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Scritto Venerdì 02 novembre 2012 alle 15:21

Sul riordino delle Province devo esprimere tutte le mie perplessità. Per Lecco si tratta di un inutile e dispendioso ritorno al passato

Il presidente Daniele Nava
In merito alla decisione del Governo Monti non posso che esprimere il mio totale disappunto e ferma contrarietà per un decreto che aggiunge e moltiplica ulteriori elementi di caos istituzionale rispetto a quanto già determinato con i decreti "salva Italia" e "spending review".
Non sussistono dubbi sulla necessità di una riforma organica del sistema amministrativo italiano soprattutto nell'attuale situazione economica, politica e sociale ove non vi è più spazio per la difesa di posizioni consolidate, a tutti i livelli.
Ribadisco fortemente che queste misure non porteranno a una riduzione della spesa pubblica, ma genereranno sono incertezze sulla responsabilità di funzioni e di interventi sull'erogazione dei servizi e un allontanamento fisico, ma non solo, del cittadino rispetto all'istituzione Provincia, invertendo così la rotta su un tema, quello dell'avvicinamento al cittadino, in ordine al quale abbiamo speso impegno e risorse negli ultimi anni. Ancora una volta saranno i cittadini a essere penalizzati: per ogni richiesta, necessità o intervento dovranno riferirsi o recarsi a Como. Mi pare un inutile e dispendioso ritorno al passato.
Trovo che il Governo dei (a questo punto presunti) tecnici, totalmente avulso dalla realtà, si sia rivelato in tutta la sua improvvisazione e superficialità nell'applicazione della normativa, in primis della Costituzione, in quanto contemporaneamente si violano i principi costituzionali che vedono nella Regione un Ente con potestà legislativa e Comuni, Province e Città metropolitane come enti titolari di funzioni amministrative proprie e conferite con legge statale o regionale secondo le rispettive competenze. Inoltre questo esecutivo ha dimostrato una totale indifferenza rispetto alle richieste dei territori e sinceramente mi sfuggono i motivi della pervicacia nel volere intervenire su accorpamenti e tagli del numero di Province senza partire dal riassetto delle funzioni e dei servizi sul territorio.
Ora la parola passa al Parlamento che dovrà ratificare il decreto: esorto i nostri referenti lecchesi a voler difendere con ogni mezzo la nostra identità, le nostre istituzioni, i nostri cittadini.
Un'ultima considerazione: i Ministri dell'Interno e della Pubblica Amministrazione durante la conferenza stampa hanno presentato una mappa delle nuove Province (http://www.governo.it/GovernoInforma/documenti/20121031/Italian_regions_provinces.pdf) con rimaneggiamenti di confini provinciali fatti con l'ausilio del bianchetto, a testimonianza di quanta riflessione, impegno e approfondimento vi siano a supporto di una riforma che modifica l'assetto territoriale raggiunto in secoli di storia e l'ordinamento costituzionale: ciò che merita di essere "sbianchettato", in realtà, è l'attuale Governo.
Il Presidente Daniele Nava
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