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Scritto Mercoledì 11 novembre 2015 alle 18:44

''Acqua'': clamoroso, l’Autorità della Concorrenza e Mercato stronca la delibera di ATO e Provincia. LRH non ha i requisiti


Il presidente dell'Ufficio d'ambito Paolo Negri
e il presidente della Provincia Flavio Polano
Stroncata su tutta la linea. E vittoria piena del Comitato per la difesa dell’acqua pubblica, dei Comuni che hanno sempre sostenuto l’illegittimità dell’affidamento del servizio idrico a Lario reti Holding, e, in ultimo, anche dei due coraggiosi revisori dei conti di Verderio, dottoressa Margherita Molinari e di Cernusco Lombardone, dottor Andrea Rancan che hanno esposto con chiarezza la contrarietà alla delibera di modifica dello statuto di Lario reti. Contrarietà fatta propria dal Consiglio comunale di Cernusco, all’unanimità, e invece votata sia pure a fatica dopo una filippica a tratti durissima contro il revisore da parte del sindaco Alessandro Origo. Che ora dovrà ammettere pubblicamente di avere torto. E che, quindi, la dottoressa Molinari ha ragione. A dirlo senza ombra di dubbio è niente meno che l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato il cui parere (apparso oggi sul sito de "altreconomia" - rivista di informazione indipendente), ma in realtà si tratta di un provvedimento, al contrario di quanto affermano Flavio Polano, presidente della provincia e Paolo Negri, presidente dell’ATO prescrittivo (Art, 21bis della L. 287/1990 che istituisce l'AGCM) nel senso che, se le indicazioni dell’Autorità non saranno applicate nei 60 giorni, questa presenterà formale ricorso al TAR per l’annullamento della deliberazione assunta dalla provincia.
Ma andiamo con ordine. L’Ufficio d’Ambito (ATO) presieduto dal vice sindaco di Sirtori Paolo Negri, con deliberazione numero 52 del 30 giugno 2015 affida il servizio idrico integrato a Lario Reti Holding senza neppure prendere in esame la proposta alternativa, quella presentata dal comune di Merate e sostenuta dai comuni di Cernusco, Oggiono e Ello. Con sufficienza Negri liquida come irricevibile la proposta di Andrea Massironi in quanto priva dei pareri delle società interessate all’operazione (fusione una nell’altra) Idrolario Srl e Idroservice Srl. La deliberazione va in provincia per l’atto finale che viene assunto il 3 agosto 2015 con deliberazione numero 51. Lario Reti non ha i requisiti per l’affidamento in house, lo ammettono sia l’ATO sia la Provincia. Ma l’amministratore unico della Holding Lelio Cavallier (e già questa è un’anomalia essendo stato in precedenza e addirittura in entrambe le società per qualche settimana, anche A.U. di Idrolario Srl) predispone un percorso a tappe per arrivare entro il 1° gennaio 2016 ad avere i requisiti. Il primo passo è la modifica di punti essenziali dello statuto, a partire di fatto dall’oggetto sociale. Non si tratta più di avere partecipazioni, com’è nella funzione di una holding, ma di gestire direttamente un servizio. Tuttavia non rinuncia a mantenere la partecipazione di maggioranza in Acel Srl il cui giro d’affari è senz’altro superiore a quello generato dal servizio idrico. Dunque le deliberazioni di ATO e Provincia partono con due vulnus: la società affidataria non ha i requisiti al momento dell’assegnazione ed è a vocazione commerciale. Per di più, terzo elemento, è priva del controllo analogo, cioè della partecipazione diretta dei comuni soci. Insorgono Merate i suoi alleati e il Comitato acqua pubblica. Mentre i revisori di Verderio e Cernusco bocciano le modifiche statutarie (approvate invece da quasi tutti i comuni senza che peraltro venisse richiesto un parere al revisore, pure obbligatorio, anche qui diversamente da quanto sostenuto da Paolo Negri) in quanto i requisiti debbono esserci prima dell’affidamento e non dopo. Insomma non esiste un affidamento condizionato. L’intera operazione è però sotto il riflettore della Corte dei Conti della Lombardia, che già era intervenuta con una sentenza molto critica rispetto all’operato dell’ATO. L' 8 settembre la Corte trasmette la segnalazione del caso all’AGCM. L’Autority effettua un’indagine esaminando le deliberazioni di ATO e Provincia e i documenti societari di Lario reti. E nella seduta del 21 ottobre redige la relazione. Il 28 ottobre il testo giunge a ATO e Provincia e lunedì 16  novembre sarà pubblicato sul bollettino dell’Autority.  Il colpo, forse non inatteso, è violento. Tanto che soltanto il 6 novembre Flavio Polano e Paolo Negri si decidono a informare i sindaci del parere/provvedimento dell’AGCM tentando di minimizzarne la portata e continuando a sostenere che comunque si procederà per la strada intrapresa nel rispetto del programma temporale per l’affidamento ventennale del servizio alla Holding. Ma le comunicazioni ai sindaci partono il 10 novembre e a oggi molti ancora non le hanno ricevute. Quindi ancora non sanno che  la AGCM ha stroncato di netto l’operato di ATO e Provincia e questa volta arrampicarsi sui vetri servirà a ben poco. Perché oltre alla Corte dei Conti in campo potrebbe scendere anche il TAR Lombardia. I tempi quindi diventerebbero biblici di nuovo col rischio di mandare il servizio a gara. L’alternativa, la sola e unica alternativa, è riprendere rapidamente il “Piano Merate” che in sessanta giorni e con poca spesa può essere operativo. Nel rispetto dei  requisiti fondamentali: Società prodotto senza altre implicanze di natura commerciale e controllo analogo.
E vediamo in breve cosa dice l’AGCM: “In merito agli affidamenti diretti condizionati il Giudice Amministrativo ha ritenuto che i requisiti per l’affidamento diretto debba sussistere al momento dell’affidamento stesso senza che possa essere attribuita rilevanza sanante all’atto sopravvenuto in quanto ‘il sistema di gestione dell’affidamento diretto è di stretta interpretazione rispetto al sistema della gara, la cui praticabilità dipende dalla sussistenza dei presupposti indicati dalla giurisprudenza comunitaria e nazionale che devono sussistere al momento dell’affidamento”. 
Problemi anche sul concetto di “attività prevalente”. L’AGCM fa notare che Lario Reti detiene una partecipazione del 92,4% in una società (Acel) che distribuisce gas naturale e il cui fatturato 2014 è stato di oltre 92 milioni di euro. Il dato di Idroservice che gestisce ora il servizio idrico e che dovrebbe essere incorporata in Lario Reti indica un fatturato che rappresenta non più del 32% del fatturato consolidato della Holding. Quindi l’attività prevalente resta quella della distribuzione di gas e energia e pertanto la vocazione commerciale appare acclarata.
Salvatore Krassowski (membro comitato acqua pubblica)
e il sindaco di Merate Andrea Massironi
Infine il “controllo analogo”. L’Autorità dubita del fatto che esso risulterebbe soddisfatto “anche in caso dell’avveramento delle condizioni sospensive. Una valutazione in tal senso infatti non può prescindere da necessari chiarimenti in ordine tanto alla sussistenza o meno di un eventuale ruolo di prevalenza della provincia in seno al Comitato di Controllo quanto all’effettiva conformità dell’assetto societario di LRH rispetto alla normativa vigente alla luce dell’assenza, nel capitale sociale, di almeno venti comuni compresi nell’ATO di lecco e dall’altro alla presenza nello stesso di alcuni comuni appartenenti all’ATO di Como”.
C’è poi il riferimento, più volte ribadito da Comitato e Comuni, che il termine perentorio per l’affidamento del SII era il 30 settembre 2015 che, nei fatti è stato aggirato con una ulteriore proroga dell’affidamento del servizio a Idroservice Srl controllata al 100% da LRH, quindi priva del requisito del controllo analogo.
La conclusione è lapidaria: “ L’Autorità … ritiene l’affidamento del servizio idrico integrato a Lario Reti Holding … una violazione delle regole a presidio della concorrenza potenziale propria dei mercati in condizione di monopolio naturale e, in particolare delle regole in materia di affidamento diretto cd In House providing così come elaborate dalla giurisprudenza europea e nazionale e recepite dal legislatore nazionale nell’ambito del D. Lgs. N. 152/06”.
La Provincia di Lecco dovrà entro 60 giorni comunicare le iniziative adottate per rimuovere la violazione sopra esposta.
Come detto l’ATO ha informato, sia pure in forma edulcorata il parere/provvedimento ai sindaci. E ora si attendono le reazioni.
C.B.
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