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Scritto Domenica 31 gennaio 2021 alle 12:05

Missaglia: la DAD e i suoi effetti sui ragazzi delle superiori nella serata con FuoriClasse

''... e guardo il mondo da un oblò''  è il titolo del ciclo di incontri online sugli effetti della didattica a distanza e delle restrizioni connesse al Covid, promosso dall’associazione FuoriClasse e dall'istituto comprensivo Rita Levi Montalcini, in collaborazione con i Comuni di Missaglia e Monticello.
L'altra sera, in particolare, si è posta l’attenzione sulla DAD tra docenti e studenti delle scuole superiori, mettendo in luce aspetti positivi e negativi che questa modalità ha avuto sin qui, sull’apprendimento e sulle relazioni sociali dei ragazzi.
''Noi invece delle superiori'' era il titolo dato alla serata, durante la quale sono intervenuti la prof.ssa Elisabetta Rusconi, docente di scienze naturali presso l'IIS Bertacchi di Lecco, appassionata di tecnologia ed esperta di didattica con strumenti digitali, e il prof.Giovanni Valsecchi, anch'egli docente di scienze presso il medesimo istituto, nonché vicepreside con incarico speciale sul monitoraggio degli studenti.
A dare il via all’incontro, una breve presentazione fornita da Simona Comi e da Diego Benfatto rappresentanti dell’associazione missagliese, i quali hanno ringraziato i partecipanti e tutti coloro che hanno lavorato alla creazione di questo progetto.
Tra i partecipanti all’evento - oltre a genitori, insegnanti del comprensivo e la dirigente scolastica Mariacristina Cilli - non poteva mancare Laura Pozzi, vicesindaco e assessore ai servizi sociali, istruzione e formazione di Missaglia, la quale ha dedicato qualche parola al tema della serata.

''Grazie per l’opportunità che ci avete fornito di riflettere sulla situazione emergenziale in atto, a causa delle difficoltà che stiamo vivendo e che possono causare solitudine e gravi problemi. Vorrei solo condividere qualche riflessione con voi a partire dalle proteste degli studenti che sono poi sfociate nelle occupazioni. Hanno avuto una potenza di messaggio fortissima che ha costretto noi adulti, ma anche l’intera politica, a cambiare strategia. Sono messaggi che ci mostrano come in questo momento i ragazzi hanno avuto un atteggiamento molto responsabile, dimostrandoci che alcune impressioni e alcuni pregiudizi degli adulti non sono veri e non hanno fondamento. I ragazzi ci hanno dimostrato il loro senso civico straordinario, portandoci a riflettere sulla società educante, guardando la realtà e operando per essa, rivendicando diritti in modo pacifico, assumendoci le nostre responsabilitá. Noi ora dobbiamo ascoltarli e raccogliere le sfide che ci pongono. Le scuole sono un centro di socialità, di affetti e saperi ed è da lì che passa il progetto di futuro. Sosteniamo i ragazzi in questo percorso di cambiamento portato dal Covid e sosteniamoli ad afferrare il futuro che sognano'' ha esordito l’assessore.
In tutto questo la scuola non si è fermata, anzi ha continuato ad operare seppur con strumenti nuovi e più tecnologici. Le scuole superiori -forse più delle altre- hanno dovuto affrontare un grande sacrificio, in termini di amicizie e di apprendimento, ma i ragazzi lo hanno percepito questo sacrificio?
Dal punto di vista degli insegnanti, gli alunni sono stati costretti a rinunciare a tantissime cose, in primis alla socialità. La maggior parte dei ragazzi era contenta di poter fare ritorno in classe e in loro, i docenti, hanno visto molto autocontrollo e autodisciplina. Ognuno degli studenti è consapevole del fatto che,  il proprio comportamento,  può causare ripercussioni positive o negative a seconda di come è quanto rispettino le regole. A parere degli insegnanti, questa situazione, é stata un’occasione di crescita interiore e di conoscenza dei propri limiti.
Anche i professori, però, sono stati catapultati improvvisamente in un mondo a loro nuovo in cui a dominare sono le piattaforme online, gli incontri tramite app, e le mail degli alunni. È stato complicato reinventare il modo di fare lezione ma questo ha portato alla luce nuovi schemi di didattica e nuove modalità di apprendimento.
I ragazzi di oggi sono i “nativi digitali” loro sono nati con in mano lo smartphone, ma a chi spetta il compito di educarli alla tecnologia?
I professori hanno notato che quando si tratta di tecnologia le menti dei ragazzi viaggiano ad una velocità illimitata, ma nel momento in cui si trovano davanti a strumenti digitali nuovi dal loro punto di vista, allora subentra il caos “abbiamo dovuto insegnare loro a scrivere una mail, ad utilizzare il giusto linguaggio in base al destinatario, gli abbiamo detto a cosa serve e cosa inserire nella casella oggetto, e ora se devono fare comunicazioni all’insegnante lo fatto tramite mail” ha raccontato la professoressa Rusconi.
Sono praticamente saltati i tempi e i luoghi dell’apprendimento, sostituiti però da un modo nuovo e accattivante di fare lezione, aiutando e dirigendo gli studenti ad una forma di studio più mirata ed intelligente che si basa più sullo sviluppo e sulla rielaborazione delle conoscenze rispetto allo studio mnemonico.
Durante l’incontro, sono poi emersi importanti concetti come quello d’inclusione e di dispersione che è importante non perdere di vista, soprattutto quando si parla di ragazzi fragili.
“Questo percorso ci ha permesso di metterci alla prova, abbiamo notato più interesse e coinvolgimento da parte dei ragazzi e speriamo che continuino così fino alla fine dell’anno scolastico” hanno ribadito i professori.
Al termine della serata è stato annunciato il prossimo incontro che si terrà giovedì 11 febbraio alle ore 20.45; stavolta il titolo della serata è “vado al campetto”, la sfida a livello sociale di mantenere vivi i contatti tra i ragazzi e le ativitá sportive e ricreative al tempo del Covid.

Per ulteriori informazioni: http://fuoriclasse.info/
Marina Temperato
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