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Scritto Martedì 19 agosto 2014 alle 08:36

1816: l’anno senza estate dove tra carestie, guerre, eruzioni si materializzarono miti e leggende. Due secoli dopo la storia si ripete?

I fenomeni atmosferici di questa bizzarra estate richiamano alla memoria una situazione, con le dovute proporzioni, già vissuta quasi due secoli fa.
Si tratta de "L'anno senza estate" anche ricordato nei paesi anglosassoni come " eighteen hundred and froze to death " (1800 e freddo da morire).
Ma andiamo con ordine. Siamo nell'estate del 1816, ma la nostra storia ha inizio un anno prima, nel mese di aprile mentre in Europa si prepara la sconfitta di Napoleone a Waterloo, in una piccola isola delle Indie Olandesi (attuale Indonesia) si verifica la sconvolgente eruzione del vulcano Tambora.
Il fenomeno eruttivo e' di tali proporzioni da sconvolgere nei mesi successivi il clima non solo dell' Asia ma anche di Europa e Nord America. Infatti esattamente un anno dopo sul nostro continente, in particolare nei paesi del Nord e Centro Europa, si assiste a piogge torrenziali e nevicate nel corso della intera estate.
Le conseguenze sulla vita delle popolazioni sono immediate: perdita dei raccolti e devastazioni delle infrastrutture avvengono un po' dovunque, in breve tempo inizia a scarseggiare il foraggio per gli animali da traino, a cui in quel tempo era ancora affidato il trasporto via terra di uomini e cose, con conseguenze a cascata facilmente immaginabili.
Ha inizio un lungo periodo di carestia aggravato dalla presenza degli eserciti europei in smobilitazione dopo il Congresso di Vienna . Si verificano gravi disordini in molti paesi a cui spesso partecipano anche le masse di soldati ormai inutilizzate sui fronti di guerra.
Gli effetti di tutto questo sulla società non si fanno attendere.
Innanzitutto si verificano i primi flussi migratori verso luoghi con maggiori risorse potenziali.
Gli stati europei incrementano la colonizzazione di nuove terre con molteplici scopi: procurarsi nuove risorse, allontanare dal suolo patrio masse di soldati disperati con il miraggio di condizioni di vita migliori e collocare fasce della popolazione ormai senza risorse materiali.
In Nord America, a causa delle condizioni estreme verificatesi sulla costa Est, inizia la massiccia conquista del Far West.
Le precarie condizioni di nutrizione ed igiene sono alla base del diffondersi di malattie infettive, in particolare fa per la prima volta la sua comparsa in Europa il colera, allora presente solo nel delta del Gange.
La necessità di adattare la vita a nuove condizioni è anche però alla base di invenzioni e scoperte.
Un esempio singolare è la costruzione del primo velocipede (antenato della attuale bicicletta) dovuta ad un nobile tedesco di Karlsruhe, piccolo centro pianeggiante della Valle del Reno; la perdita di tutto il bestiame da traino e dei cavalli, induce il barone Karl Drais ad ideare un mezzo di trasporto individuale utilizzando le ruote dei carri leggeri, tenute in linea da una struttura lignea su cui montare come a cavallo.
Anche la cultura si arricchisce indirettamente da queste straordinarie condizioni meteorologiche.
Un gruppo di amici inglesi appartenenti all'ambiente culturale pre romantico e filobonapartista, amareggiato dalle conseguenze della fine del sogno napoleonico, decide di trascorrere le vacanze estive sulle rive del lago di Ginevra, ospite di un nobile genovese. Tra loro Lord Byron, Percy B. Shelley, sua moglie Mary Wollstonecraft, John Polidori, medico personale di Byron e zio del pittore preraffaelita Dante Gabriel Rossetti.
Le condizioni climatiche sul lago sono proibitive ed il gruppo di amici è ben presto costretto a restare in casa. Si decide allora di trascorrere le lunghe giornate componendo, in una specie di gara, opere letterarie che hanno come argomento il fantastico (il romanzo gotico è allora fortemente apprezzato).
E' così che si materializzano, quasi per gioco, opere tipo Frankenstein di Mary Shelley o The Vampire di John Polidori, il primo racconto in assoluto che tratta di vampirismo ed a cui si ispirarono successivamente tutti gli autori del genere, tra cui Bram Stoker per il suo Dracula...
Insomma un'atmosfera degna dei migliori noir che, oggi, a due secoli di distanza e sotto lo stesso cielo plumbeo....potrebbe rimaterializzarsi?
Orphée d’Amblanc
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