Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 327.991.129
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
Scritto Venerdì 28 marzo 2014 alle 09:39

Il potere delle note

Il potere delle note musicali è tutto nella capacità che hanno di accarezzarti la mente. Prima ti afferrano e poi ti conquistano, trasportandoti in una scia luminosa come dentro un fiume che ora scorre calmo e ora impetuoso, che insomma un poco ti culla e un po' ti travolge.
I ragazzi della Civica Scuola di Musica di Casatenovo hanno eseguito a Cassago alcuni brani - celebri o meno - da un programma che probabilmente non so leggere né capire, eppure il potere delle note ha agito anche in me, evitando sapientemente ogni ragionamento sino a farle arrivare dritte al cuore; note capaci di avvicinare ciascuno alla meravigliosa scoperta di quanta ricchezza vi sia dentro l'animo, carezzando i sensi sino a dare luminosità al tutto.

Non sarebbe giusto tacere che - mentre ascoltavo i tre quartetti d'archi - non riuscivo a staccare i miei occhi dalle mani che magistralmente pizzicavano le corde e dai polsi che muovevano come in una danza gli archetti facendo vibrare l'armonia con grazia e ardore; mentre osservavo ho ricordato allora quel carissimo amico che amava dire, raccontandomi la sua passione per la musica, "io non penso: io sento!".
Vorrei ringraziarli tutti questi ragazzi, uno per uno, dai più piccoli già così capaci con i loro strumenti sino ai più grandi, bravissimi. Perché hanno regalato a me e ai tanti presenti non solo la gioia dell'ascolto ma anche la bellezza di ammirare il fervore, quando la musica afferra chi la fa e prende per mano chi l'ascolta. È in questi momenti che si ha l'occasione di infilarsi dentro le cose, anche le più segrete, riscoprendo la sfolgorante sfumatura della vita così spesso avvolta dalla spessa corteccia della quotidianità.
Bravi ragazzi. Ve lo dico di cuore. Perseverate nella serietà dei vostri propositi di studio e di esercizio, nell'impegno e nell'entusiasmo quasi "religioso" con cui vi accostate ai vostri strumenti: c'è nei vostri occhi una brama di bellezza mentre date vita alle note, che la vostra ricchezza e il vostro talento si irradiano luminosi su quelli che vi ascoltano, anche - e forse soprattutto - su coloro che come me amano la musica ma non la conoscono, né ne afferrano pienamente la vastità. L'incanto dell'armonia si fa allora visibile, ed è una grazia e una gioia accorgersi di questo miracolo magari piccolo, ma straordinario, che avviene dentro di sé.

L'Aula consiliare del nostro Comune (dalla "splendida acustica" è stato detto, ed è una bella medaglia da mettere al collo del municipio, casa di tutti) si è trasformata in un auditorium in cui la musica ci ha catturato. Che questi ragazzi sappiano sempre amare ciò che fanno, che sappiano godere la primavera della vita mentre - in mezzo a tutte le cose da fare, siano esse lo studio o il lavoro - realizzano il sogno superando i sacrifici dell'esercizio prolungato e attento pur di arrivare a "far parlare l'amato strumento" e a fargli raccontare il mormorio delle acque e il sussurrare del bosco, l'esultanza di un'alba, la tenerezza dell'amore, il fuoco dell'ira, e a dirla tutta la straordinaria leggiadria della vita.

Davvero grazie giovani, grazie giovanissimi, grazie insegnanti e grazie ex-allievi che ancora collaborate con la Scuola. E grazie Maestro Mazza, non solo per il fatto di crescere questi ragazzi ma anche per le bellissime parole che ci ha rivolto, che hanno così ben raccontato come la musica sia anche gioco di squadra, maestra di vita. Se essere "Maestro" significa essere insieme esigente e paziente nel dare sostanza all'aspirazione di crescere, se comporta anche il dovere di ricordare che "la strada piana non porta mai in alto", deve essere davvero un compito arduo, uno di quelli che la gratitudine la merita tutta.
Ma dev'essere anche un compito bellissimo. E mi creda: questa bellezza vibrava nel suo sguardo mentre la osservavo guardare i "suoi" ragazzi durante questo pomeriggio così piacevole. Che possa conservare quello sguardo sempre, che possa accompagnarla sempre la stessa gioia che davanti a questi ragazzi anch'io ho provato a Cassago.

Benvenuto Perego
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco