Scritto Domenica 19 marzo 2017 alle 14:34

Casatenovo: qualche istruzione per un uso consapevole della rete, con la dott.sa Petti

Si è svolta nei giorni scorsi presso l’Auditorium di Casatenovo, la serata “Web, media e tecnologia: istruzioni per l'uso”, organizzata nell’ambito del ciclo di incontri “Testimoni del nostro tempo, testimoni nel nostro tempo” dall’Auditorium casatese in collaborazione con la pastorale giovanile.
Ragazzi, adulti, educatori e genitori hanno potuto dialogare con la dottoressa Livia Petti, ricercatrice presso il dipartimento di scienze umane per la formazione “Riccardo Massa” dell’Università Milano Bicocca.

Al microfono la dottoressa Petti

“Stasera la dottoressa ci offrirà alcune linee guida, utili per muoverci in un ambito particolare che riguarda i ragazzi ma anche gli adulti”, ha spiegato Emanuel Favazza, educatore della comunità pastorale casatese, che ha introdotto la serata e accolto il pubblico, tra cui era presente anche il vicario don Andrea Perego. “Come dice lo scrittore Roberto Vacca, internet è pieno di cose meravigliose ma anche inutili. Lo scopo è quindi quello di muoversi in questo spazio in modo giusto e competente, con conoscenza”.
Poi la parola alla dottoressa Petti, esperta di tecnologie didattiche ma anche di aspetti educativi legati ai media. “Si tratta di due facce della stessa medaglia. Quando insegnanti e adulti usano le tecnologie sono sempre modello, esempio e riferimento per i più giovani”, ha spiegato, introducendo l’argomento ricchissimo e variegato del web e della consapevolezza e responsabilità nell’uso della rete. “Non ci sono istruzioni o ricette per l’uso: la consapevolezza e la responsabilità si co-costruisce insieme ai ragazzi”.

La rete è un rischio ma anche grandissima opportunità per tutti e occorre competenza.
“La competenza digitale non deve essere ridotta a semplice abilità tecnica: è un approccio critico e responsabile allo strumento, cosa che spesso manca nei ragazzi e anche negli adulti”.
Nel mondo dei nativi e degli immigrati digitali, termini coniati da Prensky nel 2010, ciò a cui bisogna puntare è appunto l’educazione ai media. “Non riguarda solo i ragazzi ma anche gli adulti. Oggi i dispositivi digitali sono disancorati da un luogo fisico: ciò è positivo perché ci permette di essere sempre connessi ma non c’è più un luogo deputato alla socialità e convivialità. Poi, c’è l’immediatezza e la simultaneità. Occorre dunque educare all’attesa: è da questa che nasce il desiderio”.

Dall’educazione lenta, in una società che spinge ad essere sempre più veloci a performanti, fino alla virtù della prudenza. “Occorre essere consapevoli di cosa e dove si pubblica, sapendo che quanto è pubblicato può difficilmente rimanere sotto il proprio controllo: in rete tutto resta per sempre, anche se lo cancello qualcuno può averlo scaricato o averlo catturato con uno screenshot. Sui social network, fate attenzione anche alle impostazioni di privacy”.

Con l’ausilio di immagini, video e canzoni, la dottoressa Petti ha poi introdotto anche una riflessione su web-reputation e sul delicato tema del bullismo in rete. “Si pubblicano contenuti per avere like, commenti e condivisioni. E se questi non arrivano? Si può arrivare ad alzare sempre più l’asticella. Avere una visibilità massima è un’arma a doppio taglio, con aspetti positivi e negativi, che può incidere sulla reputazione e portare anche a vergogna, isolamento. Può esserci una banalizzazione dell’insulto e una deresponsabilizzazione. Le emozioni solitamente passano tramite il corpo: il media è un medium che si frappone. Il rischio è quello di analfabetismo emotivo”. Poi, alcuni consigli ai genitori, perché è necessario avvicinarsi e comprendere. “L’adulto di riferimento deve accompagnare, esserci, senza pensare di dover essere così competente. La pedagogia è quella del contratto: le regole possono essere costruite insieme, tramite un confronto e l’esempio. Educare all’utilizzo dei media è anche educare alla cittadinanza digitale e reale”.
A concludere la serata sono state le numerose domande da parte del pubblico a cui la dottoressa Petti ha risposto con altri consigli e informazioni.
L.V.
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