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Scritto Venerdì 01 gennaio 2021 alle 18:01

Alla scoperta del mondo del soccorso: come si muove la ''macchina'' quando chiamiamo il 112? Visita alla centrale

Come si muove la macchina del soccorso quando allertiamo il 112? Abbiamo provato a rispondere al quesito nella maniera forse più semplice: conoscendo più da vicino - nelle scorse settimane - la sala operativa regionale dell'emergenza urgenza (Soreu area dei Laghi a Como) con sede a Villa Guardia. La struttura, che fa riferimento alle AAT di Como, Lecco e Varese, serve una popolazione di oltre 1.800.000. Alla scoperta di questo intricato mondo ci ha introdotti Matteo Caresani, infermiere responsabile operativo della Soreu laghi.

 La sede della Soreu dei laghi

Quando alziamo la cornetta per chiedere l'intervento di squadre di soccorso, ci risponde il NUE 112 (Numero unico d'emergenza europeo 112), ovvero una centrale unica per la gestione delle chiamate di emergenza, realizzata in attuazione della normativa dell'Unione Europea. Il servizio, avviato a Varese nel 2010, è stato esteso nel 2012 alle provincie di Como, Lecco, Monza e Brianza. Le CUR (centrale unica risposta) NUE 112 di Regione Lombardia sono attualmente tre: a Milano per Milano e provincia, a Brescia per le province di Brescia, Pavia, Cremona, Mantova, Sondrio e Lodi e a Varese, che raccoglie le telefonate provenienti dalle province di Varese, Lecco, Como, Bergamo e Monza e Brianza. I tecnici della NUE 112, dopo aver localizzato il chiamante e individuata l'esigenza, si occupano di smistare le telefonate all'ente competente per la gestione dell'evento di emergenza: Arma dei Carabinieri, Polizia di Stato, Vigili del Fuoco, Emergenza Sanitaria. Se la chiamata non riguarda una richiesta di soccorso, non viene trasferita alla centrale di secondo livello: il 112 è infatti una sorta di filtro per circa il 60% delle chiamate in ingresso.

L'ingresso

In caso di una richiesta di soccorso, il NUE inoltra alla Soreu di competenza, sotto forma di fonia, una scheda informatica che contiene i dati identificativi, la localizzazione del numero tramite cella telefonica. Alla Soreu, dove lavorano 24 ore al giorno operatori tecnici, infermieri e un medico che ha il ruolo di coordinamento della sala, prosegue l'intervista telefonica da parte dei "receiver", operatori tecnici che gestiscono le chiamate in ingresso (NUE, forze ordine, vigilanza urbana, vigili del fuoco) e che, grazie agli strumenti informatici in dotazione, riescono ad effettuare una prima valutazione del paziente.

Al piano superiore si trova la sala operativa

L'intervista telefonica, guidata da un filtro di primo livello, consente di individuare un codice di gravità del paziente e, negli attimi successivi all'indicazione del codice, il "flottista", un altro operatore tecnico, attiva il mezzo di intervento, sempre per via informatica. In caso di necessità è possibile una seconda fase di valutazione, questa volta da parte di un sanitario, un infermiere detto "rivalutatore", che richiama l'utente e approfondisce l'intervista sotto l'aspetto sanitario e definisce l'invio di ulteriori mezzi di soccorso. I mezzi di soccorso dopo essere giunti in posto ed aver valutato il paziente chiamano la Soreu per fornire le informazioni rilevate e ricevere l'indicazione dell'ospedale di destinazione. Questa fase viene gestita da un infermiere. Tale processo non invia necessariamente il paziente al nosocomio più vicino ma sulla base di altri criteri quali la patologia del paziente, la logistica e la possibilità di ricezione da parte della struttura sanitaria.

Il corridoio interno che collega le due strutture

Il medico, che costituisce il punto di riferimento per la gestione clinica degli eventi, interviene in tutte le situazioni complesse e ha autorità anche nella sfera della telemedicina, l'ultima frontiera nel settore dell'emergenza. Questo significa che la sala operativa ha la possibilità di ricevere l'elettrocardiogramma in diretta (negli ultimi anni viene effettuato anche dai mezzi di base, le ambulanze e non più solo dai mezzi di soccorso avanzati, MSA), che viene valutato e inviato al cardiologo della struttura che avrà il compito di accoglierlo: un fatto, questo, fondamentale perché permette di ridurre ulteriormente i tempi di soccorso, facendo saltare il passaggio in pronto soccorso e trasferendo il paziente direttamente al letto di emodinamica per la cura o l'intervento.

In fase sperimentale, da qualche tempo, è partita la video chiamata dal luogo della missione per valutare gli aspetti clinici del paziente e in particolare la qualità del respiro: all'atto pratico si tratta di un applicativo che, attivando la video camera presente sul telefono dei soccorritori, può essere visualizzato dalla sala operativa.
Una volta terminata la valutazione del paziente, gli viene attribuito un codice di gravità che si basa sulla rilevazione dei parametri vitali e sull'evolutività della situazione: i mezzi in codici rosso e giallo indicano, rispettivamente, la maggiore e la media gravità. Tutte queste decisioni vengono assunte in un arco temporale molto breve, al massimo un paio di minuti, mentre la fase più critica è legata alla destinazione dell'ospedale, che dipende sia dalla situazione clinica ma anche dalla disponibilità delle reti ospedaliere.

A Villa Guardia si trova anche la base dell’elisoccorso

I tempi di intervento di un mezzo dalla chiamata come sono definiti? La stima varia tra gli 8 minuti in area urbana e 20 in area extra urbana, ma tutto dipende dalla disponibilità della ambulanze. L'elicottero - ce ne occuperemo nel dettaglio in un successivo articolo - viene utilizzato molto per le aree impervie e per problematiche logistiche e cliniche. Il soccorso alpino, invece, fornisce un servizio in convenzione per determinate aree e un supporto esterno: non si occupa solo di ricerca persone disperse, quindi, ma anche di soccorso perché in possesso di una certificazione con competenza sanitaria. "Scegliamo il mezzo da inviare in base al minor tempo di arrivo in posto, quindi non è per forza il mezzo più vicino - ha specificato Caresani - Per tale valutazione ci serviamo anche di uno strumento che misura la distanza tra il luogo dell'evento e l'ambulanza, sia in linea d'area che stradale".
La centrale Soreu dei laghi accoglie, ogni giorno, tra le 500 e le 600 richieste di intervento. Numeri che hanno avuto un'impennata, fino a 1200 telefonate da gestire, in piena emergenza Coronavirus nei mesi di marzo-aprile. Nel 2019, la CUR di Varese ha gestito 1.510.623 chiamate.
All'interno della sala operativa, che possiamo immaginare come una sala dotata di postazioni singole con più computer a disposizione per un singolo operatore, ci sono anche maxi schermi che indicano in tempo reale il carico degli ospedali nelle ultime due e quattro ore: si trovano indicati il numero di ambulanze inviate e suddivise per codice.

Complessivamente la Soreu laghi può contare sulla disponibilità di 19 ospedali, compresi i punti di primo intervento e l'ospedale pediatrico.
La scheda del paziente viene compilata in maniera digitale e tutte le comunicazioni sono registrate, mentre gli operatori hanno la possibilità di localizzare gli eventi in maniera dettagliata.
Quello che abbiamo descritto oggi è il modo in cui funziona la sala operativa, luogo nel quale tutte le chiamate vengono gestite grazie a professionisti che lavorano in tempi strettissimi richiesti dalle situazioni di emergenza. Nel pezzo a seguire, l'approfondimento sull'elisoccorso.
Michela Mauri
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