Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 269.779.091
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
Scritto Venerdì 05 marzo 2021 alle 13:11

L'unione fa la forza? Non nel Casatese, dove la teoria di Maldini è un lontanissimo ricordo

Il compianto Giovanni Maldini aveva teorizzato, negli anni Ottanta, la ''Città Brianza''. L'allora sindaco di Casatenovo fu il primo amministratore a rendersi conto che più un territorio è vasto, più conta, e che la politica dei campanili avrebbe finito per penalizzare i singoli comuni e i cittadini che in essi vivono. ''L'unione fa la forza'', per dirla in maniera più semplice e diretta.
Eppure in quest'ultimo periodo si fatica a trovare un esempio che sintetizzi l'efficacia di questo assunto.

Prendiamo la piscina di Barzanò. La realizzazione dell'impianto natatorio fu fortemente voluta, sul finire degli anni Ottanta, da un gruppo di sindaci con in testa ancora una volta il sindaco di Casatenovo.
''Interventi di tale tipo devono interessare una vasta area a livello consorziale e non limitarsi ai confini del singolo comune''. Con queste parole Maldini replicava in consiglio comunale alle minoranze, critiche sulla scelta di costruire la piscina consortile a Barzanò piuttosto che sul territorio comunale. Fu proprio in quella data che l'assise casatese deliberò l'istituzione del Consorzio del centro sportivo insieme ai Comuni di Cremella, Missaglia, Monticello, Sirtori e ovviamente Barzanò, i cui amministratori unirono le forze per mettere a disposizione dei propri concittadini una struttura sportiva nuova, che sul territorio non esisteva ancora.
A distanza di poco più di trent'anni da quella data, storica per il nostro territorio, tre dei comuni che avevano contribuito alla nascita dell'impianto sportivo hanno deciso di sfilarsi non ritenendolo più strategico rispetto agli obiettivi delle rispettive amministrazioni. E così a scommettere sul funzionamento della piscina - peraltro messa in ginocchio dal Covid - sono rimasti soltanto Barzanò, Missaglia e Monticello.

E tanti altri esempi di progetti avviati ma rimasti per ora sulla carta si potrebbero fare: dal Presst del casatese - mai decollato ma che avrebbe potuto rivelarsi assai utile in questa fase di pandemia - agli accordi per la condivisione degli agenti di Polizia locale, il più delle volte naufragati clamorosamente. Ognuno lavora al proprio orticello, poichè è più facile e non comporta rischi, soprattutto in un periodo di forte pressione fisica e psicologica come quello che stiamo vivendo.

Ma non è finita qui. Cosa dire ad esempio del Consorzio Brianteo Villa Greppi? Scaduto il mandato del consiglio di amministrazione uscente, segnato dalla presidenza di un'altra casatese, Marta Comi, il sindaco di Sirtori Davide Maggioni aveva proposto il rinnovo della fiducia alla collega e all'intero CdA, quale plauso per l'ottimo lavoro svolto nell'ultimo quinquennio. Ma a fare a pugni con l'ipotesi lanciata dal presidente dell'assemblea dei soci, lo statuto, che prevede un'alternanza delle due Province di Lecco e Monza. Concluso il mandato della Comi, espressione del lecchese, spetterebbe all'ente brianzolo nominare un proprio ''uomo''. Peccato che il territorio monzese si trovi in minoranza, se si considera la scelta di Besana, Briosco e Veduggio di lasciare Villa Greppi e la latitanza della Provincia, praticamente quasi mai pervenuta alle ultime assemblee convocate. Come se non bastasse a metterci lo zampino ci si è messa pure la politica, con la lotta intestina fra centro-destra e centro-sinistra. E chissà, di questo passo, quando i comuni riusciranno a mettersi d'accordo.

L'auspicio è quello di non fare la fine del Parco Valle Lambro - di cui fanno parte anche comuni del casatese e oggionese- da otto mesi commissariato per l'incapacità degli aderenti (e in particolare dei monzesi) di proporre dei nomi in grado di comporre il nuovo consiglio di amministrazione, con il dottor Roberto Carovigno nominato da Regione Lombardia che si sta occupando dell'ordinaria gestione dell'ente, ma con tutto il resto dell'attività sostanzialmente ferma a tempo indeterminato. O meglio fino a quando la politica non si metterà una mano sulla coscienza e capirà che queste lotte interne non giovano a nessuno, nemmeno agli stessi sindaci e ai territori che governano.
Gloria Crippa
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco