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Scritto Giovedì 05 agosto 2021 alle 16:24

Fumagalli sede sottodimensionata? Numeri vicini al ''limite'', ma il rischio è per il futuro. Stessa sorte per gli ICS di Cassago e Bosisio

Autonomia delle istituzioni scolastiche. Si è parlato anche di questo tema - un po' tecnico per la verità, ma senza dubbio importante per il futuro di molti plessi del nostro territorio - in un recente incontro convocato dalla Provincia di Lecco per fare il punto su alcune questioni che riguardano il futuro della rete scolastica e informativa locale.
Secondo una verifica compiuta analizzando i dati relativi all'organico di diritto per l'anno scolastico 2021/22, appare ''da monitorare'' la situazione dell'istituto professionale Graziella Fumagalli di Casatenovo. Al 31 gennaio scorso infatti, tenendo conto delle iscrizioni raccolte, gli studenti della scuola di Via Misericordia non superavano la quota di 571 unità, inferiore alla soglia limite di 600 (abbassata temporaneamente a 500 per via del Covid), necessaria per garantire un'autonomia scolastica, dunque la presenza di un preside e di un dsga (dirigente dei servizi amministrativi) in forma esclusiva.

L'istituto Graziella Fumagalli di Casatenovo

Una situazione che non appare diretta conseguenza di un eventuale riduzione del numero di iscritti, ma rappresenta lo specchio di un calo demografico che negli ultimi anni sta interessando le istituzioni scolastiche a livello generale, e che chiaramente per le scuole più piccole impone una seria riflessione unita ad un attento monitoraggio sul futuro.
''La situazione del Fumagalli per ora è sotto controllo, perchè la scuola di Casatenovo solitamente acquisisce un buon numero di iscrizioni nel mese di giugno, o comunque fra la primavera e l'estate. I numeri attuali non sono preoccupanti: a settembre non cambierà nulla e probabilmente nemmeno negli anni successivi, anche perchè si tratta di una istituzione che ha sede a cavallo fra due province e beneficia di un buon numero di iscritti anche dal territorio monzese'' ci ha detto Felice Rocca, consigliere provinciale con delega all'istruzione, che ha coordinato la riunione alla quale hanno preso parte anche alcuni dirigenti delle scuole lecchesi.
L'unico plesso sottodimensionato resta per ora quello di Premana (che oltre alla primaria e alle medie del comune, comprende anche la materna di Margno e le elementari di Casargo), con 290 studenti previsti (a dispetto del limite di 400, abbassato temporaneamente a 300 per via del Covid) per il prossimo anno scolastico secondo i dati raccolti a gennaio. La situazione resta dunque invariata per il comprensivo dell'alta Valsassina, per il quale tre anni fa, su proposta di alcuni comuni, era stata approvata la modifica dell'articolazione, prevedendo un plesso di scuola secondaria di secondo grado per l'attivazione di un biennio di istruzione tecnica amministrazione, finanza e marketing, che avrebbe dovuto partire nell'anno scolastico 2019/2020. Nulla di fatto però, tanto che lo scorso gennaio, per il terzo anno consecutivo, non sono state registrate iscrizioni e a settembre non partirà. Rammarico a questo proposito è stato espresso dalle amministrazioni di Premana, Pagnona e Casargo, che con proprie note e deliberazioni hanno espresso formale parere per il mantenimento dell'attuale assetto dell'Istituto, ritenendo che il biennio introdotto potrebbe rappresentare un'occasione fondamentale per gli studenti e le famiglie della Valsassina.

Il consigliere provinciale Felice Rocca

Ad oggi dunque l'autonomia dell'ICS di Premana, nonostante la sollecitazione dei sindaci e dello stesso consiglio di istituto, appare ancora in deroga, non disponendo da tempo di un dirigente esclusivo (la prof.ssa Montagna è titolare al Manzoni di Lecco ndr).
Nella discussione relativa al sottodimensionamento delle scuole lecchesi, un campanello d'allarme per il prossimo futuro è stato suonato anche per altre realtà. Sono infatti vicine - secondo i dati aggiornati a gennaio 2021 - al limite minimo dei 600 iscritti, i comprensivi di Mandello (641), Bosisio (686), Cassago (641), Galbiate (631) e Civate (685), così come quello Colico (514), il cui limite è più basso trattandosi di un comune di zona montana, dunque ritenuto ''speciale''.
Una situazione ancora tutta in divenire quindi, che ad oggi non preoccupa, i cui effetti però si avvertirebbero già nelle scuole primarie, in considerazione appunto della decrescita demografica, fenomeno che ancora non ha raggiunto gli istituti del secondo ciclo scolastico.
G.C.
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