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Scritto Venerdì 08 aprile 2016 alle 16:52

Malavita sempre più scatenata. Servono maggiori forze a disposizione: i sindaci pretendano da Roma ciò che ci spetta

Aragona è un comune della Sicilia, in provincia di Agrigento. Conta 9548 abitanti distribuiti su 74,7 chilometri quadrati. Il municipio è forte di 10 dirigenti e 193 impiegati, pari a 1 dipendente ogni 50 abitanti e di questi 27 sono inseriti nel capitolo Polizia municipale-servizi demografici.
Missaglia è un comune della Lombardia, in provincia di Lecco, con una popolazione che sfiora i 9mila abitanti distribuiti su una superficie di 11,5 chilometri quadrati. Zero i dirigenti in servizio in municipio, che può contare sulla presenza di una ventina di impiegati, di cui solo 2 in forze alla Polizia locale.
Un confronto che, giudicare sconfortante, è un eufemismo. Soprattutto in questo periodo, caratterizzato da una criminalità che appare davvero inarrestabile e dalla necessità di maggiore sicurezza.
Se negli anni scorsi, passate le festività natalizie, l'aggressione dei malviventi al patrimonio dei casatesi sembrava perdere di slancio, il 2016 è iniziato sotto i peggiori auspici. Da mesi ormai assistiamo quasi quotidianamente a segnalazioni di furti in abitazioni - talvolta degenerati in rapine improprie- tentativi di truffe e colpi ai danni di chiese, cimiteri, esercizi pubblici. Un'ondata di criminalità (ormai è del tutto fuori luogo definirla ''mini'') che pare non volersi arrestare e che sta proseguendo ininterrotta - seppur a fasi alterne nell'intensità - dalla fine dello scorso anno, come confermano le nostre cronache quotidiane.
E' ormai del tutto evidente a nostro avviso, che le forze in campo non sono sufficienti ad arginare questo attacco della malavita, fatto da individui senza scrupoli, che il più delle volte agiscono in maniera sfrontata, ben sapendo di rischiare poco. E l'allarme sociale, per tutta risposta, è ormai elevatissimo, tanto che da Casatenovo passando per Missaglia, Monticello e Barzanò e ancora più giù, sino all'oggionese, gli stessi cittadini - esasperati - sono scesi in campo costituendosi in veri e propri comitati di ''controllo del vicinato'', con segnalazioni di individui o movimenti sospetti inviate in tempo reale alle forze dell'ordine.
In un quadro del genere il controllo del territorio non può più essere affidato unicamente all'Arma, spesso penalizzata nel numero di mezzi e forze a disposizione. Serve un coordinamento tra forze dell'ordine per mettere in campo una rete efficace a contrasto di questo preoccupante fenomeno. E qui chiamiamo in causa i nostri sindaci.
Gli agenti di Polizia locale vanno liberati il più possibile dai compiti d'ufficio per garantire un supporto reale ai carabinieri, riducendo le pattuglie diurne per potenziare l'attività di servizio a partire dal tardo pomeriggio, quando i ladri cominciano ad entrare in azione.
Come è possibile tuttavia offrire un aiuto concreto all'Arma, quando i comuni possono contare su una manciata di agenti di Polizia locale, già insufficienti per espletare l'attività di ordinaria amministrazione?
Il caso di Missaglia è emblematico: due agenti per quasi 9mila abitanti su un territorio ancor più vasto di quello di Merate. E cosa dire poi di Barzanò, Cremella, Sirtori e Viganò, che pur avendo unito le forze possono disporre di tre vigili soltanto? Senza contare le assenze per ferie, malattia che fanno calare ulteriormente i numeri in gioco.
In queste ultime settimane i sindaci hanno chiesto a più riprese - anche al Prefetto - di poter ''escludere'' dal patto di stabilità e dai vincoli di bilancio le spese relative alla sicurezza, per investire nell'implemento dell'organico e nel potenziamento della videosorveglianza. Nulla è però cambiato.
In un quadro fortemente compromesso sul fronte sicurezza come quello attuale, è necessario un colpo di reni da parte degli amministratori. Servono azioni eclatanti da parte dei nostri sindaci per pretendere quello che spetta al nostro territorio, garantendo le necessarie condizioni di sicurezza. Questa è la vera priorità sulla quale i cittadini attendono risposte concrete anche dai parlamentari lecchesi, soprattutto quelli al Governo.
Agli onorevoli Fragomeli e Tentori - arrivati a Roma rispettivamente da Cassago e Barzago, quindi dal casatese - chiediamo cosa stanno facendo per migliorare la sicurezza di questo territorio. E ai sindaci di ribellarsi a questa situazione, ormai inaccettabile se consideriamo le continue vessazioni e i sacrifici imposti dallo Stato centrale per quel che concerne ad esempio i vincoli di bilancio e la fiscalità. Anche a costo di andare contro al loro partito.
Perchè, se esiste un'Italia che viaggia a due velocità, ''sulla carta'' i cittadini di Aragona possono dormire sonni più tranquilli di quelli di Missaglia....almeno a giudicare dal numero di agenti di Polizia locale a disposizione.
Gloria Crippa
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