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Scritto Sabato 25 settembre 2021 alle 16:03

Greppi: docenti ed ex compagni ricordano Davide Di Carlantonio piantando un albero. Una borsa di studio alla sua memoria

Gli ex compagni e i familiari di Davide nel giardino dell'istituto dove è stato piantato un albero alla sua memoria

Si è tenuto nella mattinata di sabato 25 settembre l'incontro dei genitori di Davide Di Carlantonio con la comunità scolastica dell'istituto superiore Greppi di Monticello, la scuola che per un quinquennio ha accolto il figlio, mancato improvvisamente dopo gli esami di maturità il 4 luglio scorso. È stata per i genitori del giovane un'occasione preziosa per presentare la loro associazione - nata a seguito della scomparsa di Davide - oltre che per ricordarlo insieme agli ex compagni e alle nuove classi del chimico, e infine per devolvere una borsa di studio ai ragazzi distintisi durante i Giochi della Chimica.

All'evento, tenutosi presso l'aula magna della scuola, hanno quindi partecipato le classi quarta e quinta dei chimici, con i loro docenti, gli amici di Davide e il dirigente Dario Mario Crippa, che ha introdotto gli ospiti e dato il benvenuto ai partecipanti. Nel ricordo del preside, il nibionnese non è solo il rappresentante di classe che si interfacciava con lui per motivi organizzativi ma un ragazzo che "è sicuramente sul pezzo", responsabile e affidabile, e allo stesso modo è stato descritto anche dalla referente dell'indirizzo chimico, Laura Sironi, che lo ha anche definito ''un ragazzo dal volto gentile e sorridente''.

Subito la parola è passata alla mamma di Davide, Anna Sarnataro, che con la voce piena di emozione ha spiegato agli alunni e ai docenti riuniti i motivi che hanno portato a fondare l'associazione "Un atomo di ossigeno" e la pubblicazione del libro omonimo, quale segno di reazione a quello che è sicuramente il dolore più grande per un genitore: la scomparsa di un figlio.
"Non sto fingendo di amarlo perché non c'è più, ma anzi lo amo ancora di più per quello che è riuscito a darmi anche dopo che ci ha lasciati" ha spiegato mamma Anna, ricordando come la diagnosi di un particolare tipo di artrite a Davide risalisse a non molto prima dell'esame di maturità e che nonostante la sofferenza, i medicinali e la malattia, lo studente aveva cercato di affrontare tutto nel migliore dei modi, mettendocela davvero tutta.

"Un giorno ho dovuto fare una scelta" ha proseguito la madre. ''Dovevo decidere se continuare a farmi pervadere dal dolore o se trasformare questo vuoto in qualcosa di utile, per me, per Davide, ma soprattutto per le persone che ne avrebbero potuto giovare davvero. Non ero più disposta a sprecare nemmeno un istante di questo dolore, e ho iniziato a pensare che anche Davide avrebbe cercato di fare lo stesso perché era un ragazzo che non si arrendeva mai. Abbiamo quindi deciso di scendere a patti con il dolore per aiutare quei ragazzi dell'età di Davide che però non avevano avuto la sua stessa fortuna di frequentare una scuola, che non avevano avuto il supporto dei genitori e che non avevano niente se non la speranza di un futuro migliore. Quando si perde un figlio, infatti, tutti gli altri figli diventano anche figli tuoi. Ho capito subito che attraverso l'aiuto avrei potuto mantenere in vita Davide e il suo ricordo e ci siamo messi all'opera affinché potesse essere utile anche per altre persone''.

''Da Davide ho sicuramente imparato a non fare distinzioni di nessun tipo, a non giudicare a priori e a non avere più paura del diverso, mi sento come se ora fossi io la figlia e per questo gli sarò sempre grata. Con la nostra associazione abbiamo infatti deciso di prestare aiuto, con pasti caldi, quaderni e altri materiali, ai ragazzi più sfortunati che ad esempio sono scappati dai loro Paesi d'origine o si trovano qui in Italia senza cittadinanza e genitori e non possono accedere alla scuola, rischiando di entrare in giri pericolosi. Non siamo qui solo per presentare i nostri progetti e il nostro libri, ma oggi ci tenevamo ad esserci anche per chiedervi scusa da adulta e da parte di tutti gli adulti se non vi abbiamo trasmesso abbastanza il valore delle cose che contano davvero e che non sono di certo i soldi, vi chiediamo scusa con l'augurio che non facciate i nostri stessi errori nel ricercare la felicità in cose effimere e superficiali" ha detto la madre.

Dopo l'applauso commosso degli ex compagni e dei docenti, è intervenuto un amico di Davide, Giorgio Sala, il quale ha letto un messaggio che il compianto studente aveva scritto il giorno prima della maturità, ringraziando innanzitutto l'istituto Greppi per averlo accolto come in una seconda casa. A prendere la parola è stato anche Fabio, il padre del nibionnese, che ha invece presentato la mission dell'associazione, che collabora anche con enti ospedalieri, biblioteche e ad altri istituti, oltre che a presentare la borsa di studio erogata sempre dall'associazione e quest'anno per la prima volta per la meritevole alunna Arianna Gini che si è distinta nei Giochi della Chimica, non a caso competizione che stava molto a cuore a Davide.

Nel corso della presentazione ha potuto intervenire anche Gianpietro Ghidini, autore di diversi libri sulla storia del figlio Emanuele e fondatore dell'associazione Ema Pesciolino Rosso, il quale ha portato invece la testimonianza della morte del figlio sedicenne a causa degli effetti allucinogeni della droga.
Gianpietro dal 2013 è impegnato in incontri con le scuole e con i genitori per sensibilizzare sull'argomento così delicato come quello delle dipendenze e delle droghe, ma anche per trasmettere ai ragazzi l'inutilità di compiere gesti estremi solo per compiacere i coetanei. I genitori di Davide hanno poi deciso, con il supporto dell'associazione, di regalare dei camici ai docenti del reparto di chimica della scuola con il logo di "Un atomo di ossigeno", nome scelto anche per la rievocazione della materia che ha fatto da sfondo agli studi del figlio.

Al termine della presentazione, i presenti hanno potuto acquistare il libro o effettuare una donazione all'associazione e tutti insieme ci si è poi spostati all'esterno, nel giardino dell'istituto, dove è stato piantato un albero di Cornus, simbolo di fortuna e segno della presenza del giovane studente anche dopo la sua scomparsa. Di fianco all'albero è stata poi installata una targhetta con una frase che ricorda il ragazzo e che vuole essere un augurio di buon auspicio anche per tutti i ragazzi giovani che come Davide avevano e hanno dei grandi sogni da realizzare.
M.B.
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