Oggiono: invasione di arte e di creatività negli spazi di Villa Sironi

Tra tradizione artistica e nuove forme di condivisione digitale, la seconda edizione di ''Nella bottega di Leonardo'' ha trasformato Villa Sironi a Oggiono in un luogo di incontro internazionale dedicato alla creatività.
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L’iniziativa, a cura dall'Associazione Culturale Artamare e Kreazioni, unisce esposizione, concorso e partecipazione virtuale in un percorso che valorizza l’arte non solo come espressione estetica, ma anche come strumento di dialogo e divulgazione. Protagonisti dell’evento in programma dal 22 al 24 maggio, sono stati artisti provenienti da diversi Paesi, accomunati dal desiderio di sperimentare linguaggi, materiali e tecniche nel segno dello spirito leonardesco. 
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Gli artisti Monika Agarwal e Eduardo Reis

''Per questa seconda edizione, dedicata ad una esposizione e ad un concorso - ci ha raccontato nel dettaglio Vanna Colombo, responsabile dell’evento  - abbiamo introdotto una piccola novità. Ispirandoci ai lavori di miniatura del nostro pittore, Marco d’Oggiono, abbiamo dato come unica indicazione la misura del quadretto di 22 centimetri. La scelta di questo criterio è dettata dalla filosofia di racchiudere in un piccolo spazio un'opera fine e dettagliata. L'aspetto interessante è la possibilità di poter votare queste opere attraverso i canali social. Questo concorso, infatti, non si basa tanto sull’aspetto artistico e creativo, quanto sulla capacità di divulgazione che riesce a ottenere''. 
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Accanto al concorso è stato dedicato uno spazio anche all’esposizione di opere di varia natura, che hanno arricchito l’esperienza artistica dei visitatori.
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''Nella parte espositiva, invece, abbiamo lasciato maggiore libertà di espressione'' ha proseguito la responsabile. ''Ci sono opere di diversi artisti, provenienti da differenti parti del mondo. La parte creativa, infatti, si è sprigionata anche nella scelta del materiale e del soggetto ritratto. Ad arricchire questa mostra è la presenza di due maestri internazionali: Monika Agarwal e Eduardo Reis. L’arte della prima, di origine indiana, si concentra maggiormente sulla ceramica e sulla porcellana. Mentre Eduardo dipinge anche su tela e legno. Li ho conosciuti nel corso di esposizioni internazionali, in cui è nata una amicizia. Li ho invitati per portare la loro arte anche nei laboratori di venerdì e sabato pomeriggio''.
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Al centro dell’iniziativa, quindi, si pone l’interazione e la divulgazione che si crea di fronte alla condivisione di questa esperienza. ''Il valore principale della mostra è quello di mantenere viva l’arte, anche a livello divulgativo, oltre che artistico. Per questo, abbiamo pensato di realizzare la versione virtuale di opere che non sono custodite in questo luogo, in modo da dare la possibilità a tutti di accedere all’esposizione. Da un lato, quindi, si accede a un pubblico molto più vasto e internazionale. Dall’altro, però, la visione è solo parziale: osservare un quadro o una creazione di persona permette una valutazione migliore'' ha aggiunto.
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Il filo conduttore delle opere è suggerito dal nome proposto per l'evento: ''La bottega di Leonardo''. ''Il titolo simbolico dell’iniziativa - ha concluso Colombo - suggerisce l’arte della sperimentazione, unita all’amore per la natura, alimentata dall’artista. Come dimostra anche lui con le sue creazioni, ciò che è arte può essere notato da ciascuno, indipendentemente da quanto si conosca l’arte. Anche per questo aspetto, rispetto a due anni fa in cui abbiamo racchiuso le opere in un video, abbiamo pensato a questa nuova modalità di votazione e partecipazione''.
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La mostra si conferma così un’occasione per avvicinare le persone al mondo dell’arte con uno sguardo nuovo, intrecciando esperienza dal vivo e dimensione digitale. ''La bottega di Leonardo'' è riuscita a raccontare un’idea di arte accessibile, condivisa e capace di superare i confini geografici e culturali. 
V.I.
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