Scritto Marted́ 14 marzo 2017 alle 15:17

FenealUil, Filca Cisl, Fillea Cgil: crolli dei cavalcavia, urge un piano di manutenzione

I Segretari Generali delle Federazioni FENEALUIL Enrico Vizza, FILCA CISL Francesco Bianchi e Ivano Comotti FILLEA CGIL della Lombardia sollecitano una maggiore attenzione del Governo e della Regione Lombardia.
Nelle vicende come il crollo del ponte di Annone Brianza sulla Statale 36 per Lecco e il recente e drammatico cedimento del cavalcavia sulla A14 a Castelfidardo, bisogna avere rispetto per le vittime e per i loro famigliari. Trascorse le ore del doveroso lutto, non ci si può esimere dal riflettere, commentare e proporre delle soluzioni per interrompere incidenti di questo genere. Sette cedimenti di ponti e viadotti in tre anni, sei morti e 14 feriti. I lavori di manutenzione si sono dimezzati negli ultimi 10 anni. Nel 2013 sono crollati a Carasco (Genova) e sulla provinciale di Oliena- Dorgali. Tra il 2014 e il 2015 sono crollati il viadotto Lauricella (Agrigento) il viadotto Scorciavacche sulla Palermo-Agrigento, si è piegato un pilone del Viadotto Himera sull’autostrada Palermo-Catania.
Il 28 ottobre è crollato il ponte ad Annone Brianza sulla statale n. 36 Milano-Lecco. Il 9 marzo u.s. è crollato il ponte sull’autostrada A14 a Castelfidardo. Nessuna opera è perenne, per questa ragione nessuna opera può essere abbandonata. Numeri che non possono essere tollerati in nessun paese. Errori di progettazione, l’indefinita catena dei sub-appalti, la sicurezza sul lavoro vissuta come costo e non investimento, l’assenza di manutenzione delle infrastrutture, il ridimensionamento professionale delle società che progettano e realizzano le opere viarie (es. Pavimental, Spea, ecc.), narrano dei diversi fattori che incidono sulla sicurezza delle opere viarie.
Di contro oltre ai rilevanti ricavi tariffari, il settore è caratterizzato da una elevata e stabile redditività operativa con margini operativi (EBITDA) che nel 2012 non sono mai risultati inferiori al 20% per tutti i concessionari, e in alcuni casi prossimi al 60%, ed un utile operativo (EBIT) anch’esso mediamente pari al 20%, con concessionari che presentano una redditività assai elevata (superiore al 40%).
La Lombardia negli anni scorsi è stata sicuramente interessata da importanti infrastrutture stradali che hanno da una parte completato i progetti ideati anni fa e dall’altra parte che dovranno essere affiancati da opere che sviluppano il collegamento ferroviario. Tangenziale Esterna Milanese A58, Pedelombarda, Brebemi A35, interventi sulla A8 e A9, sono infrastrutture che sicuramente hanno cambiato i collegamenti della Lombardia, ma non devono essere esaustivi di tutti gli interventi minori locali necessari a migliorare la viabilità giornaliera del trasposto pubblico locale.
Anas e Regione Lombardia hanno firmato un Protocollo di intesa per avviare il trasferimento e la gestione ad una nuova società compartecipata da Anas e Regione di oltre 1.500 chilometri di strade che saranno classificate come Nuova Rete Regionale (circa 740 chilometri) e in parte come Nuova Rete Statale (circa 850 chilometri).
Urge un piano regionale che sottoponga queste opere a manutenzione periodica partendo dalla professionalità e dall’esperienza delle lavoratrici e dei lavoratori edili.
Urge una norma fiscale che imponga una quota di fatturato delle società concessionarie investita annualmente nella manutenzione delle opere viarie.
La messa in sicurezza del territorio, oltre a prevedere interventi idraulicoforestali, interventi antisismici e la salvaguardia degli edifici pubblici indispensabili (ospedali, scuole, ecc.) passa attraverso una viabilità sicura su gomma e su ferro.
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