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Scritto Lunedì 31 gennaio 2011 alle 13:52

A Bulciago e Dolzago numerosi cittadini hanno assistito al rogo della Gibiana

La festa della Gibiana è un'usanza di origine antichissima, forse addirittura celtica, molto diffusa nella nostra regione e nel vicino Piemonte.

La Gibiana a Dolzago

Il significato del rito cambia da paese a paese: per alcuni la Gibiana è una strega con l'abitudine di rapire e magiare bambini (cosa che giustifica il suo rogo), per altri rappresenta l'inverno e il freddo (il rogo sarebbe in questo caso un rito propiziatorio per la fine della stagione fredda).



La secolare tradizione è stata portata avanti anche quest'anno nel territorio del casatese-oggionese. Dopo Barzago, Cassago e Sirtori, sabato pomeriggio il tipico processo/rogo della Gibiana si è tenuto anche a Dolzago.



Alle ore 17.30 si sono radunate in piazza della Repubblica decine famiglie del paese. Il comune ha provveduto a fornire di torce i genitori, mentre i numerosissimi bambini erano armati di pentole e coperchi portati da casa.



Una volta disposta la numerosa folla di fronte al comune, si è tenuto il processo alla gibiana in un clima di grande allegria. Intorno alle 18.00 il corteo, con la gibiana in testa, si è trasferito al vicino centro sportivo, dove è stata eretta una gibiana di circa tre metri (frutto di un mese di lavori preparatori).



La folla ha quindi assistito ad uno spettacolare rogo, seguito dalla tradizionale risottata con il vin brulè.



L'evento è stato possibile grazie all'assessorato alla cultura di Dolzago, con la collaborazione del Gruppo Alpini, del Gruppo Volontari Piedibus, dello Sci Club e del gruppo Vividolzago.



Come da tradizione, la Giubiana è bruciata anche a Campolasco, frazione di Bulciago. Numerosi bambini accompagnati dai loro genitori si sono infatti ritrovati nella serata di sabato 29 gennaio presso le scuole elementari di Bulciago e, muniti di pentole e campanacci, hanno accompagnato la Giubiana in corteo.



A guidarli i volontari della protezione civile, che hanno illuminato con le torce il tragitto fino a Campolasco.

VIDEO



Qui l'assessore alla cultura, Raffaella Puricelli, ha letto ai più piccini la tradizionale storia della Giubiana.



A seguire, i volontari hanno riposto il fantoccio sulle cataste di legno e hanno appiccato il fuoco. Il falò è stato poi accompagnato dalle urla di adulti e bambini.



Infine, per l'occasione una decina di volontari ha allestito un gazebo presso il quale tutti i presenti hanno potuto rifocillarsi con un caldo risotto allo zafferano e "luganighe", patate al forno, chiacchiere, bibite ed un buon bicchiere di vino per i più grandi.



Nonostante il freddo pungente, numerose sono state dunque le famiglie che hanno preso parte all'iniziativa, salutando con allegria l'ultimo sabato di gennaio e l'anno passato con i suoi ricordi belli e brutti.

Simona Alagia-Davide Colombini
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