Scritto Mercoledý 09 ottobre 2019 alle 15:54

30 anni fa/57: rapina a mano armata e arresti a fine estate. A Monticello si progetta il nuovo centro rifiuti e la strada per Cortenuova. Festa per l'arcivescovo Tettamanzi

I mezzi dell'Arma in un'immagine di repertorio
Rapina a mano armata in un negozio di fiori di Barzago. Sul finire dell'estate, nel 1989, due malviventi fanno visita all'esercizio commerciale situato in Via Roma, nel cuore del paese, dove la sera prima avevano ordinato un mazzo di fiori da regalare ad un amico. Entrambi italiani, uno vestito in maniera distinta, l'altro un po' più trasandata, i loro modi sembrano inizialmente gentili, tanto che la titolare e la madre non sospettano nulla. Peccato che, al momento di pagare, entrambi tirino fuori la pistola, puntandola contro la commerciante e costringendola ad aprire il registratore di cassa per estrarre l'incasso della giornata lavorativa. Ma non è finita qui, perchè prima di fuggire i due banditi sfilano l'anello e il collier in oro che indossa la titolare, chiudendo il negozio dall'esterno per poi darsi alla fuga a bordo di una Fiat Uno. Riuscite a guadagnare la fuga da una porta secondaria, mamma e figlia allertano i carabinieri della stazione di Cremella che insieme ai colleghi della compagnia di Cantù, si mettono sulle tracce dei due rapinatori.
Gli stessi militari in quei giorni arrestano un pregiudicato con casa nella vicina Bulciago; l'uomo infatti, viene sorpreso a spacciare droga (nella fattispecie eroina) nonostante si trovi agli arresti domiciliari.
Intanto in tribunale a Como, prende il via il processo in corte d'assise nei confronti del 35enne operaio che l'anno prima si era macchiato dell'omicidio dell'anziana madre, strangolata nel sonno a Castello Brianza. Un delitto maturato in circostanze non chiare e sul quale giocherà un ruolo fondamentale la perizia psichiatrica chiesta dal difensore dell'imputato, a dimostrazione della parziale incapacità di intendere e di volere al momento del fatto.
In tribunale di Lecco viene invece emessa una sentenza di condanna nei confronti del 29enne scippatore seriale, per una serie di colpi messi a segno tra il casatese e il besanese nel corso dell'estate, ben sette per la precisione. Un anno di reclusione e 250mila lire di multa è la pena decisa dal pretore, che non gli concede i benefici di legge, optando invece per la custodia in carcere.

La sede della Grande Casa di Cortenuova e don Virginio Colmegna

A Cortenuova di Monticello invece, oltre novanta responsabili delle comunità italiane di assistenza partecipano ad una giornata di studio sul nuovo impianto legislativo che riguarda struttura come la Grande Casa, che ospita appunto l'iniziativa. Presenti anche don Luigi Ciotti (presidente del CNCA, cordinamento nazionale comunità d'accoglienza) ed il vice don Virginio Colmegna. Il Comune in quegli stessi giorni, è alle prese con il progetto per la nuova piattaforma ecologica, dopo aver acquistato un terreno di 6mila mq in Via Bocconi, fra Monticello e Cortenuova. Lì si intende installare i container per la raccolta dei rifiuti ingombranti ora collocati presso i due cimiteri, oltre a realizzare altre strutture che si renderanno necessarie per gestire al meglio la procedura connessa alla raccolta differenziata. 50milioni di lire è la spesa prevista per mettere a punto il nuovo centro rifiuti, operativo - secondo le parole dell'assessore alla partita Mario Villa - entro la fine del 1990.
Intanto il consiglio comunale è chiamato ad esprimersi sulla nuova bretella viabilistica al servizio della nuova zona industriale di Cortenuova. Il tracciato prevede una strada che intersechi Via Bocconi per raggiungere Via Moneta, in una sorta di circonvallazione verso il centro abitato della frazione monticellese. I costi sono per la maggior parte a carico del Comune e per il resto della cooperativa artigianale La Bevera, per un ammontare complessivo di 700milioni di lire.

L'arcivescovo Tettamanzi durante la festa nella ''sua'' Renate

La scuola media di Monticello e quella di Casatenovo accolgono il nuovo preside Nicola Demarinis, già preside a Rovagnate, in sostituzione del professor Oronzo Bianco. Si tratta di una vecchia conoscenza per la scuola casatese, dove aveva mosso i suoi primi passi da insegnante.
Tutto pronto invece a Renate per l'ordinazione episcopale di Monsignor Dionigi Tettamanzi, fresco di nomina ad arcivescovo della diocesi di Ancona-Osimo. 55 anni, il religioso è conosciutissimo e molto stimato in paese, dove tutti lo apprezzano per l'indubbia cultura che in questi anni lo ha portato a scrivere molti libri sulla chiesa e sulla famiglia.
G.C.
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco