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Scritto Domenica 15 maggio 2016 alle 20:06

Asti: penne nere da tutta la provincia e sindaci in tricolore sfilano all'89esima adunata Alpini

In ritardo rispetto all'originale tabella di marcia ma "rafforzati" dalle parole spese al loro riguardo da Papa Francesco poco dopo le 16.15 di questo pomeriggio anche le penne nere lecchesi sono sfilate dinnanzi al palco delle autorità raccogliendo lungo il tragitto l'applauso di tutti quei cittadini radunati attorno alle transenne per testimoniare il loro affetto ad un Corpo - quello degli Alpini - che quest'oggi ha chiamato ancora una volta a raccolta i propri membri per l'89esima adunata nazionale ospitata dalla città di Asti.

Gli 11 volontari del SON (Servizio d'Ordine Nazionale) della provincia di Lecco, sfilano davanti ai sindaci. Questo "corpo"
conta 230 persone e si occupa della buona riuscita delle sfilate oltre che dei servizi radio

Ed in oltre centomila non si sono lasciati sfuggire l'occasione di trascorrere l'ennesima giornata all'insegna dell'alpinità.

Il consigliere Mirko Ceroli con il gruppo alpini di Barzago

Amministratori e sindaci dell'oggionese e meratese che hanno preso parte all'adunata di Asti


Anticipata dai "cugini" di Como e seguita dai colleghi bergamaschi - tra le cui fila hanno marciato anche le penne nere e i sindaci della Val San Martino con il primo cittadino di Torre de' Busi chiamata a reggere, con le altre amministratrici orobiche, l'immancabile striscione "Berghem de sass" - la sezione di Lecco, numericamente inferiore, si è "fatta sentire" con i suoi gruppi musicali tra i quali si sono distinti i Picett.

Se alla testa del lunghissimo serpentone ha capeggiato la scritta "Custodi della memoria e orizzonte della gioventù", la parata lecchese è stata aperta da un giovane briviese con il cartello arrecante il nome della sezione, seguito dal vessillo, dai rappresentanti locali con il presidente Marco Magni e da un nutrito gruppo di sindaci, alcuni dei quali come Ferrari di Oggiono e Greppi di Vercurago, a loro volta con il cappello d'alpino in testa.

Alle loro spalle le penne nere nostrane, arrivate ad Asti davvero da tutti i paesi della provincia, dal Lago alla Brianza, per un solo grido "evviva gli alpini".
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