Scritto Sabato 22 settembre 2018 alle 09:11

Dolzago: il sindaco ''scagiona'' Molteni sulla diffamazione

Sarà aggiornato al prossimo 17 ottobre il processo a carico di Roberto Molteni, imputato per diffamazione.
Il candidato alle amministrative 2014 del comune di Dolzago era stato accusato insieme a tutti gli altri componenti della lista "Impegno comune di Dolzago" -per cui correva come candidato sindaco Paolo Lanfranchi, poi risultato vincitore alle elezioni- ai sensi dell'art 595 del codice penale per la diffusione di un volantino contenente dati e informazioni atte a criticare l'operato dell'altro capolista -già in carica dal 2004 al 2009 come sindaco - Piergiorgio Panzeri.
Quest'ultimo aveva poi sporto querela nei confronti dei rivali politici, aprendo il procedimento a carico di Paolo Lanfranchi, Serena Galbiati, Alessia Brivio, Beatrice Civillini, Selena Crippa, Dario Monti, Gaetano Bertacchi, Alessandro Corti, Claudio Bonfanti e Gianni Pellegatta.
Questi avevano poi concordato con la parte offesa -costituitasi parte civile e assistito dall'avvocato Marcello Lorusso- un risarcimento del danno, ottenendo così la remissione della querela e la conseguente sentenza di estinzione del reato.
Unico rimasto ad oggi al tavolo degli imputati è Molteni -difeso dall'avvocato Giuseppe Visconti- che a differenza degli altri candidati della lista, non ha accettato la proposta risarcitoria a favore della parte offesa.
È dunque comparso nel primo pomeriggio di venerdì a testimoniare nell'aula del Palazzo di Giustizia di Lecco l'attuale sindaco di Dolzago Paolo Lanfranchi: al cospetto del giudice monocratico Enrico Manzi e del Vice procuratore onorario Mattia Mascaro l'amministratore ha chiarito alcuni punti in merito al famigerato volantino, oggetto del reato.
Dal racconto del teste è emerso che nel processo di redazione del foglio diffamatorio l'imputato non avrebbe avuto alcun ruolo, nè tanto meno durante la distribuzione: sarebbe stato proprio Lanfranchi a stendere il testo del volantino, basandosi su informazioni che lui in prima persona aveva ricercato.
Solo successivamente il primo cittadino avrebbe inviato una mail contenente il volantino a tutti i componenti della lista, con cui poi si sarebbe confrontato più volte, ma solo in occasione dell'allestimento di un gazebo informativo durante la campagna elettorale. A questo proposito Lanfranchi ha potuto ricordare la presenza di Molteni fra gli altri.
Tuttavia -come ha ribadito l'avvocato Visconti- sia per quanto riguarda la mail che per l'incontro in piena campagna non vi è la prova che l'imputato possa aver avuto modo di interagire con gli altri candidati: se da una parte la mail tradizionale non mostra traccia della visualizzazione da parte del destinatario, è altrettanto difficile provare che al momento della discussione Molteni vi abbia preso parte o abbia anche solo compreso l'oggetto del contendere.
Non rimane che attendere il prossimo 17 ottobre per il proseguimento del dibattimento.
F.F.
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