Scritto Venerd́ 08 novembre 2019 alle 11:41

Casatenovo: a Vismara novanta giorni per un nuovo concordato

Il salumificio Vismara di Casatenovo
Novanta giorni: è il periodo di tempo concesso dal tribunale di Reggio Emilia a Ferrarini per la presentazione del nuovo concordato per la controllata Vismara, con la conferma nel ruolo di commissario giudiziale del commercialista Franco Cadoppi.
Nel decreto siglato dall'autorità giudiziaria reggiana è previsto che la società - assistita dagli studi legali Chiomenti di Milano e Bonfatti di Modena - presenti la proposta concordataria entro tre mesi di tempo, mentre l'adunanza dei creditori si terrà a fine gennaio.
Ferrarini nei giorni scorsi ha infatti depositato una nuova domanda di concordato in bianco, dopo aver ritirato il vecchio piano, basato sull'intervento di Amadori, gruppo alimentare sfilatosi dalla trattativa lo scorso settembre.
Resta invece sul piatto l'offerta di acquisto da parte della cordata Bonterre-OPAS-Casillo-Intesa Sanpaolo che aveva recapitato agli azionisti di Ferrarini spa e Vismara spa - e per conoscenza ai commissari giudiziali di entrambe le società - una proposta volta a preservare le due aziende, assicurarne la continuità aziendale e il rilancio.
Il concordato in bianco è stato chiesto da Vismara ''con il fine di disporre del tempo necessario per potere sviluppare un programma di interventi con un nuovo partner industriale in grado di sostenere la prosecuzione dell'attività aziendale e il piano di ristrutturazione dei debiti della società'' ha spiegato Sido Bonfatti, ordinario dell'Università di Modena e consulente legale di Ferrarini e Vismara.
Non è noto al momento il nome di questo nuovo ''cavaliere bianco'', mentre nelle scorse ore il dottor Bonfatti aveva riaperto le porte alla cordata finanziario-industriale, dicendo che la proposta, ''nel caso fosse circoscritta soltanto all'acquisto di Vismara, sarebbe gradita''. Per quanto riguarda Ferrarini infatti, resta sul tavolo l'opzione del gruppo Pini di Sondrio, leader della bresaola valtellinese e primo operatore italiano nel campo della macellazione dei suini, che lo scorso febbraio aveva annunciato l'accordo per rilevare la maggioranza della società, mettendo anche sul tavolo 10 milioni di euro per la ricapitalizzazione, divenendo l'azionista di maggioranza con l'80% del capitale.
Intanto martedì 12 novembre è in programma un incontro al Mise - ministero per lo sviluppo economico - per fare il punto sulla delicata situazione che coinvolge appunto le due società del gruppo emiliano e nello specifico le prospettive di rilancio anche a tutela della forza lavoro.
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