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Scritto Lunedì 21 dicembre 2015 alle 09:31

''Direttori Generali'': è meritocrazia o appartenenza partitica? Ecco il quadro dei magnifici 36 tra lega, Forza Italia, NCD e FdI

Lo slogan è "scelte per merito tecnico non per appartenenza politica". Roberto Maroni ha inteso selezionare i nuovi 40 direttori generali seguendo questa indicazione al punto da assecondare il PD che ha chiesto (e ottenuto) l'introduzione di quiz a risposte plurime, non prive peraltro di elementi di valutazione del tutto soggettiva da parte della Commissione insediata dal Governatore. Sia quel che sia dovremmo essere in presenza di 40 tecnici sganciati dai partiti che formano la maggioranza al Pirellone. Per di più ci sono molti personaggi nuovi o comunque provenienti dalle direzioni amministrative e sanitarie. E ci sono tanti confermati. Al momento i top manager sono 36, ne mancano 4, quelli che andranno a dirigere gli Istituti di Ricerca a carattere Scientifico che saranno nominati mercoledì. Proviamo ora a disegnare la mappa "politica" dei 36 direttori generali. Di nuova nomina sono 19 mentre i confermati sono 17.

Da sinistra Giuseppina Panizzoli, Luca Stucchi, Alberto Zoli e Mauro Borelli

Le Agenzie di Tutela della Salute (più o meno le ex ASL) sono 8, i relativi direttori sono 4 di nuova nomina e 4 confermati. Sempre con beneficio di inventario possiamo dire che 4 sono in quota Lega Nord e cioè Paola Lattuada (ATS Insubria ex Asl Varese e Como), Mara Azzi (ATS Bergamo ex Asl Bergamo), Lorenzo Ardissone (ATS della Val Padana ex Asl Mantova e Cremona), Maria Beatrice Stasi (ATS della Montagna ex Asl Sondrio e Vallecamonica). Uno in quota Forza Italia: Marco Bosio (ATS Città metropolitana ex Asl Milano, Milano 1, Milano 2, Lodi). Uno in quota Fratelli d'Italia Carmelo Scarcella (ex AN, ATS Brescia ex Asl Brescia). Due infine in quota NCD: Massimo Giupponi (ATS della Brianza ex Asl Lecco e Monza Brianza) e Anna Pavan (ATS Pavia, ex Asl Pavia).
Delle 27 aziende socio-sanitarie territoriali (ASST) ne possiamo afferire in termini di direzione generale 8 al Nuovo Centrodestra; 10 a Forza Italia; 9 alla Lega Nord. E poi c'è l'Azienda Regionale Emergenza-Urgenza di fatto fondata da Alberto Zoli, che già concepiva un'azienda unica di pronto intervento 118 quando rivestiva la carica di direttore sanitario dell'A.O. Lecchese con Piero Caltagirone. Zoli è dato in quota Lega storicamente ma l'efficienza dell'AREU parla per lui. Senza altre necessità.

Da sinistra Carmelo Scarcella, Mara Azzi, Calisto Bravi, Elisabetta Fabbrini

Dunque si tratta sicuramente di 36 top manager di valore ma una spartizione c'è stata ed è di tutta evidenza. Del resto la gara era iniziata con 815 concorrenti, scesi poi a 200 dopo la selezione dei Commissari scelti dal Governatore e ridotti ulteriormente a 100 dopo i quiz e i test psicoattitudinali con vistosi risvolti sul modello di Novella 2000. Dai 100 ne sono stati "pescati" 40, per cui la selezione partitica lì deve essere stata serrata e rigorosa. Come si vede non c'è un direttore generale, neppure per sbaglio che sia in quota al Partito Democratico o al Movimento 5 Stelle. Quindi la "manina" della politica ha lavorato anche stavolta.

Da sinistra Massimo Giupponi, Stefano Manfredi, Giuseppe Pellino, Matteo Stocco

E' interessante, peraltro, constatare come gli esponenti di Comunione e Liberazione siano in gran parte stati confermati: Marco Trivelli, Francesco Laurelli (nuovo), Callisto Bravi, Carlo Nicora e Luca Stucchi. Giuseppina Panizzoli, commissario dell'A.O. lecchese viene messa in quota al NCD ma di fatto si tratta di un esponente "tecnico". Dalle parti del PD, ma anche di un settore della Lega Nord meno vicino a Maroni si fa notare che è stato confermato il meratese Luca Stucchi nonostante un rinvio a giudizio mentre era stato "fatto fuori" Mauro Lovisari, pure lui in quota Lega, per un avviso di garanzia. Eppure Maroni agitava le scope.

Concludiamo questa carrellata con le tavole riassuntive. Naturalmente si tratta di nostre valutazioni. Lo spazio quindi è a disposizione per smentite, precisazioni o quanto servisse agli interessati.

Direttori Generali in quota a Forza Italia


- Marco Bosio

- Marco Salmoiraghi

- Mario Alparone

- Peter Assembergs

- Giuseppe Brazzoli

- Matteo Stocco

- Elisabetta Fabbrini

- Ezio Belleri

- Michele Brait

Direttori Generali in quota Lega Nord




-          Paola Lattuada

-          Mara Azzi

-          Lorenzo Ardissone

-          Maria Beatrice Stasi

-          Alessandro Visconti

-          Fulvio Odinolfi

-          Giuseppe Rossi

-          Marco Onofri

-          Stefano Manfredi

-          Pasquale Pellino

-          Francesco Locati

-          Mauro Borelli

-          Raffaello Stradoni

-          Alberto Zoli
Direttori Generali in quota Nuovo centrodestra


-          Massimo Giupponi

-          Anna Pavan

-          Marco Trivelli

-          Francesco Laurelli

-          Massimo Lombardo

-          Callisto Bravi

-          Carlo Nicora

-          Camillo Rossi

-          Luigi Ablondi

-          Giuseppina Panizzoli

-          Luca Stucchi
Direttore Generale in quota Fratelli d’Italia


-          Carmelo Scarcella

-          Ida Ramponi

Il totale, per quanto parziale data la mancanza dei 4 Dg degli IRCCS salda così: 14 manager in quota lega Nord - 9 in quota Forza Italia - 11 in quota Nuovo centrodestra - 2 in quota Fratelli d'Italia.
Fu vera meritocrazia?
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