Ats Brianza: il ruolo e la funzione del case manager nella disabilità

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“Quale futuro immaginiamo per i nostri figli con disabilità? – pone questo interrogativo il dr. Fabio Muscionico Direttore del Dipartimento Programmazione per l'Integrazione delle Prestazioni Sociosanitarie con quelle Sociali (PIPSS) di ATS Brianza - Prendersi cura delle persone con fragilità è compito dell’intera comunità”. 
 
È proprio da questa domanda che è nata l’iniziativa di formazione “Il ruolo e alla funzione del case-manager nei progetti individuali dedicati alla disabilità” promossa da ATS Brianza che si è tenuta il 27 settembre ed il 12 ottobre 2023. 
 
L’evento formativo, realizzato in videoconferenza tramite collegamento Teams, ha visto la piena partecipazione 120 operatori provenienti da diversi enti (Servizi Sociali degli Enti Locali, ASST, IRCCS, Terzo Settore) impegnati sulla tematica nel territorio di ATS Brianza. 
Il Case Manager nel ruolo di “agente di cambiamento” delle persone con disabilità, ha un ruolo fondamentale nella gestione e valutazione del percorso migliore da realizzarsi. 
La sua funzione è quindi quella di ascoltare i bisogni, realizzare interventi efficaci in un’ottica di caring (prendersi cura) sia per quanto riguarda la prospettiva della famiglia e della persona con disabilità, sia orientando le azioni verso un utilizzo sostenibile delle risorse economiche. 
 
La L.112/2016 recante "Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare", ha introdotto per la prima volta nel nostro ordinamento specifiche tutele per le persone con gravi disabilità quando viene meno il sostegno familiare. 
L'obiettivo del provvedimento è garantire la massima autonomia e indipendenza delle persone con disabilità, consentendo loro per esempio di continuare a vivere - anche quando i genitori non possono più occuparsi di loro - in contesti il più possibile simili alla casa familiare o avviando processi di deistituzionalizzazione. 
 
Sul tema ATS Brianza ha lavorato per coordinare e promuovere l’iniziativa di confronto sul territorio ed ha favorito gli interventi di esperti. 
 
La prima giornata formativa del 26 settembre 2023 è stata aperta dal Dott. Fabio Muscionico, Direttore del Dipartimento PIPSS che ha sottolineato l’importanza nella diffusione dei percorsi del Dopo di Noi del coinvolgimento di tutta la rete territoriale sanitaria, socio-sanitaria e sociale. L’intervento è proseguito con un approfondimento sul nuovo Piano regionale per il “Dopo di Noi” declinando le principali novità introdotte dalla D.G.R. N. 275/2023, le fasi del progetto, l’utilizzo del badget di progetto, ponendo particolare attenzione all’integrazione sociosanitaria che permette di predisporre azioni che rispondano in modo sempre più efficace ai bisogni della persona con disabilità grave per le quali si avvia un percorso di vita al di fuori del contesto famigliare. 
Virna Barbieri, Responsabile Area Disabilità Cooperativa “Il Gabbiano”(Pontevico) e Coordinatrice Rete Aures, ha approfondito la Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità del 2006, mettendo in evidenza la libertà di scelta ed uguaglianza delle persone con grave disabilità, e l’importanza della definizione di un progetto di qualità nella prospettiva di un progetto di vita. 
 
Mirella Silvani, Assistente Sociale (Segreteria del Consiglio Nazionale Ordine degli Assistenti Sociali) ha esposto i riferimenti teorici legati alla figura del Case Manager -  figura fondamentale per la valutazione, la stesura e il monitoraggio del progetto, specificando come tale funzione non debba coincidere con un’unica professionalità. 
 
Nella seconda giornata formativa tenutasi il 12 ottobre, Mirella Silvani, Assistente Sociale (Consiglio Nazionale Ordine degli Assistenti Sociali) moderatore dell’incontro, ha sottolineato l’importanza di affinare il pensiero sulla governance dei progetti e di costruire modelli operativi che permettano di lavorare in equipe all’interno di una struttura organizzata e consolidata. 
Alice Melzi, Assistente Sociale (Comune di Biassono) ha portato l’esperienza dell’Ambito del Comune di Carate Brianza mettendo in risalto gli aspetti di complessità legati alla progettazione individuale e all’importanza della valutazione multidimensionale, strumento cardine da cui partire per delineare il percorso di intervento. Centrale risulta il coinvolgimento diretto della persona con disabilità che partecipa attivamente all’individuazione dei contenuti in un’ottica di corresponsabilità e coprogettazione tra soggetti coinvolti. 
Silvia Polvara, Psicologa Servizi Sociali Ambito di Lecco e Barbara Rigamonti, Coordinatrice della Casa di Quartiere (Impresa Sociale Consorzio Girasole), hanno presentato l’esperienza lecchese del servizio SAI. Il Servizio Accoglienza e Informazione ad oggi prevede soluzioni personalizzate e flessibili vicine al territorio e ai luoghi di vita naturale delle persone con disabilità. Alla base del modello operativo vi è la capacità di partire dagli interessi e dalle aspirazioni della persona disabile, anche attraverso la conoscenza diretta da parte dell’operatore dei contesti di vita dove la persona è inserita, procedendo così ad una progettualità “cucita su misura” in un’ottica di corresponsabilità in cui l’inclusione si realizza anche attraverso una cittadinanza attiva. 
 
Attraverso le giornate di studio i 120 partecipanti al corso hanno potuto approfondire la funzione del case manager e, attraverso le competenze apprese potranno, sul territorio di ATS Brianza, essere di maggior supporto alle persone disabili favorendo la possibilità di garantire, a quest’ultime, una migliore qualità di vita.
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