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Scritto Lunedì 06 ottobre 2014 alle 08:12

Acqua: si sono illusi che via Robbiani e ''addomesticato'' Mariani tutto passasse sotto silenzio. Invece la legalità viene prima di tutto. Intervengano i Giudici

Egregio direttore,
Radio Londra racconta che nel momento più tragico dell'assemblea di Idrolario della settimana scorsa, sia echeggiata nella sala la seguente frase: "Vi scongiuro non proseguite oltre", pronunciata da un membro qualificato del collegio sindacale di Idrolario.
Andrea Robbiani
Se così fosse, anzi così è perché la fonte è certa e i testimoni più che attendibili, la situazione non è grave: è oramai irrecuperabile. Tutto quello che sta accadendo non può che essere oggetto di attenzione seria e concreta sia della magistratura contabile sia della magistratura ordinaria. Le parole dell'ex collega Ghezzi sono inaccettabili nei toni e nel contenuto e mi preme sottolineare un fatto: la smettano di raccontare nelle assemblee che io ero d'accordo con loro.
A fine 2013 si decise, stante la situazione debitoria di Idrolario (debiti frutto di una precisa volontà di anestetizzare l'azienda facendola rientrare in Lario Reti per un tozzo di pane) e stante la necessità di arrivare entro la fine del 2014 ad un gestore idrico autonomo e posseduto al 100% dai comuni della provincia, di promuovere un percorso che vedeva Idroservice staccarsi dalla Lario Reti Holding e fondersi con il ramo operativo di Idrolario, la quale sarebbe rimasta come pura società patrimoniale e alla quale doveva essere corrisposto un canone per l'utilizzo degli impianti oltre a circa 2 milioni di euro a titolo di avviamento. Più volte poi dichiarai che una volta costituito il nuovo gestore, avremmo dovuto procedere alla sua trasformazione in azienda speciale di diritto pubblico.
Siamo ormai a fine 2014 e non solo Idroservice non esce da Lario Reti ma pare sia scomparso anche l'avviamento e cosa gravissima si fa passare la cessione del ramo operativo di Idrolario come atto puramente ordinario quando serve un atto deliberato da una assemblea straordinaria (poiché serve una maggioranza qualificata, ovvero minimo l'80%) corroborata obbligatoriamente del consenso espresso da ciascuno dei consigli comunali dei comuni soci con regolare delibera di consiglio. Non so se mi spiego caro ex collega Ghezzi? A queste condizioni fanno bene Merate e Cernusco a opporsi e spero che in tempi brevi propongano formale opposizione alla delibera ordinaria e più in generale.
Probabilmente si sono illusi che una volta tolto di mezzo lo scomodo e puntiglioso Robbiani e ''addomesticato'' il Mariani di Mandello, tutto sarebbe passato sotto silenzio, modificando a piacere quanto si definì a suo tempo.
Ora però il tempo è scaduto e credo che i magistrati contabili debbano intervenire con sollecitudine.
Ha ragione Remo Valsecchi quando consiglia ai sindaci di consultare un legale non di parte: presto potrebbe servirgli.

Cordialità,

Andrea Robbiani
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