunale chiedendo al sindaco Colombo quali erano le prospettive future dell'immobile. La risposta ricevuta si limitava a "generici contatti intercorsi con ATS", ma nessun cenno all'imminente volontà di bandire all'asta l'immobile è stato fatto. Come mai? forse nemmeno il Sindaco ne era a conoscenza?”. Il gruppo propone un tavolo di lavoro sulla questione: “Anche se il futuro di Palazzo Appiani potrebbe passare nelle mani di un privato, l'interesse  pubblico e strategico dell'ex ospedale non verrà mai meno – ha proseguito Paolo - Per questo Bosisio nel Cuore chiede che l’amministrazione comunale avvii un percorso condiviso tra tutte le forze politiche del paese per ragionare insieme su come affrontare questa nuova fase. Sono da escludere colpi di mano con soluzioni preconfezionate presentate in consiglio comunale all'ultimo momento. Ricordo che Palazzo Appiani è un bene che appartiene all'eredità sociale di Bosisio, frutto di un generoso lascito fatto da un illustre concittadino”.
Giacomo Gilardi, capogruppo
di Bosisio Viva
La medesima osservazione, in relazione all’espressione utilizzata dal sindaco Colombo in consiglio comunale, è giunta dall’altro gruppo di opposizione. “In consiglio, ancora una volta, ci eravamo detto disponibili per un percorso ad uso pubblico dell’edificio – ha esordito il capogruppo di Bosisio Viva Giacomo Gilardi, che prova a tendere la mano – Quando il sindaco ha riferito che c’era un dialogo aperto, abbiamo auspicato che si stesse lavorando, ma dopo dieci giorni apprendiamo dai giornali una simile notizia. Il fatto che in quella sede non fosse stato riferito nulla, ci spaventa: se non sapeva, il dialogo è aperto oppure no? Se ci sono incontri informali, di cosa parlano? Il risultato lo vediamo oggi. In consiglio comunale, il sindaco ha dato una risposta di comodo che però ha aperto un dibattito”.
Ciò che interessa al gruppo di opposizione non è tanto la vendita dello stabile in quanto “la volontà di ATS non ci spiazza”, quanto la direzione dell’amministrazione. “Il fatto che palazzo Appiani sia nuovamente in vendita dopo il 2006 non ci stupisce, ma ci allerta – ha rilanciato Giacomo - Nel 2006 l’asta era andata deserta ma le condizioni erano diverse perché a quel tempo era vincolata a socio sanitario. Ora le condizioni sono cambiate: dopo una richiesta di ATS, la precedente amministrazione aveva appoggiato il cambio d’uso residenziale”. Bosisio Viva non ha cambiato idea sul futuro del palazzo: è la medesima del 2017, quando il gruppo era sceso in piazza per raccogliere le firme contro la modifica del piano di governo del territorio (Pgt) che ne avrebbe consentito anche un uso residenziale. “In paese abbiamo due stabili enormi di ATS: laddove ci sia necessità di avere esigenza di prossimità – e sembra la direzione cui dovrà andare incontro la sanità nei prossimi anni - tutte queste strutture possono diventare un punto di riferimento”. A loro giudizio, poco è stato fatto dalle amministrazioni che si sono succeduti in tutti questi anni. “Se quel posto viene comprato da un’impresa che realizzerà appartamenti, vanifichiamo tutto e non diamo un futuro diverso al palazzo. Sì è mai lavorato in questi quasi vent’anni per dargli un futuro?” si interroga Gilardi. “Siamo preoccupati in termini generali. L’amministrazione è in continuità con le precedenti, ma con persone nuove: ci aspettavamo un approccio differente, invece sono corresponsabili di questa vendita in quanto hanno portato avanti gli atti assunti. Se del palazzo non interessa, devono avere il coraggio di dire che non investiranno tempo ed energia. Da parte nostra non c’è dato mai modo di partecipare a questa scelta: con la giunta Fronterre era stata creata una commissione ad hoc, non più portata avanti in seguito. Se si deve lavorare a un progetto comune, noi ci siamo sempre”. Il futuro, secondo Bosisio Viva, è quindi il ripristino del vincolo socio-sanitario che esisteva nel 2006, quando l’asta andò deserta. Oggi, oltre ad aver cambiato la destinazione d’uso – aperta anche al residenziale – c’è da considerare l’aggiornamento del prezzo di vendita, stimato in 950.000 euro, al ribasso rispetto a 1.950.000 euro di quattordici anni fa.
M.Mau.
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