Scritto Venerd́ 25 maggio 2018 alle 22:46

Dolzago: parla in aula il magrebino truffato per la "patente facile"

E' proseguito questa mattina in tribunale a Lecco, nell'aula del giudice monocratico Enrico Manzi, il processo a carico di S.M., un'italiana classe 1990, che nel 2012 a Dolzago, insieme ad un vietnamita del 1976, avrebbe promesso ad un magrebino, all'epoca titolare della pizzeria in cui la ragazza lavorava come cassiera, una patente "facile". Date le difficoltà dello straniero nell'esprimersi e nel comprendere l'italiano, essendo in Italia da pochi anni, la presunta truffatrice gli avrebbe offerto la possibilità di svolgere l'esame della patente nella sua lingua madre. La posizione del co-imputato era stata stralciata nella precedente udienza avvenuta a novembre del 2017, avendo l'avvocato Sonia Bova, difensore del vietnamita, optato per il patteggiamento; l'uomo era stato condannato dal giudice alla pena di 3 mesi di reclusione e al pagamento di una multa di 30 euro.
L'avvocato Ruggero Panzeri, difensore della donna, oggi sostituito dal collega Stefano Savarino, aveva invece scelto il rito ordinario. Quest'oggi è stata ascoltata la testimonianza della parte offesa, che ha riferito, rispondendo alle domande del Vpo Mattia Mascaro, che "avevo bisogno di fare la patente perchè non riuscivo a consegnare le pizze, dovevo muovermi a piedi. Così i due mi hanno detto che a Genova c'era questa scuola guida per "noi stranieri", con tanto di esame in lingua. Per questo motivo ho dato i soldi che mi chiedevano e tutti i documenti necessari per le pratiche". L'uomo avrebbe consegnato alla ragazza una somma complessiva di 1200 euro. "Continuavano a dire di aspettare" ha proseguito la parte offesa, costituitasi parte civile tramite l'avvocato Mandelli, "che prima o poi avrei fatto l'esame. Maad un certo punto mi sono stancato e ho chiesto di riavere indietro i soldi. La mia dipendente si è presentata con un televisore, dicendo che valeva 600 euro. Ma io della tv non me ne facevo niente, volevo i miei soldi". Non vedendosi restituita la somma, l'uomo il 31 maggio del 2012 ha presentato querela nei confronti dei due soggetti.
Nonostante la pubblica accusa abbia acconsentito alla rinuncia dei testimoni presenti in lista ma non comparsi all'udienza odierna, la difesa si è opposta, insistendo per l'audizione degli stessi; per questo motivo il giudice Manzi ha rinviato il processo al prossimo 31 ottobre.
B.F.
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